07/05/15

un business miliardario sulla schiavitù umana

UN BUSINESS MILIARDARIO SULLA SCHIAVITU’ UMANA

Siete pronti per il futuro Post-Umano con una popolazione mondiale ridotta a 500.000.000 di zombies schiavi.?!
LA STORIA 

DALL’ EUGENETICA AL TRANSUMANESIMO

Il termine eugenetica, che significa “la buona specie” fu coniato nel XIX secolo da Francis Galton Darwin (parente di Charles Darwin), il quale sentiva “l’obbligo morale” di incoraggiare coloro che erano forti e sani a fare tanti figli con il fine di “migliorare” l’umanità e che l’incoccio selettivo degli adatti poteva alla razza superiore, come si concepiva all’epoca l’aristocrazia inglese. Nella stessa epoca Spencer sviluppò “l’evoluzione della psicologia” teorizzando che molte persone erano biologicamente imperfette e degne solo di una morte molto veloce.
Il DR. GREEN (Dr. Joseph Mengele): conosciuto come “L’ Angelo di Hitler”, si potrebbe forse conferire a lui il titolo di padre della programmazione mentale attraverso torture e degli esperimenti di Eugenetica nazista.
Migliaia di schiavi MK-Ultra controllati mentalmente negli Stati Uniti avevano il “Dr. Green” come loro programmatore capo.
Il Dr. Joseph Mengele, conosciuto ad Auschwitz, fu il principale promotore del folle Progetto  del Super Uomo di razza ariana.
Ha operato ad Auschwitz uccidendo, torturando, mutilando migliaia di bambini per esperimenti alla ricerca della creazione del Super Uomo: un concetto che appartiene alla Germania del Pangermanesimo e alle multinazionali del farmaco della I.G. Farben (Basf, Hoechst, Bayer) fondata da Fritz Haber poi processato a Norimberga con tutti il suo gruppo di dirigenti.

Accordo tra I.G. Farben e la Standard Oil di Rockefeller
La compagnia chimica I.G.Farben e la Standard Oil, prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale crearono una joint venture. Nel settembre del 1939 i dirigenti della Standard Oil volarono in Olanda, dove s’incontrarono con i dirigenti dell’I.G.Farben. La Standard Oil s’impegnò a mantenere l’accordo con l’I.G.Farben, anche se gli Stati Uniti fossero entrati in guerra contro la Germania.
Quest’accordo fu rilevato nel 1942 dalla commissione investigativa del senatore H. Truman.
Appena pochi mesi dopo il raduno al Museo Americano di Storia Naturale, l’apparato Rockefeller con Rudin divenne in sostanza una sezione dello stato nazista.
Subito l’ascesa al potere di Hitler, il regime nazista nominò Rudin capo della Società d’Igiene Mentale.
Rudin e il suo staff quale parte della Task Force d’esperti sull’ereditarietà, presieduta dal capo delle SS H. Himmler, disegnarono la legge sulla sterilizzazione descritta come una legge modello americana, adottata nel luglio del 1933 orgogliosamente illustrata nell’edizione 1933 di Eugenical New (USA) con la firma di Hitler.
Nel 1940-41 l’ I.G. Farben costruì una fabbrica gigantesca ad Auschwitz, per utilizzare le licenze della Standard Oil dei Rockefeller appunto per la I.G. Farben per sfruttare la manovalanza degli schiavi dei campi di concentramento, per produrre benzina dal carbone.
Molti degli stabilimenti comuni alla Standard Oil e all’I.G. Farben situati nelle immediate vicinanze dei campi di lavoro di prigionia per produrre un’ampia gamma di prodotti chimici. E nonostante il bombardamento sistematico dell’aviazione angloamericana delle città tedesche durante la guerra, i bombardieri agirono sempre con estrema cautela quando si trattava di colpire le zone in prossimità di questi stabilimenti. Nel 1945 la Germania era sotto un cumulo di macerie, ma gli stabilimenti comuni Standard Oil e I.G. Farben erano tutti intatti.

MASSONERIA DEVIATA E LA FAMIGLIA ROCKEFELLER

Il Rito Scozzese della Massoneria si unì ai Rockefeller nello sponsorizzare l’inizio della genetica psichiatrica nel 1934, sotto la rubrica della ricerca sulla demenza precoce (schizofrenia). Nel 1936, il rappresentante del Rito Scozzese per il Settore della Ricerca sulla Demenza Precoce, il dottor Nolan D.C. Lewis, direttore dell’Istituto Psichiatrico di New York, fece rapporto al Consiglio Supremo del Rito Scozzese “sui progressi dei quattordici anni di progetti di ricerca finanziati dal Consiglio Supremo”. Lo stratega del Rito Scozzese, Winfierd Overholser sovrintendente del St. Elisabeth Hospital, un ospedale psichiatrico federale sito a Washington D.c. fornì la leadership generale per la ricerca psichiatrica del Rito.
Gli studi sulla degenerazione ereditaria stavano procedendo, nelle enclavi tedesche della Fondazione Rockefeller quand’eco s’imbatté in uno scoglio. Lo psichiatra Franz J. Kallmann, un protetto di Rudin fu obbligato ad abbandonare il suo impiego – Kallmann era “mezzo ebreo”. Kallman immigrò negli U.S.A. e divenne direttore della ricerca presso l’Istituto Psichiatrico dello Stato di New York, collegato alla Columbia University a Manhattan. Il Rito Scozzese della Massoneria pagò Kallman per condurre una ricerca su oltre mille casi di schizofrenia, al fine di sostenere la tesi che il disturbo mentale era ereditario.
La ricerca di Kalmann fu pubblicata simultaneamente negli U.S.A. e nella Germania nazista nel 1938. Nella prefazione, Kallmann ringrazia il Rito Scozzese una c’erano frasi del tipo:
Sono riluttante nell’ammettere la necessità di programmi eugenetici diversi per la comunità democratiche e quelle fasciste … non vi sono differenze né biologiche né sociologiche tra uno schizofrenico totalitarista ed uno democratico”.
La ricerca accademica americana di Kalmann fu usata dalle unità T4 (Progetto Aktion T4 – Ausmerzen) del governo nazista come parte del suo progetto, quando a partire del 1939, si cominciava a uccidere i pazienti psichiatrici e le varie altre persone “difettose”, tra cui i bambini.


LA TECNO-EUGENETICA ED IL TRANSUMANESIMO

L’attuale definizione lo si deve al filosofo Max More:
Il Transumanesimo è una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana. Il Transumanesimo condivide molti elementi con l’Umanesimo, inclusi il rispetto per la ragione e le scienze, l’impegno per il progresso e il dare valore all’esistenza umana (o transumana) in questa vita (…). Il Transumanesimo deferisce dall’Umanesimo nel  riconoscere ed anticipare i radicali cambiamenti e alterazioni sia nelle che nelle possibilità delle nostre vite, che saranno il risultato delle scienze e tecnologie (…)”.
Il transumanesimo si definisce come un supporto per il miglioramento della  condizione umana attraverso la tecnologia della vita, come l’eliminazione dell’invecchiamento e il potenziamento delle capacità intellettuali, fisiche o fisiologiche dell’uomo.
I transumanisti di norma sono favorevoli all’utilizzo delle tecnologie emergenti, incluse molte di quelle che attualmente sono ritenute controverse, come l’ingegneria genetica sull’uomo e gli usi avanzati dei computer e delle comunicazioni; e delle tecnologie che sostengono saranno certamente sviluppate in futuro come i viaggi nello spazio, i viaggi nel tempo, la nanotecnologia. Ritengono che l’intelligenza artificiale un giorno supererà quella umana.
In un saggio intitolato “In lode al Diavolo”, l’ideologo del Transumanesimo Max More raffigura Lucifero come un eroico ribelle contro un Dio tirannico:
“Il Diavolo – Lucifero – è una forza benevola (dove io definisco “bene” semplicemente quello che io valuto come tale, non volendo implicare alcuna validità universale o necessità di orientamento). Lucifero significa ‘portatore di luce’, e questo dovrebbe indirizzarci nella sua simbolica importanza. La storia è che Dio scacciò Lucifero dal paradiso perché Lucifero cominciò a mettere in dubbio Dio e seminava dissenso tra gli angeli. Dobbiamo ricordare che questa storia è raccontata dal punto di vista dei deisti (se posso coniare il termine) e non da quello dei luciferiani (userò questo termine per distinguerci dai satanisti ufficiali con i quali ho delle differenze fondamentali). La verità potrebbe essere che semplicemente Lucifero si allontanò dal paradiso.”
Max More procede e riporta la descrizione di Lucifero di Albert Pike, massone del 33° grado amico e collaboratore di Giuseppe Mazzini:
“Lucifero è l’incarnazione della ragione, dell’intelligenza, del pensiero critico. Egli si erge dinnanzi al dogma di Dio e tutti gli altri dogmi. Egli si sostiene l’esplorazione di nuove idee e di nuove prospettive nella ricerca della verità.”
Richard Hayes, direttore esecutivo del Center for Genetics and Society, spiega:
“Lo scorso Giugno alla Yale University, la World Transhumanist Association tenne il suo primo congresso internazionale. I transumanisti hanno filiali in più di venti stati e promuovono l’allevamento di forme di esseri “post umani” “geneticamente arricchiti”. Altri promuovono la nuova tecno-eugenetica, come il professor Lee Silver, della Princeton University, che prevede che entro la fine di questo secolo ‘Tutti gli aspetti dell’economia, dei media, l’industria del divertimento e l’industria della conoscenza saranno controllate dai membri della classe dei GenRich (potenziati geneticamente, n.d.t.-). I Naturali lavoreranno come fornitori di servizi sottopagati o come manovali…”
Lo scienziato inglese, Kevin Warwick. (http://www.kevinwarwick.com/) Leggiamo una intervista a Kevin Warwick, del 2004.
“Dichiara che gli esseri umani, in futuro, si divideranno in due specie: chi avrà impianti cerebrali e fisici e chi non li avrà. Chi non li avrà sarà considerato una specie inferiore.”


IL MOVIMENTO TRANSUMANISTA

The World Transhumanist Movement è costituita dall’élite della società USA, i suoi leader sono Nick Bostrum, docente di filosofia presso la Yale University. il professor James Hughes del Trinity College di Hartford e Gregory Stock direttore del programma di Medicina, Tecnologia e Società presso la School of  Medicine dell’University of California di Los Angeles, che ha scritto il libro Redesigning Humans (Riscrivere gli umani). Fanno parte del movimento capitalisti e politici statunitensi.
Come si diceva prima per i transumanisti l’evoluzione della specie umana non è conclusa, e che per completarla bisogna fare ricorso a ogni mezzo tecnologico. Insomma per costoro l’uomo raggiungerà la ‘perfezione’ quando dall’umano passerà al Post-umano, e la fase di passaggio è, perciò, il Trans-umano. Tale processo si attuerà facendo ricorso alla manipolazione genetica e all’impianto di microchip. Tutto ciò è una sorta di religione atea, come quella Raeliana, ma che ha il proprio demiurgo non negli ‘alieni’, ma nella tecnologia della bioingegneria e nelle multinazionali che ne sono proprietarie.
Perno della filosofia transumanista è la guerra a ‘Dio e alle religioni’, credenze che devono essere estirpate anche con i “centri di rieducazione e formazione”. I transumanisti sognano un Mondo asettico e sintetico, senza emozioni e ‘perfetto’; una certa idea del ‘buddismo’ consumistico pervade questa visione, ma anche la possibilità di controllo delle menti, diretto e immediato.
Per creare l’essere umano, affermano i transumanisti, è d’obbligo utilizzare la tecnologia per ogni aspetto della vita umana, annullare le imperfezioni psico-fisiche e persino la vecchiaia. Infatti i dirigenti del movimento affermano: “Nuovi strumenti come quelli della nanotecnologia molecolare, hanno le risorse per darci il controllo su quei processi biochimici del nostro corpo capaci di eliminare malattie e invecchiamento”.
Infatti, proseguono i transumanisti, “Tecnologie come strumenti di interfacciamento tra mente umana e computer e la neurofarmacologia possono amplificare l’intelligenza umana, incrementare il benessere psicologico, migliorare la nostra capacità di mantenere gli impegni riguardo i nostri progetti o la persona amata, e persino moltiplicare la portata e la ricchezza delle nostre emozioni.” La seduzione è sempre stata parte essenziale delle ideologie realmente totalitarie, come quella attuale. E in questo passaggio i transumanisti non lo smentiscono, in cambio di tali promesse di magnifiche sorti e progressive, qual è il prezzo da pagare ? E infatti mano a mano che si seguono i ragionamenti dei transumanisti, cadono le maschere e si svelano i volti reali, essi affermano: “Nel tempo saremo in grado di creare mondi di realtà virtuale, nei quali le leggi della fisica potrebbero essere alterate, ma sembrerebbero comunque totalmente reali a chi li vive.” Sostituire la realtà concreta con quella virtuale. Una realtà da fabbricare premendo un solo tasto di PC; menti e pensieri da manipolare con un click. Un ‘sogno’ totalitario da imporre a tutti. “La gente potrebbe visitare questi mondi virtuali per lavorarci, per divertimento, o per socializzare con amici che magari abitano dall’altra parte del globo. Persone Postumane che hanno ricevuto degli ‘Upload’ potrebbero interagire in questi ambienti virtuali senza bisogno di interfaccia meccanici e potrebbero  spendere gran parte delle loro vite in questi (ambienti).”
Nemici dell’intelligenza e dell’intelletto umano, la vera essenza dell’uomo, i transumanisti, inoltre, affermano: “Gli unici mezzi per migliorarci non sono, come affermavano gli umanisti, culturali o educazionali. Esiste la tecnologia, che potrà permetterci di evolverci oltre ciò che siamo abituati a considerare umano.”
Ma è solo l’inizio. Chi vuole divenire postumano, chi intraprenderà tale strada sarà un transumano, ‘l’uomo in mutamento’. Il transumano sarà, nei sogni di questi individui, un essere illimitatamente giovane, privo di imperfezioni e dalle capacità intellettuali sviluppate per via genetica e telematica; mentre il postumano sarà dotato di intelligenza  artificiale e sintetica, basato su supporti biotecnologici e tecnogenetici.
Lo stadio superiore perseguito dai transumanisti è la ricreazione totalmente artificiale del corpo e della mente umana, utilizzando allo scopo ogni sorta di strumento: dalle nanotecnologie alla bioingegneria ai software per la realtà virtuale. Con l’Uploading i transumanisti vogliono creare l’essere umano ‘eterno’. L’Uploading è il processo con cui si vuole trasferire la mente del singolo individuo dal cervello biologico alla memoria, all’hard disk dei computer. Secondo i transumanisti si può fare “una scansione cerebrale ad alta risoluzione …’deassemblando’ il cervello atomo per atomo grazie alla nanotecnologia. Sono stati suggeriti altri approcci, come analizzare la struttura del cervello per sezioni successive con un microscopio elettronico. Oltre a mappare i pattern di collegamento tra circa 200 miliardi di neuroni, la scansione probabilmente dovrebbe registrare le funzionalità di ogni interconnessione sinaptica, come l’efficacia della connessione e quanto siano stabili nel tempo. Modulatori non-locali come neurotrasmettitori e bilanciatori ormonali potrebbero rivelarsi indispensabili.”
Un altro processo prevede la sostituzione neurone per neurone con impianti sintetici che simulino le funzioni cerebrali all’interno di un computer. Replicando il cervello del soggetto interessato all’interno di una memoria di computer. In sostanza quello che realmente prospettano è un mondo nelle mani dell’élite imperialista USA, altro che libertà di scelta, singolo o coppia che sia; un mondo che neanche G.Orwell, J.Huxley o P. K. Dick avrebbero immaginato nei loro peggiori incubi.

Il Transumanesimo e la New Age “La Nuova Era di Satana”.
La Nuova Era o NEW AGE fu stata progettata in ambiente ONU negli anni ’60, l’attuale “risveglio della coscienza planetaria” è stato sovvenzionato da potentissimi gruppi internazionali, ed è stato diffuso in tutte le scienze da grandi iniziati internazionali.
La rivista Lucifer fu fondata da Alice Bailey a Londra. Precedentemente i suoi adepti si raccoglievano nella “Lucifer Press” o attorno alla rivista Lucifer. Dal 1922 al 1924 il gruppo era noto come “Lucifer Trust”. Ufficialmente, dal novembre del 1922 il gruppo venne ribattezzato come “Lucis Publishing Co.” e “Lucis Press Limited” (rispettivamente le sedi di NY e Londra).
Vennero fondate verso gli anni ’30 le conferenze di Eranos, ispirate da Jung (1875-1961), dando un taglio più scientifico e accademico. Riunioni a carattere esoterico che si succedettero quasi ogni anno, fino a giungere ai nostri giorni dove, sotto la guida dell’americano James Hillman, erede di Jung e autore di opere quali Il nuovo politeismo, Saggio su Pan, La vana fuga degli dei, sviluppano una nuova “scienza” fondata sull’occulto e su un neo-politeismo da contrapporre al Cristianesimo.
Il Lucis Trust è la base ideologica del nuovo ordine mondiale, nonché la sede in cui la Bailey aveva progettato la nuova religione mondiale, quella strutturalmente condivisa dalla massoneria nell’ideologia stessa che viene raccontata ai neofiti, ma che in realtà prevedeva la destrutturazione “da dentro” di tutte le religioni, la spontanea dissoluzione tramite un nuovo “tappeto ideologico-psichico”, affinché tutto il mondo si ritrovi felicemente sottomesso ad una reale religione in cui l’essere umano non riesca a riconoscere i crismi del totalitarismo.
Sotto l’influenza del Lucis Trust abbiamo il WWF, nel cui direttivo troviamo i principi Filippo d’Edimburgo e Bernardo d’Olanda (fondatore del Gruppo Bildergberg nel 1954). Abbiamo inoltre Greenpeace International, sostenuta finanziariamente dalla Fondazione Rockefeller; ma anche Amnesty International, che è stata voluta e fondata da Sean Mac Bride, che faceva pratiche sessuali quale alto dignitario della società esoterica OTO (Ordo Templis Orientis), che tra l’altro sembra rivendicare una filiazione diretta con gli Illuminati di Baviera; abbiamo addirittura l’ONU, (Pensate che i discorsi, le risoluzioni e i documenti di qualsiasi natura, prodotti da questa funzione deliberativa (Onu) esercitano un’influenza fondamentale sulla vita internazionale ideologica, religiosa, sociale, politica, economica e metafisica: l’Onu è sostanzialmente il portavoce della nuova era insieme all’UNESCO, l’UNICEF e la FAO; l’Antroposofia di Rudolf Steiner; i Planetary Citizens; la Società Teosofico Satanista, con la Scuola Arcana, la Buona Volontà di Alice Bailey e la sua fondatrice Helena Petrovna Blavasky.
A queste scuole aveva a suo tempo aderito, assieme alla moglie, il pittore israelita russo Nicholas Roerich (1874-1949), la Nicholas Roerich Society e la Sri Aurobindo Society sono tra le ‘società’ emergenti che ispirano il movimento New Age.
Ma durante l’amministrazione Roosevelt, Roerich era anche “guru” del vicepresidente USA: il massone Henry A. Wallace (1888-1965). Lo stesso Wallace che convinse Henry Morgenthau – allora segretario al Tesoro americano, banchiere e membro del B’nai B’rith, della Pilgrims’ Society e della Round Table britannica e di alcuni dei gruppi che in senso letterale governano il mondo a far stampare nel 1935, secondo i dettami della Roerich Society, il simbolismo esoterico della grande Piramide del British Israel e la citazione “NOVUS ORDO SECLORUM” sul nuovo biglietto da 1 dollaro americano.

fonte: alfredodecclesia.blogspot.it

04/05/15

chiesa di San Giorgio dei Greci



è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Castello, nelle vicinanze della chiesa di San Zaccaria. La chiesa è utilizzata come cattedrale dall'Arcidiocesi ortodossa d'Italia ma appartiene all'Istituto Ellenico, ad essa adiacente e, quindi, allo Stato greco. Dipende dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.

Storia

Venezia ha conosciuto da sempre la presenza di greci, essendo un porto commerciale in continuo contatto con l'impero bizantino. Al momento del crollo dell'impero e della presa di Costantinopoli da parte dei turchi, un certo numero di greci ortodossi cercò riparo nella città lagunare. Ben presto ebbero bisogno d'una chiesa che fu edificata con il permesso di papa Leone X in un momento in cui si pensava che i greci fossero in comunione con la sede romana. In un primo tempo, venne concesso uno spazio all'interno della chiesa di San Biagio poi nel 1498 la Repubblica concesse alla comunità greca il permesso di costituirsi in una Scuola in onore di San Nicola di Mira (santo protettore della comunità) insieme a una chiesa nell'area utilizzata attualmente.

Il luogo fu sede di un metropolita che portava il titolo di Filadelfia. La comunità greca lungo tutta la sua storia oscillò tra tentazioni unionistiche e forti legami con l'Ortodossia. Non a caso queste tensioni alterne si possono constatare nello stile della chiesa.

Descrizione

La costruzione dell'edificio, in stile tardo-rinascimentale, iniziò nel 1539 su progetto di Sante Lombardo e i lavori si conclusero nel 1561 sotto la guida di Giannantonio Chiona. L'esterno della costruzione venne infine completato nel 1571 con la costruzione della cupola.

L'interno ha una struttura a navata unica ed è ricoperto di affreschi, opera di Giovanni di Cipro, con coro ligneo a due ordini (risalente al periodo tra il 1574 e il 1577) lungo le pareti laterali e un pulpito di Giovanni Grapiglia del 1597. Di fronte al pulpito si trova un lavoro giovanile dell'architetto Baldassare Longhena, il cenotafio dell'arcivescovo Gabriele Severo di Filadelfia, morto nel 1616.

L'iconostasi è caratterizzata da decorazioni in marmo e da pitture di Michele Damasceno raffiguranti vari santi e, sull'architrave, le Dodici feste. Completano la decorazione dell'iconostasi un Cristo Pantocrator di anonimo bizantino, risalente alla fine del Trecento e collocato nella parte centrale e una serie di pitture di scuola greca del XVIII secolo ai lati e lungo i pilastrini.

Anche nello hieron è presente un affresco di Michele Damasceno (Apostoli e Santi Greci), sulla piccola abside sopra l'altare maggiore, mentre l'abside e l'arco trionfale sono ricoperti da mosaici del primo Seicento. Sono inoltre presenti numerose altre opere pittoriche (Ascensione di Giovanni Ciprioto; la tavola Ultima Cena del cretese Benedetto Emporios; Deposizione di Michele Damasceno).

Alle pareti della cappella che ospita l'altare della Preparazione si trova una icona della Vergine con camicia d'argento, che venne portata a Venezia da Costantinopoli in seguito alla caduta dell'Impero Romano d'Oriente nel 1453. L'opera è risalente al XIII-XIV secolo ed è l'icona più antica conservata nella chiesa.

Completano l'arredo della chiesa un leggio del 1663 in tartaruga e madreperla e quattro candelabri bronzei del primo Seicento.

fonte: Wikipedia

ICONE

FILMATO

Antonello Venditti



« Lo so è un po’ difficile parlare con voi altri, lontani dai rumori, denunciare i tuoi tormenti e per la prima volta non cercare le parole difficili, poetiche che stuzzicano il cuore. Per te che non mi stimi e non ti tocca quel che dico, non ho da dirti molte cose in più di quel che ho detto, continuerò a cantare le cose della vita e se ho sbagliato a viverle, per te non è finita. Ma per te che hai scelto sempre me, da santo e da assassino, vorrei che mi credessi e mi tenessi più vicino. Le cose della vita fanno piangere i poeti, ma se non le fermi subito diventano segreti. Anche per te. Anche per noi. »

(Antonello Venditti, Le cose della vita, 1973)

 all'anagrafe Antonio Venditti, è un cantautore italiano. Considerato fra i più popolari e tra i più prolifici della cosiddetta Scuola Romana, dal 1972, anno del suo debutto discografico, ha condensato nel suo repertorio canzoni d'amore e d'impegno sociale. Con 30 milioni di copie è uno tra gli artisti italiani con il maggior numero di dischi venduti.

Nasce a Roma nel quartiere Trieste (precisamente in via Zara 13). È figlio unico di una famiglia appartenente alla medio-alta borghesia italiana: il padre Vincenzino Italo, molisano di Campolieto, in provincia di Campobasso, è un funzionario dello Stato che diventerà viceprefetto di Roma; la madre romana Wanda Sicardi, è insegnante liceale di latino e greco. Dal 1975 al 1978 è stato sposato con Simona Izzo dalla quale ha avuto il figlio Francesco Saverio, nato il 27 agosto 1976, attore e doppiatore, che gli ha dato due nipoti, Alice Venditti e Tommaso Venditti, avuti da Alexandra La Capria.

Gli inizi: il Folkstudio

Viene avvicinato allo studio della musica giovanissimo. Già durante le scuole elementari, frequentate alla scuola "XX Settembre 1870" di via Novara, studia il pianoforte. Nella canzone Mio padre ha un buco in gola descriverà in maniera sarcastica la sua famiglia: il padre, infatti, aveva subìto una ferita alla gola nella seconda guerra mondiale (un proiettile gli rimbalzò sulla fibbia della cinta e si conficcò nella sua gola), mentre della madre, insegnante di latino e greco, canta «mia madre è professoressa, o meglio è una professoressa madre, mi ha dato sempre 4 anche se mi voleva bene».

Durante l'adolescenza ha problemi di obesità, arrivando a pesare 90 chili («ed io io crescevo bene, grasso come un maiale», canta sempre in Mio padre ha un buco in gola). A 14 anni scrive le sue prime tre canzoni: Sora Rosa (la prima in assoluto), Lontana è Milano e Roma Capoccia. Intanto frequenta il liceo Giulio Cesare, a cui rimarrà profondamente legato, tanto da dedicargli anni dopo una celebre canzone intitolata proprio Giulio Cesare. Dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza all'Università La Sapienza, laureandosi in legge nel 1973. Continua gli studi prendendo anche la laurea specialistica in Filosofia del diritto. Ha ritirato la laurea solo nel 1999 in una lezione concerto tenutasi nell'Aula Magna della Sapienza per festeggiare il suo 50º compleanno.

Nel 1969 firma il suo primo contratto discografico con la It di Vincenzo Micocci.

L'occasione di presentare la sua musica in pubblico arriva alla fine degli anni sessanta con la partecipazione alle attività del celebre locale romano Folkstudio, assai importante per la formazione dei giovani autori e la crescita musicale della città (vi aveva suonato anche Bob Dylan nel 1962); Giorgio Lo Cascio ricorda con queste parole l'arrivo di Venditti: Antonello fece la sua comparsa un pomeriggio con un montgomery… aveva in mano un pezzo di carta con il testo di una canzone che aveva scritto: era "Sora Rosa", e a noi piacque molto. Antonello suonava il piano in un modo che non avevamo mai sentito, ed aveva una voce veramente eccezionale.

Nel suo libro, L'importante è che tu sia infelice, il cantautore scrive: Era un martedì quando staccai il primo passo dentro al Folkstudio di via Garibaldi e trovai un tale Francesco De Gregori che alternava composizioni sue a traduzioni di brani di Leonard Cohen e Bob Dylan. Mi presentarono Giancarlo Cesaroni, ovvero l'uomo-censura, grande boss, diviso fra sigaro, Ballantine's e corse dei cavalli. A fare i provini c'era la fila, decideva lui a insindacabile giudizio. In un angolo addossato al muro, malmesso e di schiena al pubblico, c'era un pianoforte che veniva usato solo in caso di jazz. Quasi non esisteva come strumento nell'immaginario collettivo. Gli suonai "Sora Rosa", "Roma capoccia" e "Viva Mao" e il capo sentenziò: "Puoi venire domenica". Lo spazio domenicale cominciava alle 14:30 e terminava quando noi decidevamo di far girare le chiavi. Ci chiamavamo poco fantasiosamente "I Giovani del Folk (studio)", ne facevamo parte io, De Gregori, Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano, i quattro ragazzi con la chitarra e il pianoforte sulla spalla finiti nella prima strofa di "Notte prima degli esami".

Nel 1971 Venditti debutta come autore: la It pubblica infatti il 45 giri del gruppo Le Impressioni, Il prete rosso, che sul lato B ha la canzone È la fine della vita, scritta da Venditti.

Il debutto come cantautore

Complice un viaggio premio in Ungheria, a cui Lo Cascio rinuncia, Venditti e De Gregori decidono di costituire un duo, e riescono ad ottenere un contratto con la It di Vincenzo Micocci: il primo e unico album del duo, pubblicato nel giugno del 1972, porta l'enigmatico titolo di Theorius Campus, che è in realtà anche il nome del duo (non essendo presenti sulla copertina i nomi dei due cantautori): raccoglie alcune canzoni già presentate al Folkstudio, e per quel che riguarda Venditti alcune di queste entreranno in pianta stabile nel suo repertorio concertistico, come Ciao uomo (pubblicata anche su 45 giri, che entra anche in hit parade), la celeberrima Roma capoccia e Sora Rosa, già registrata qualche mese prima (con alcune lievi differenze nel testo) da Edoardo De Angelis nel suo disco Il paese dove nascono i limoni, inciso insieme a Stelio Gicca Palli.

Del periodo di Theorius Campus, Giorgio Lo Cascio scrive: ...Lilli Greco (produttore del disco e musicista) mi confidò qualcosa circa le sue impressioni di questi tempi: era stato colpito naturalmente soprattutto da Antonello, la cui voce e il cui stile non potevano che raggiungere le vette più alte del successo. Lilli disse che a suo avviso già Antonello era, ed è senz'altro, una delle voci più belle a livello mondiale...Mi disse inoltre che era rimasto molto colpito dal modo assolutamente inedito con il quale Antonello si accompagnava al pianoforte: innanzitutto l'impostazione più ritmica che melodica dell'accompagnamento, e inoltre una caratteristica di tecnica pianistica estremamente efficace: Antonello creava un bordone potente con la mano sinistra suonando la tonica con il mignolo e il pollice in ottava, completando i bassi con la terza o la quinta a scelta; con la mano destra eseguiva l'accordo con un risvolto inconsueto: terza, quinta e ottava senza tonica. Il risultato finale era quello di una grande completezza ed estensione di suono.

Ciao uomo partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia. Micocci decide di dare fiducia a Venditti, e gli propone la registrazione di un disco da solista, L'orso bruno, che viene pubblicato dalla It nell'aprile del 1973.

De Gregori collabora al disco scrivendo insieme all'amico il testo di L'ingresso della fabbrica; il modello di riferimento è Elton John, e gli arrangiamenti delle canzoni, curati da Vince Tempera, si rifanno esplicitamente al lavoro effettuato da Paul Buckmaster con il cantautore britannico in Elton John e in Madman Across the Water, specialmente nella title track o nella già citata L'ingresso della fabbrica (dove è addirittura presente all'inizio una citazione con il pianoforte di Your Song di Elton John).

Altri brani dell'album sono E li ponti so' soli, cantata in dialetto romanesco, Lontana è Milano, storia di emigrazione, e Il mare di Jan, con la citazione nel finale dello slogan del '68 "Ce n'est qu'un début, continuons le combat" (questo è solo l'inizio della nostra lotta). Tra i musicisti che collaborano al disco da citare gli altri componenti, con Tempera, dei The Pleasure Machine, e cioè il batterista Ellade Bandini e il bassista Ares Tavolazzi.

In questo periodo scrive per Mia Martini Ma quale amore (1973) e Ruba (1974).

Passato alla casa discografica RCA e sotto la direzione artistica di Ennio Melis, Venditti realizza Le cose della vita (1973), registrato da solo con il pianoforte e una tastiera eminent, in cui ripropone una versione molto più scarna dell'originale di E li ponti so' soli, unitamente a sette nuovi brani fra cui Le tue mani su di me (che successivamente verrà interpretata anche da Patty Pravo), Il treno delle 7, Mio padre ha un buco in gola, invettiva-sfogo sulla sua famiglia, e la title-track Le cose della vita.

Nello stesso anno Venditti diventa produttore di due dischi, La mia donna dell'amico Giorgio Lo Cascio e Blue morning del gruppo omonimo (in cui suona un giovanissimo Roberto Ciotti).

Del 15 gennaio 1974 è un'esibizione al Teatro dei Satiri a Roma, dove propone la canzone A Cristo che gli vale una denuncia da un maresciallo delle Guardie di Pubblica Sicurezza presente in sala per vilipendio alla religione di Stato, fu processato e condannato a sei mesi con la condizionale. Come racconta nel suo libro L'importante è che tu sia infelice, la frase contestata era "ammazzate Gesù Crì quanto sei fico". La parola "fico" fu considerata un'offesa. Ma la canzone è scritta tutta in dialetto e quell'aggettivo in romanesco è ritenuto un complimento. Questo però il Tribunale non lo considerò e il cantautore fu condannato a sei mesi con la condizionale.

Il 1974 è l'anno di Quando verrà Natale, registrato con la collaborazione dei Cyan, che riscuote un buon successo grazie a brani come Marta e Campo de' fiori (inciso, nello stesso periodo, anche dalla Schola Cantorum, il gruppo vocale di Edoardo De Angelis); anche una canzone di questo disco viene incisa da Patty Pravo, Ora che sono pioggia.

Il successo

Il 1975 è l'anno del suo matrimonio con Simona Izzo, e del successo di Lilly, con cui Venditti arriva al primo posto della hit-parade sia dei 33 giri che dei 45: questo album affianca a canzoni in dialetto romanesco (Santa Brigida, orchestrata magistralmente da Giuseppe Mazzucca e Nicola Samale) ballate acustiche come Attila e la stella e canzoni ironiche come Penna a sfera (attacco di Venditti al giornalista di Ciao 2001 Enzo Caffarelli, che lo aveva attaccato dalle pagine del suo giornale).

Per la prima volta appare una canzone sui ricordi del liceo, Compagno di scuola, mentre la title track è una storia di droga; completa il disco Lo stambecco ferito, una storia ispirata alle vicende di Felice Riva.

Il disco seguente, Ullalla, pubblicato ad ottobre del 1976 tenta di staccarsi musicalmente dal precedente (grazie soprattutto alla presenza di Ivan Graziani, che suona le chitarre e cura gli arrangiamenti); le canzoni affrontano tematiche importanti, come il compromesso storico in Nostra signora di Lourdes, o il disastro ambientale causato dall'ICMESA di Seveso il 10 luglio del 1976 con la fuga della nube tossica di diossina nella Canzone per Seveso. (Disastro di Seveso).

Venditti contatta un nuovo produttore, Michelangelo Romano (che ha già lavorato con Alan Sorrenti e Roberto Vecchioni), che gli fa firmare un nuovo contratto discografico con la Philips, e contatta di nuovo gli Stradaperta, il gruppo con cui aveva collaborato ai tempi di Lilly, e registra Sotto il segno dei pesci (1978), con cui ritorna al primo posto sia nelle classifiche dei 45 giri che dei 33, e Buona Domenica (1979).

Dopo Buona domenica il cantautore si prende una pausa di tre anni, anche per alcuni problemi familiari (in questo periodo si separa dalla moglie, Simona Izzo), interrotta solo dalla collaborazione con Luca Barbarossa (Venditti suona il pianoforte nella seconda versione di Roma spogliata, contenuta nell'album Luca Barbarossa).

Nel 1982 fonda una sua etichetta, la Heinz Music, distribuzione Ricordi (poi Bmg), con cui ha pubblicato negli anni ottanta: Sotto la pioggia (1982), Cuore (1984), Venditti e segreti (1986) al sax in tre brani partecipa Enzo Avitabile. Registra anche un live al Circo Massimo di Roma nell'ambito dei festeggiamenti del secondo scudetto giallorosso, Circo Massimo (1983), che contiene due inediti: Grazie Roma e Circo Massimo. Nel 1984 Venditti organizza un secondo concerto al Circo Massimo per seguire la finale di Coppa dei Campioni della Roma, trasmesso in diretta televisiva. Nel 1985 esce un doppio live intitolato Centocittà, con un solo inedito: Centocittà. Il video di questo brano ha come protagonista Carlo Verdone da sempre amico del cantautore e che in futuro suonerà più volte la batteria nei dischi di Venditti: Rocky, Rambo e Sting (1986), In questo mondo di ladri (percussioni, 1988), Benvenuti in Paradiso (1991), Tutti all'Inferno (Voce iniziale e batteria, 1995), Comunisti al sole (2007) e La ragazza del lunedì (2011). Suonerà spesso anche in diversi concerti. Nel 1986 Venditti compone la colonna sonora di un film del suo grande amico regista Carlo Verdone, intitolato Troppo forte.

Il cambiamento di sonorità

Nel 1988 ottiene un grande successo di vendite con l'album In questo mondo di ladri contenente la canzone omonima ed altre due hit 21 modi per dirti ti amo, Ricordati di me che negli anni a venire sarà sempre presente nei concerti di Venditti, quest'album insieme al precedente, segna un punto di svolta nello stile di Venditti, con un mutamento di sonorità che da un lato mette sempre più in secondo piano il pianoforte (dal tour del 1986 il cantautore prende l'abitudine di cantare per quasi tutto il concerto in piedi, mentre in precedenza si accompagnava suonando il piano), e dall'altro evidenzia sempre più la parte ritmica negli arrangiamenti delle canzoni.

È del 1991 l'album Benvenuti in Paradiso, di cui va ricordata la canzone Dolce Enrico dedicata ad Enrico Berlinguer, il segretario del PCI morto nel 1984. Nel videoclip di Alta marea (cover di Don't Dream It's Over dei Crowded House), diretto da Stefano Salvati appare Angelina Jolie. A Benvenuti in Paradiso segue un lungo tour negli stadi di tutta Italia, nel 1992 escono un doppio disco live e un video intitolati Da San Siro a Samarcanda con le registrazioni di questi concerti. C'è un solo inedito che si chiama L'amore insegna agli uomini. Durante il concerto a San Siro avviene il collegamento in diretta con Samarcanda, trasmissione di RAI 3 condotta da Michele Santoro. Venditti esegue Modena insieme a Gato Barbieri.

Nel 1995 è la volta di Prendilo tu questo frutto amaro pubblicato anche in spagnolo col titolo "Cada instante". Tra le canzoni più importanti di questo album va ricordata Eroi minori, dedicata alla scorta di Giovanni Falcone.

Antonello nel paese delle meraviglie è del 1997, album con il quale Antonello rivisita con una orchestra sinfonica, diretta da Renato Serio alcuni dei suoi successi e contenente anche il brano inedito Ho fatto un sogno, scritto con Ennio Morricone e Sergio Bardotti. Il disco è stato pubblicato in edizione limitata con copie numerate, stampate su carta filigranata.

L'8 marzo 1999, festeggia all'università La Sapienza di Roma i suoi 50 anni, e con l'occasione ritira il diploma di Laurea in Giurisprudenza, conseguita nei primi anni settanta. Nel 1999 esce Goodbye Novecento dove trovano spazio anche Su questa nave chiamata musica dedicata a Fabrizio De André e La coscienza di Zeman dedicata al noto allenatore di calcio. Il videoclip del primo singolo estratto da questo disco, In questo mondo che non puoi capire è stato girato dal regista di Train de vie, Radu Mihăileanu. La copertina raffigura il firmamento al debutto del XXI secolo attraverso la rielaborazione di una suggestiva immagine antica; gli astri sono nei segni zodiacali come, idealmente, visibili da Roma allo scoccare del 2000.

I nuovi lavori dei primi anni 2000

Nel 2000 partecipa come ospite al Festival di Sanremo, presentato da Fabio Fazio. Esegue due brani dall'ultimo album Goodbye Novecento: Che tesoro che sei e Su questa nave chiamata musica.

Nel 2001, in occasione del terzo scudetto dell'Associazione Sportiva Roma organizza un altro concerto gratutito al Circo Massimo. Viene registrato un live: Circo Massimo 2001 contenente anche l'inedito Che c'è. Quel giorno raduna 1.700.000 persone (dato della Questura), facendo segnare il record italiano di presenze per un evento musicale live.

Che fantastica storia è la vita è il titolo del disco che esce nel 2003, in cui Venditti si riavvicina alle sonorità del passato e torna a cantare con Francesco De Gregori nel brano Io e mio fratello. In quest'album sono contenute anche Lacrime di Pioggia, dedicata al padre scomparso e Ruba scritta negli anni settanta per Mia Martini. Viene premiato al Fivizzano Music World il 7 settembre 2003: ritira il "Premio Musica e Poesia" per la particolarità e la ricercatezza dei suoi testi e delle sue musiche.

Nel 2004 riceve un importante riconoscimento: il Premio Lunezia, "per l'emozione poetica dell'album Che fantastica storia è la vita"[19][20] e partecipa come ospite al Premio Tenco, canta la sigla Lontano lontano, che nel 2011 verrà inclusa nell'album live Sulle labbra di un altro.

Sempre nel 2004 esce Campus Live, album dal vivo, registrato durante le prove del tour negli studi di Cinecittà Campus, che contiene anche un brano inedito Addio mia bella addio, registrato in studio. È una canzone popolare italiana, cantata dai soldati. Ho ritrovato un mio antico provino del 1974 (Antonello aveva inciso un pezzo in cui cantava il solo ritornello, ndr) in cui cantavo "Addio mia bella addio", una canzone dei soldati italiani sul Carso, nata per la verità da una poesia del 1848 (di Carlo Alberto Bosi, il riferimento è la battaglia di Curtatone e Montanara ndr). Poi mi sono accorto che una canzone popolare anglo-americana, "Waltzing Matilda", ritrovabile anche in Australia e rifatta anche da Tom Waits, ha lo stesso ceppo sonoro di "Addio mia bella addio". Mi ci sono ficcato dentro e ne ho dato la mia versione, riscrivendone il testo. Nella canzone ci sono molti riferimenti all'attualità, in un'intervista il cantautore ha detto di aver iniziato a scrivere questa canzone dopo la strage di Nasiriya. A metà canzone c'è la voce di una donna che recita in inglese una preghiera buddhista.

Segue un lungo tour che dura oltre un anno. Insieme al disco c'è anche un DVD registrato sempre durante le prove.

Diamanti e Dalla pelle al cuore

Nel novembre 2006 esce la sua antologia più completa, un cofanetto di tre CD intitolato Diamanti che rimane nella classifica dei dischi più venduti per quasi un anno vendendo oltre 250.000 copie.

Il 14 dicembre 2006, l'Accademia Belli (associazione culturale nata in onore del noto poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli) lo premia con il riconoscimento di Accademico onorario.

Il 16 novembre 2007 esce il suo nuovo lavoro Dalla pelle al cuore, contenente nove canzoni inedite anticipato già in radio il 12 ottobre 2007 dal singolo omonimo. Da ricordare Tradimento e perdono, dedicata ad Agostino Di Bartolomei, ex capitano della A. S. Roma, amico di Venditti, che si tolse la vita sparandosi un colpo di pistola al cuore il 30 maggio 1994. Sempre in questa canzone vengono ricordati anche Luigi Tenco e Marco Pantani. Di questo brano Venditti dice: ..Anche il suicidio è un tradimento, alla vita però. L'ho scritta il 30 maggio, anniversario della morte di Di Bartolomei, e del giorno in cui la A. S. Roma perse nell'84 la Coppa dei Campioni. Può avere valore anche per me, è una canzone preventiva; io penso che uno che ha successo, abbia diritto a più amore che non una persona normale: a volte, quando finisce la tua importanza, una parola può bastare. Altro pezzo molto importante, che Venditti ha definito il cuore del disco è Giuda. Il cantautore la spiega così: ..figura simbolo del nostro tempo. Ho scritto questo brano come se fossi Giuda, così solo, abbandonato nell'inferno - ha spiegato Venditti - anche se poi, dall'altra parte, c'è la stessa solitudine di chi ha dato la vita per noi, perché questo nostro tempo è quanto di più lontano possa esserci dalla cristianità.

Il 20 gennaio 2008 viene premiato con il Telegatto di platino all'Auditorium Conciliazione di Roma e pochi giorni dopo esce su Video Italia il videoclip della canzone Indimenticabile, girato nel quartiere Eur a Roma.

L'8 marzo 2008 avvia il nuovo tour Dalla pelle al cuore.

Nel 2008 è stato attribuito a Venditti il Secondo Premio Laurentum intitolato ai "valori della cultura", dal Centro Culturale Laurentum, con riferimento ai valori artistici espressi nell'anno precedente unitamente all'impegno civile profuso in molti anni della sua carriera.

Le donne e la pubblicazione dell'autobiografia

Nel febbraio del 2009 esce il doppio cd antologico Le donne, che arriva subito nelle prime posizioni delle hit parade.

« Si chiama gioventù quella cosa che quando la vivi è un inferno e quando la ricordi è un paradiso »

(Antonello Venditti, L'importante è che tu sia infelice, 2009)

Il 6 ottobre 2009 viene pubblicato il suo romanzo autobiografico intitolato L'importante è che tu sia infelice.

Viene premiato alla conferenza della NIAF (tenutasi a Washington i giorni 23 e 24 ottobre 2009). Venditti ha inaugurato venerdì 23 ottobre la locandina degli eventi in programma presentandosi al pianoforte sul palco del salone delle feste dell'Hotel Hilton. Il cantautore ha omaggiato il pubblico con una serie di canzoni tratte dal suo immenso repertorio, che spazia attraverso tre generazioni, le quali erano equamente rappresentate sul parterre. Il 23 novembre 2009 riceve il premio Radicchio d'oro: ...premiato per la cultura il cantautore Antonello Venditti. Di recente ha scritto un libro: L'importante è che tu sia infelice, incentrato sulla figura dominatrice di sua madre. «Il titolo del libro è una frase che mi diceva sempre mia madre – ha detto Venditti - È stata una figura molto severa, anche se questo libro alla fine la assolve».

Il 31 dicembre 2009 canta davanti al Colosseo per il Capodanno di Roma davanti a oltre centomila persone. Durante l'estate 2010 prende parte al Summer Music Festival.

Unica e Io, l'orchestra, le donne e l'amore

Il 28 ottobre 2011 il singolo Unica (Mio danno ed amore) entra in circolazione radiofonica. Il 29 novembre 2011 viene pubblicato l'album Unica.

L'8 (giorno del suo compleanno) e il 9 marzo 2012 inizia dal Palalottomatica di Roma l'Unica tour 2012, che ha visto una tappa speciale il 9 luglio all'Arena di Verona. Durante l'evento, intitolato Io, l'orchestra, le donne e l'amore Venditti, accompagnato dalla Marco Sabiu Orchestra, Venditti ha duettato con Chiara Civello e Annalisa. Di questo concerto è stato pubblicato nel novembre 2013, il cd live Io l'orchestra, le donne e l'amore. Sempre nel 2012 vince il Premio Lunezia Pop d'Autore per il valore Musical-Letterario dell’Album Unica.

Il 6 novembre 2012 esce nei negozi "TuttoVenditti", un'antologia di tre cd con 15 brani ciascuno che ripercorrono la quarantennale carriera di Antonello Venditti.

Il 22 giugno 2013 viene premiato da UNIMARCHE per alti meriti artistici, nell'ambito della manifestazione Musicultura, in questa occasione si esibisce dal vivo allo Sferisterio di Macerata.

70.80 Ritorno Al Futuro, l'album Tortuga e lo Stadio Olimpico

Nel 2014 il cantautore romano propone un tour di 18 date intitolato "70.80 Ritorno al Futuro" nel quale ripropone alcuni dei suoi pezzi più famosi degli anni '70 e '80 con una band ristretta formata da Alessandro Centofanti all'organo, alle tastiere e al pianoforte, Danilo Cherni alle tastiere, Alessandro Canini alla batteria, al basso e alla chitarra acustica e Amedeo Bianchi al sax. Alla fine del tour, il 10 giugno 2014, uscirà un doppio cd live intitolato proprio "70.80 Ritorno Al Futuro", che include cinque brani suonati l'8 e il 9 marzo a Roma in due serate intitolate "La Festa", in occasione del suo 65º compleanno. Questi cinque brani sono stati suonati con il suo vecchio gruppo, Stradaperta, formato da Renato Bartolini alla chitarra acustica, al mandolino e alla chitarra elettrica, Rodolfo Lamorgese alla chitarra acustica e all'armonica, Claudio Prosperini alla chitarra elettrica e Marco Vannozzi al basso. Il giorno del suo 66º compleanno pubblica il singolo Cosa avevi in mente come anteprima dell'album Tortuga, uscito il 21 aprile 2015. Il 5 settembre dello stesso anno è in programma un concerto, che rappresenterà il ritorno allo Stadio Olimpico di Roma.

L'artista impegnato

Molti sono i brani in cui il cantante ha introdotto aspetti e temi della vita del proletariato urbano, a cui è stato e continua ad essere politicamente legato. Tra le tante ricordiamo:

Canzone per Seveso, sul tema del disastro di Seveso
Chen il cinese
Dimmi che credi
E li ponti so' soli, sul tema dell'emigrazione e dell'emarginazione
Non è la cocaina
Eleonora
Eroi minori, dedicata agli uomini di scorta dei giudici Falcone e Borsellino
Il treno delle sette, sul sogno di una madre-operaia riposto nella cultura della figlia
Lilly
Lontana è Milano
L'uomo di pane
Giuda
Non c'è male
Sora Rosa
Rocky, Rambo e Sting
Modena
Compagno di scuola
E allora canta!
Oltre il confine

Libri

2009 – L'importante è che tu sia infelice (Arnoldo Mondadori Editore)

Discografia

Album in studio

1972 – Theorius Campus (It, ZSLT 70007), con Francesco De Gregori
1973 – L'orso bruno (It, DZSLT 700187)
1973 – Le cose della vita (RCA Italiana, DPSL 10612)
1974 – Quando verrà Natale (RCA Italiana, TPL 1-10853)
1975 – Lilly (RCA Italiana, TPL 1-1163)
1976 – Ullalla (RCA Italiana, TPL 1-1227)
1978 – Sotto il segno dei pesci (Philips, 6323 056)
1979 – Buona domenica (Philips, 6323 092)
1982 – Sotto la pioggia (Heinz Music)
1984 – Cuore (Heinz Music)
1986 – Venditti e segreti (Heinz Music)
1988 – In questo mondo di ladri (Heinz Music)
1991 – Benvenuti in Paradiso (Heinz Music)
1995 – Prendilo tu questo frutto amaro (Heinz Music)
1999 – Goodbye Novecento (Heinz Music)
2003 – Che fantastica storia è la vita (Heinz Music)
2007 – Dalla pelle al cuore (Heinz Music)
2011 – Unica (Heinz Music)
2015 – Tortuga (Heinz Music)

Album live

1975 – Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo) (RCA Italiana, TCL 2-1110) con Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Maria Monti
1983 – Circo Massimo (Heinz Music)
1985 – Centocittà (Heinz Music)
1992 – Da San Siro a Samarcanda - L'amore insegna agli uomini (Heinz Music)
2001 – Circo Massimo 2001 (Heinz Music)
2004 – Campus Live (Heinz Music)
2013 – Io, l'orchestra, le donne e l'amore (Heinz Music)
2014 – 70.80 Ritorno Al Futuro (Heinz Music)

Raccolte

1974 – A misura d'uomo (RCA Lineatre, NL 33022)
1975 – Canzone d'autore (RCA Italiana)[50]
1977 – Cronache (RCA Lineatre, NL 33053)
1987 – Compagno di scuola
1988 – L'album di Antonello Venditti
1990 – Gli anni '80 (Heinz Music)
1991 – Il diario
1992 – Gli anni '70 (BMG)
1997 – Antonello nel Paese delle Meraviglie (Heinz Music)
1999 – I miti
2000 – Se l'amore è amore... (Heinz Music)
2002 – Il coraggio e l'amore (Heinz Music)
2006 – Diamanti (Heinz Music)
2009 – Le donne (Heinz Music)
2012 – TuttoVenditti (Heinz Music)
2013 – Portfolio (Heinz Music)

Colonne sonore

1986 – Troppo forte (Heinz Music)

45 giri

1972 – Ciao uomo/Roma capoccia (It, ZT 7037)
1973 – L'orso bruno/E li ponti so' soli (It, ZT 7048)
1973 – Le tue mani su di me/Le cose della vita (RCA Italiana, PM 3726)
1974 – Ciao uomo/Roma capoccia (RCA Italiana, TPBO 1014; ristampa del 45 giri It, ZT 7037)
1974 – L'orso bruno/E li ponti so' soli (RCA Italiana, TPBO 1016; ristampa del 45 giri It, ZT 7048)
1974 – Marta/Campo de' fiori (RCA Italiana, TPBO 1064)
1975 – Roma (non si discute, si ama)/Derby (RCA Italiana, TPBO 1087; lato B eseguito dalla Pyrol's Band)
1975 – Lilly/Compagno di scuola (RCA Italiana, TPBO 1145)
1976 – Maria Maddalena/Una stupida e lurida storia d'amore (RCA Italiana, TPBO 1269)
1978 – Sotto il segno dei pesci/Sara (Philips, 6025 198)
1978 – Bomba o non bomba/Giulia (Philips, 6025 216)
1979 – Buona domenica/Mezzanotte (Philips, 6025 242)
1979 – Robin/Stai con me (Philips, 6025 250)
1982 – Sotto la pioggia/Dimmelo tu cos'è (Heinz Music, JB 227)
1983 – Grazie Roma/Roma capoccia (Heinz Music, HNZ NP 2791)
1984 – Ci vorrebbe un amico/Notte prima degli esami (Heinz Music, HNZ NP 2792)
45 giri pubblicati all'estero[modifica | modifica wikitesto]
1976 – Lilly/Marta (RCA Victor, SPBO 9394; pubblicato in Spagna)
1978 – Sotto il segno dei pesci/Sara (Philips, 6173 651; pubblicato in Germania)
1979 – Otro domingo mas/Mezzanotte (Philips, 6025 257; pubblicato in Spagna)

Canzoni scritte per altri artisti

1971: È la fine della vita per Le impressioni, pubblicata sul lato B del 45 giri Il prete rosso.
1973: Biciclette, fiori e nuvole per Pier Maria Bologna (testo di Francesco De Gregori e Pier Maria Bologna; musica di Antonello Venditti; 45 giri).
1973: Ma quale amore per Mia Martini (testo di Franca Evangelisti; musica di Antonello Venditti; album Il giorno dopo).
1974: Ruba per Mia Martini (testo e musica di Antonello Venditti; album Canzoni segrete).
1983: Eva dagli occhi di gatto per Milva (testo e musica di Antonello Venditti; album Identikit).
1992: Strade di Roma per Michele Zarrillo (testo di Antonello Venditti; musica di Michele Zarrillo; album Adesso).

Partecipazioni

Numerose sono le partecipazioni a cui Venditti ha collaborato. L'artista romano ha dato un proprio contributo in:

L'uccello migratore (RCA Italiana, 1972), colonna sonora dell'omonimo film di Steno, composta dal maestro Armando Trovajoli, nella quale Venditti canta Come un respiro, brano scritto dallo stesso Trovajoli.

La mia donna (It, 1973), album di Giorgio Lo Cascio in cui Venditti suona il pianoforte e canta nei cori.

Francesco De Gregori (1974) album di Francesco De Gregori, Venditti suona le tastiere.

Trianon '75, domenica musica (RCA Italiana TCL 2-1178, 1975) disco dal vivo in cui Venditti canta Compagno di scuola.

Progetto per un inno (It, 1976) disco del sassofonista Mario Schiano in cui Venditti canta L'Internazionale in francese, insieme a Lucio Dalla e Francesco De Gregori.

Signore e signori, buonanotte (RCA Italiana, 1976) colonna sonora del film omonimo, in cui Venditti canta L'agente tuttumpezzo e Funiculì funiculà insieme a Lucio Dalla; i due sono anche coautori del primo brano.

La banda del gobbo (1977), film di Umberto Lenzi sono presenti due canzoni di Venditti: Sora Rosa e Roma capoccia.

I lupi (Numero Uno, 1977), album di Ivan Graziani in cui Venditti suona il pianoforte.

Addavenì (quer giorno e quella sera) (Philips, 1979) colonna sonora dell'omonimo spettacolo televisivo, in cui Venditti canta Scusa devo andare via (un'altra canzone) in una versione diversa da quella contenuta nell'album Buona domenica; Venditti è anche autore di tutte le canzoni della colonna sonora, cantate da Ninetto Davoli e Adriana Asti.

1979 Il concerto (Cramps, 1979) disco dal vivo per ricordare Demetrio Stratos in cui Venditti canta Bomba o non bomba.

Montecristo (Philips, 1980) disco di Roberto Vecchioni in cui Venditti canta nel ritornello della title track.

...Stop, 1980 disco dei Pooh voce nel brano Numero uno.

Trasparenze (Philips, 1980) disco di Riccardo Zappa in cui Venditti canta nel preludio iniziale.

Luca Barbarossa (1981), album di Luca Barbarossa, Venditti suona il pianoforte in Roma spogliata.

Vacanze in America (1984), film di Carlo Vanzina, è presente una canzone di Venditti: Ci vorrebbe un amico.

Troppo forte (1986), film di Carlo Verdone, colonna sonora di Venditti.

Ultrà (1991), film di Ricky Tognazzi, colonna sonora di Venditti.

Basta! Ci faccio un film (1991), film di Luciano Emmer, colonna sonora di Venditti.

I mitici - Colpo gobbo a Milano (1994), film di Carlo Vanzina, è presente una canzone di Venditti: In questo mondo di ladri.

Antologia d'autore (Tring, 1997) disco di Edoardo De Angelis in cui Venditti canta nel ritornello della celebre canzone Lella.

Per sempre Ivan (Carosello, 1999) disco di Ivan Graziani in cui Venditti canta insieme a Renato Zero la canzone Foto di gruppo, di cui è anche autore del testo (la musica è di Ivan Graziani).

Il paradiso all'improvviso (2003), film di Leonardo Pieraccioni, è presente una canzone di Venditti: Con che cuore.

In questo mondo di ladri (2004), film di Carlo Vanzina, colonna sonora di Venditti.

Canta insieme a tanti altri suoi colleghi il brano Domani 21/04.2009. Il ricavato delle vendite di questo singolo è stato devoluto per la ricostruzione del teatro e del conservatorio a L'Aquila, città colpita dal terremoto.

Q.P.G.A. Doppio album di Claudio Baglioni del 2009, partecipano 70 artisti. Antonello Venditti interpreta la traccia n. 23 del CD 1, Il riparo.

Ti presento Roma mia Album di Lando Fiorini del 2010, Venditti canta Roma Capoccia insieme a Lando Fiorini.

1+90 Album di Marco Rinalduzzi del 2011, Venditti canta Le cose della vita in una nuova versione, suonata e arrangiata da Marco Rinalduzzi; chitarrista, produttore e arrangiatore, che ha lavorato spesso con Venditti in studio e dal vivo.

Sulle labbra di un altro Album doppio dedicato a Luigi Tenco pubblicato nel 2011 (Artisti vari), viene inserita la sigla del Premio Tenco cantata da Venditti nel 2004: Lontano lontano in versione live.

La grande bellezza Film di Paolo Sorrentino del 2013, Venditti interpreta se stesso in un cameo ed è presente Forever nella colonna sonora.

Max 20 Album di Max Pezzali del 2013, Venditti canta Quello che capita insieme a Max Pezzali.

Produzioni

Blue Morning (It, 1973), unico album dei Blue Morning.
La mia donna (It, 1973), album di Giorgio Lo Cascio.
I Love You Maryanna/Jaqueline (It, 1973), 45 giri di Kammamuri's, pseudonimo di Rino Gaetano.
I lupi (Numero Uno, 1977), album di Ivan Graziani.
Marabel (Philips, 1979), album di Massimo Bubola.
Maida Vale (Philips, 1979), album degli Stradaperta.
Ondina (Philips, 1979), album di Carlo Siliotto.
Decadance (Heinz Music, 1999), album dei Comunicazione corrotta.
Acqua e cielo/Vint'anni (Heinz Music, 2008), singolo dei Velut Luna.

Cover

Sora Rosa, cantata dal duo Edoardo e Stelio (album Il paese dove nascono i limoni, 1972)
Roma capoccia, cantata dalla Schola Cantorum (album Coromagia, 1975)
Roma capoccia, cantata da Claudio Villa (album Svejacore, 1975)
Le tue mani su di me, cantata da Patty Pravo (album Incontro, 1975)
Campo de' fiori, cantata dalla Schola Cantorum (album Coromagia vol. 2, 1976)
Quando verrà Natale, cantata dai Dik Dik (singolo Quando verrà Natale/L'isola di Wight, 1990)
Ora che sono pioggia, cantata da Patty Pravo (album Inediti 1972-78, 1991)
Ricordati di me, interpretata da Fiorello (album Veramente falso, 1991)
Ci vorrebbe un amico, interpretata da Fiorello (album Nuovamente falso, 1992)
Dove, interpretata da Nada (album Malanima: successi e inediti 1969-1994, 1994)
Ricordati di me, interpretata in chiave bachata da Al Sonora (album Se stiamo insieme, 2004)
Alta marea, interpretata da Massimo Ranieri, (album Canto perché non so nuotare...da 40 anni, 2006)
Ci vorrebbe un amico, interpretata da Al Bano e Massimo Ferrarese (album Dai il meglio di te, 2008)
Alta marea, interpretata da Ornella Vanoni, (album Più di te, 2009)
Ogni volta, interpretata da Gianni Morandi, (album Canzoni da non perdere, 2009)
Piero e Cinzia, interpretata dai Nomadi, (album Raccontiraccolti, 2010)

Tour

1975 Tour "Lilly"
1976 Concerti con Saro Liotta
1978 Tour "Sotto il segno dei pesci"
1980 Tour "Buona domenica"
1980 Tour "Buona domenica" Estate
1982 Tour "Sotto la pioggia"
1983 Tour "One man band"
2015 TBA

Curiosità

Il successo Bomba o non bomba (1978), erroneamente inteso quale canzone sul terrorismo, per coincidenza salita in testa alle classifiche all'indomani del Sequestro Moro, è una critica che egli rivolge ai militanti di Autonomia Operaia, i quali lo avevano criticato di subalternità al mercato e all'industria discografica.

Apparizione cinematografica nel satirico e graffiante Signore e signori, buonanotte (1976) con Marcello Mastroianni e Paolo Villaggio. Venditti si presta nella particina di un cameraman tv in esterna e canta alcune sigle di una Rete Tre di là da venire.

Il film di successo Notte prima degli esami (2006) prende il titolo da una sua famosa canzone, citata anche nel film Questa notte è ancora nostra (uno dei versi di Notte prima degli esami).

Corrado Guzzanti, nella trasmissione L'ottavo nano (2001), imita Venditti cantando Sul Grande Raccordo Anulare, parodia che prende a prestito diverse canzoni del repertorio, da Notte prima degli esami a Sara, facendo il verso in particolar modo alla venerazione del cantautore romano per la sua città con la ricorrente citazione di luoghi caratteristici.

Nel film poliziesco La banda del gobbo (1977, di Umberto Lenzi) l'efferato criminale interpretato da Tomas Milian, detto appunto "Il Gobbo", è un fan di Venditti, da egli definito "un cantautore che non se batte", citandolo in alcuni versi di Sora Rosa. Nella scena finale egli corre verso il proprio destino ascoltando dall'autoradio Roma Capoccia, sulla stessa stazione in cui è sintonizzato suo fratello gemello "Er Monnezza".

È affezionatissimo alla stessa montatura di occhiali, il modello "a goccia", reso celebre dalla Ray-Ban, che porta da circa 40 anni.

Assieme a Lucio Dalla, è il compositore della colonna sonora de La storia bandita, spettacolo teatrale dedicato al brigantaggio lucano e al suo leader Carmine Crocco che si tiene annualmente a Brindisi Montagna.

Venditti è notoriamente un tifoso dell'AS Roma, per la quale ha composto "Roma (non si discute, si ama)" e "Grazie Roma", quest'ultima scritta in occasione del secondo scudetto giallorosso. Entrambe le canzoni sono gli attuali inni della Roma.

Ha aderito in qualità di testimonial alla Campagna Giù le mani dai bambini contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori.

È l'unico cantante italiano che si è esibito 3 volte nel Capodanno di Roma: nel 1996 a Piazza del Popolo, nel 2009 al Colosseo e nel 2010 all'Auditorium Parco della Musica.

Il 20 dicembre 2010 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria dal comune di Olevano Romano.
Nel 2013 fa un breve cameo nel film La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

fonte: Wikipedia


02/05/15

le prime bombe atomiche scoppieranno in Europa


di Gianni Lannes


La catastrofe nucleare è alle porte, ma l’opinione pubblica è già pericolosamente assuefatta all’idea di un genocidio finale. D'altronde le masse di lobotomizzati dalla tv, dal tifo calcistico, dal gioco d'azzardo statale e dalla violenza dilagante non se ne curano proprio. Il vecchio continente è imbottito di ordigni nucleari, Italia compresa. E perfino nel Mediterraneo, le forze armate di Washington hanno disseminato mine atomiche “intelligenti”: un complesso reticolo comandabile via satellite. Non è fantascienza, ma l’ennesimo segreto di Stato succube della follia nordamericana. 

Attenzione: nella repubblichetta delle banane solo qualcuno sarà salvato. C’è un rifugio antiatomico per pochi privilegiati. Non si tratta di cittadini qualsiasi, ma di una ristrettissima cerchia destinata a sopravvivere alla guerra atomica, mentre tutti gli altri 60 milioni saranno colpiti dalle radiazioni.

Se scoppia la preannunciata guerra nucleare (l'ultima del genere umano), Usa e Russia inizieranno a scontrarsi definitivamente sul nostro continente. Il destino dell’Italia dipenderà dal Pentagono. Quindi, siamo già considerati numeri spacciati, cavie sacrificabili dalla ragion di Stati stranieri. 

Non è un mistero perfetto. Tutto previsto e preventivato già dalla direttiva presidenziale 59 del 24 luglio 1980, a firma del presidente Carter. La PD 59 ha aumentato la possibilità di una nuova guerra nucleare su scala limitata. Che c’è allora di nuovo? Mister Obama - da cui prendono ordini i governanti fantoccio dell’Europa - nell’ultimo summit della Nato ha scaldato i motori. Ovviamente, ogni mossa militare viene accompagnata da un lavoro di depistaggio e disinformazione pilotata.

Tecnologicamente il belpaese non è attrezzato per difendersi in un’eventualità di questo genere, tant’è che addirittura non sono noti alla popolazione i piani di emergenza atomica nei 12 porti dello Stivale, dove periodicamente attraccano unità a propulsione e armamento nucleare degli “alleati”. Non abbiamo neanche i rifugi adatti, se si eccettua il bunker costruito per ospitare, in caso d’emergenza, i quattrocento che contano, ovvero politicanti di vertice e militari scelti, e se pure si fa eccezione per iniziative spontanee di privati qua e là per l’Italia, l’emergenza antiatomica da noi è ancora affidata alle inefficaci cantine. Praticamente zero. In Olanda il 30 per cento della popolazione dispone di un rifugio; 60 per cento in Norvegia; 70 per cento in Russia; 90 per cento in Svizzera e 100 per cento in Israele.

In caso di esplosione atomica, è stato calcolato, durante le prime 48 ore servono tre litri di sangue a persona per trasfusioni urgenti, per almeno il 65 per cento dei colpiti. Oltre ai rifugi e alla banca del plasma occorrono centri di decontaminazione per persone e ambiente. Quasi nulla, allo stato attuale, dove basta un temporale per paralizzare l’ex giardino d’Europa. Figuriamo la pioggia telecomandata di atomiche.

Lo zio Sam ritiene possibile una guerra atomica almeno inizialmente limitata e selettiva. Inizierebbe con un attacco a obiettivi militari per culminare, in un secondo tempo contro bersagli civili. Non è un’atroce fantasia. Riguarda l’affollatissima Europa, succube di Washington, o meglio del complesso militar-industriale a stelle e strisce. Il vecchio continente è il primo teatro di una prova di forza tra le due superpotenze contrapposte. L’Italia, usata come una portaerei, non solo è una pedina chiave nel fianco sud dell’alleanza atlantica, ma soprattutto un obiettivo sensibile, in quanto ospita da nord a sud, isole comprese, un mastodontico arsenale nucleare segreto, targato United States of America. L’apparato difensivo italiano è superfluo, anche perché è tramontata la triade: i tre livelli un tempo possibili. La guerra fredda, inziata con il bombardamento di Hiroshima nel 1945, non è mai finita.

A proposito: chi ha deciso nella colonietta a strelle e strisce che a salvarsi saranno solo in 400, a fronte di una popolazione di 60 milioni di abitanti?


riferimenti:














































          




          





























fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

Charles Aznavour




« Perdonatemi se con nessuno di voi / non ho niente in comune: / io sono un istrione a cui la scena dà / la giusta dimensione. »

(Charles Aznavour, L'istrione)

nome d'arte di Chahnourh Varinag Aznavourian (armeno: Շահնուր Վաղինակ Ազնավուրեան; è un cantautore, attore e diplomatico francese di origine armena.

Noto con il soprannome di Charles Aznavoice, è anche detto il "Frank Sinatra della Francia". Insignito della Legion d'Onore per il lustro dato alla Francia, è ambasciatore dell'Armenia in Svizzera dal 12 febbraio 2009.

Canta in sette lingue e ha venduto oltre 300 milioni di dischi nel mondo.

Nasce a Parigi il 22 maggio 1924 da Micha Aznavourian, un immigrato armeno originario di Akhaltsikhe (in Georgia), figlio del cuoco del governatore d'Armenia, e da Knar Baghdassarian, un'immigrata armena originaria di Smirne (nell'odierna Turchia), figlia di benestanti commercianti, sopravvissuta al genocidio armeno.

Fin dalla giovanissima età è inserito dai genitori nel mondo teatrale parigino. Inizia infatti l'attività artistica all'età di nove anni già con il nome d'arte di Aznavour. Il suo colpo di fortuna giunge nel 1946, quando viene scoperto da Édith Piaf, che lo porta in tournée in Francia, negli Stati Uniti e in Canada. Se nel 1950 raggiunge la notorietà sul mercato francofono, sei anni dopo diventa una vera e propria star grazie alle esibizioni all'Olympia e alla canzone Sur ma vie, che arriva in prima posizione per quattro settimane.

Negli anni sessanta Aznavour rafforza la sua fama con una serie di successi, a partire da Tu t'laisses aller (1960), prima in classifica in Francia per tre settimane, Il Faut Savoir (1961), prima per 15 settimane, proseguendo con La mamma (1963), che nel febbraio 1964 arriva al primo posto, Et Pourtant, prima per cinque settimane, For Me Formidable (1964) e Que c'est triste Venise (1964), La Bohème (1965), che nel 1966 arriva prima per tre settimane, per finire con Désormais (1969).

Gli anni settanta si aprirono con una polemica sul suo esilio fiscale in Svizzera. In questo periodo l'artista intensificò le sue apparizioni sul mercato italiano, riproponendo in versione italiana anche alcuni suoi vecchi "cavalli di battaglia".

La maggior parte delle sue canzoni parlano d'amore e nella sua lunga carriera ne ha scritte oltre 1000. Il fatto che canti in sette lingue (francese, inglese, italiano, napoletano[3], spagnolo, tedesco e russo) gli ha consentito di esibirsi in tutto il mondo divenendo ovunque famosissimo. Ha cantato alla Carnegie Hall ed in tutti i maggiori teatri del mondo, duettando con star internazionali come Nana Mouskouri, Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion e, in Italia, con Mia Martini e Laura Pausini.

In Italia ha collaborato con Giorgio Calabrese per quasi tutte le versioni italiane delle sue canzoni, e in parte con Sergio Bardotti, fino alla metà degli anni settanta; in seguito ha collaborato con Lorenzo Raggi e nel 1989 con Sergio Bardotti e Nini Giacomelli per l'intero album e CD Momenti sì, momenti no. Ha partecipato al Festivalbar 1972 con Quel che non si fa più (canzone poi divenuta colonna sonora di uno spot della Mulino Bianco); inoltre ha partecipato come ospite fuori gara al Festival di Sanremo 1981, presentando il brano Poi passa, ed al Festival di Sanremo 1989 con la canzone Momenti sì, momenti no.

Nel 1989, scrive il testo di Pour toi Armenie, (musica di Georges Garvarentz), (For you Armenia versione americana), canzone incisa in 45 giri, a scopo umanitario per i bambini Armeni. Per la versione italiana, Per te Armenia, (testo di Andrea Lo Vecchio), collaborano molteplici artisti: Aida, Alberto Radius, Alberto Solfrini, Alessandra Mussolini, Angelo Giordano, Antonella Bucci, Antonella Ruggiero, Bernardo Lanzetti, Bravo, Cristiano Malgioglio, Christian, Daiano, Dario Baldan Bembo, Decibel, Dori Ghezzi, Enrico Musiani, Enzo Jannacci, Eugenio Finardi, Fabioelisa, Francesco Baccini, Franco Simone, Franz Di Cioccio, Gazebo, Gepy, Gianfranco Manfredi, Gianni Bella, Gianni Dei, Gigliola Cinquetti, Gilda Giuliani, Gino De Stefani, Gino Paoli, Camaleonti, Iva Zanicchi, Strana Società, Lara St. Paul, Lorella Cuccarini, Luciano Rossi, Manuel De Peppe, Maria Pia Fanfani, Maria Scicolone, Marina Barone, Mario Castelnuovo, Mark Fontaine, Massimo Boldi, Mauro Lusini, Meccano, Memo Remigi, Mia Martini, Michele Pecora, Mietta, Milva, Mimmo Cavallo, Mino Reitano, Nilla Pizzi, Orietta Berti, Pierangelo Bertoli, Pino D'Angiò, Ricky Gianco, Rodolfo Grieco, Sabrina, Scarlet, Scialpi, Sergio Conte, Sergio Endrigo, Stefano Rosso, Tony Dallara, Tullio De Piscopo, Vivien Vee, Vittorio Gassman (lato B 45 giri voce narrante di "Sono caduti")[4].

Molti interpreti della musica leggera italiana hanno inciso alcune sue canzoni; i primi furono Gino Paoli (Devi sapere, versione italiana di Il faut savoir) e Domenico Modugno (La mamma, inserita dal cantautore pugliese nel suo sedicesimo album Modugno, del 1964). Successivamente Ornella Vanoni (La boheme, incisa nel 1968 nell'album Ai miei amici cantautori, Après l'amour, L'amore è come un giorno, incisa nel 1970 nel suo LP Ah! L'amore l'amore, quante cose fa fare l'amore!), Iva Zanicchi (che all'Artista ha dedicato nel 1971 un intero album, Caro Aznavour), Mina (Ed io tra di voi, incisa nel 1970 in Quando tu mi spiavi in cima a un batticuore), Gigliola Cinquetti (La boheme), Gipo Farassino (Porta Pila, versione di La boheme con testo in piemontese), Mia Martini, Enrico Ruggeri (A mia moglie), Renato Zero (L'istrione, incisa nel 2000 nel suo album Tutti gli Zeri del mondo), Franco Battiato (Ed io tra di voi, incisa nel 1999 in Fleurs), Massimo Ranieri (L'istrione, incisa nel 2006 in Canto perché non so nuotare... da 40 anni e Gilda Giuliani (Quel che non si fa più, incisa nel 1996 nel suo album Serena).

Nella saga "Mobile Suit Gundam" il nome del personaggio Char Aznable è chiaramente ispirato a quello di Charles Aznavour.

Carriera cinematografica

All'attività di cantautore, Aznavour ha affiancato una notevole carriera di attore, che lo ha portato a partecipare a oltre 60 film, esordendo come protagonista nel 1959 con Dragatori di donne (Les Draguers) de J-P Mocky, nel 1960 in Tirate sul pianista di François Truffaut. Altre partecipazioni da ricordare sono state nei film ...e poi, non ne rimase nessuno (1974) e Ararat (2002).

Premi

1959: Premio per l'interpretazione dell'Académie du Cinéma Français
1969: Premio Società Americana Compositori
1969: Medaglia Vermeille della Città di Parigi
1971: Leone d'Oro al Festival di Venezia per Morire d'amore
1985: Gran Prix National des Arts et Lettres
1995: Grande Medaglia della canzone francese dall'Académie française
1995: Ambasciatore itinerante dell'Armenia presso l'Unesco
1996: Inserito nella Hall of Fame dei cantanti
1997: César alla carriera
2001: Papa della canzone francese (Château Pape-Clément)
2002: Cittadino onorario di Montréal (Canada)
2004: Commendatore della Legione d'onore (ufficiale nel 1997)
2004: Eroe nazionale dell'Armenia
2005: Cittadino onorario di Cannes, Palma d'Oro della città
2006: Ambasciatore di Mantes-la-Jolie
2006: Premiato al Festival Internazionale del cinema di Città del Cairo
2008: Ufficiale dell'Ordine del Canada

Discografia italiana

33 giri

1964: Aznavour Italiano, volume 1 (Barclay BL 9022)
1964: Aznavour Italiano, volume 2 (Barclay BL 9023)
1966: Dall'Olympia i grandi della canzone francese. Charles Aznavour (Barclay BL 9033)
1968: Oramai Desormais (SIF, SIF/LP 90002)
1969: In diretta all'Olympia (SIF, SIF/LP 90004)
1970: Charles Aznavour e le sue canzoni (Barclay, BRC 60014)
1970: ...e fu subito Aznavour (Barclay, BRC 60015)
1971-03: Morir d'amore (Barclay, BRC 60020)
1971: Buon anniversario (Barclay, BRC 60024)
1972: Canto l'amore perché credo che tutto derivi da esso (Barclay, BRC 60027)
1973: Il bosco e la riva (Barclay, BRC 60036
1975: Del mio amare te (Barclay, BRC 60049)
1977: Charles Aznavour (Philips, 6308 300.1)
1978: Un Natale un po' speciale (Philips, 6492 214)
1989: Momenti sì, momenti no New Enigma su licenza Musarm prodotto da Charles Aznavour e Georges Garvarentz,

45 giri

1970: Dopo l'amore/Perché sei mia (Barclay, BRC NP 40003)
1970: Com'è triste Venezia/L'istrione (Barclay, BRC NP 40007)
1970: I lupi attorno a noi/Parigi in agosto (Barclay, BRC NP 40017)
1970: Ed io tra di voi/Ti lasci andare (Barclay, BRC NP 40019)
1970: Ieri sì/La boheme (Barclay, BRC NP 40021)
1971: No, non mi scorderò mai/Morire d'amore (Barclay, BRC NP 40023)
1971: Buon anniversario/Chi (Barclay, BRC NP 40032)
1972: Quel che non si fa più/Ho vissuto (Barclay, BRC NP 40035)
1972: Quel che si dice/Come uno stupido (Barclay, BRC NP 40046)
1973: Noi andremo a Verona/Quel che non si fa più (Barclay, BRC NP 40050)
1974: Lei/La baraka (Barclay, BRC NP 40059)
1975: Del mio amare te/Ti amo (Barclay, BRC NP 40064)
1978: Maria che se ne va/Tu e solamente tu (Philips, 6025 217)
1989: Per te, Armenia/Sono caduti (con artisti vari) (New Enigma Records, NEM 47002)

Discografia francese

Album

(da completare)

1953 Charles Aznavour chante Charles Aznavour n°1
1955 Charles Aznavour chante Charles Aznavour n°2
1956 Charles Aznavour chante Charles Aznavour n°3
1957 Bravos du Music Hall
1958 Believe in me! (Album con 9 canzoni in inglese e una in francese)
1959 C'est ça
1960 Les deux guitares
1960 Je m'voyais déjà
1961 Charles Aznavour
1962 Charles Aznavour
1963 Qui o là??? (Album con una canzone in inglese e 10 in francese)
1963 Charles Aznavour
1964 Que c'est triste Venise
1965 Aznavour 65
1966 Charles Aznavour
1966 Aznavour
1966 Aznavour
1966 Vedettes
1966 De t'avoir aimée
1967 Charles Aznavour
1967 Entre deux reves
1968 Face au public (Album dal vivo all'Olympia)
1968 Les prénoms
1969 Désormais
1969 Aznavour sings Aznavour 1 (Album in inglese)
1970 Aznavour sings Aznavour 2 (Album in inglese)
1971 Premiers succès
1971 No 2
1971 Non, je n'ai rien oublié
2007 Colore ma vie
2011 Toujours

Singoli

1966 La Bohème

Filmografia

Mon colonel (2006)
Ennemis publics (2005)
Le père Goriot (2004) (TV)
Passage du bac (2002) (TV)
Ararat - Il monte dell'Arca (2002)
Angelina (2002) (TV)
Laguna (2001)
Judicaël (2001) (TV)
Les mômes (1999) (TV)
Le comédien (1997)
Sans cérémonie (1997) (TV)
Pondichéry, dernier comptoir des Indes (1997)
Maximum Exposure (1995) (TV)
Un alibi en or (1994) (TV)
Les années campagne (1992)
Il ritorno di Ribot (1991) TV mini-series
Prigioniera di una vendetta (1990) TV mini-series
Il maestro (1989)
Mangeclous (1988)
Yiddish Connection (1986)
Le paria (1985) TV mini-series
Viva la vita (1984)
Die Fledermaus (1984) (TV)
Une jeunesse (1983)
I fantasmi del cappellaio (1982)
La montagna incantata (1982)
Ciao, les mecs (1979)
Il tamburo di latta (1979)
Pazzi borghesi (1976)
Gli uomini falco (1976)
...e poi, non ne rimase nessuno (1974)
The Blockhouse (1973)
Les intrus (1972)
L'ultima rapina a Parigi (1971)
Il bel mostro (1971)
The Selfish Giant (1971)
I formidabili (1970)
The Adventurers (1970)
Tempo di violenza (1970)
Caroline chérie (1968)
Candy e il suo pazzo mondo (1968)
Le facteur s'en va-t-en guerre (1966)
Sotto il tallone (1965)
Un uomo e due donne (1966)
Le facteur s'en va-t-en guerre (1966)
Le faiseur de rires (1965)
Alta infedeltà (1964)
Les fables de La Fontaine" (1964) Serie TV
Thomas l'imposteur (1964)
Teuf-teuf (1963) (TV)
Il sentiero dei disperati (1963)
Les vierges (1963)
Esame di guida (Tempo di Roma) di Denys de La Patellière (1963)
Le quattro verità (1962)
Le tentazioni quotidiane (1962)
La terribile notte (1962)
I leoni scatenati (1961)
Gosse de Paris (1961)
Tirate sul pianista (1960)
Il passaggio del Reno (1960)
Un taxi per Tobruk (1960)
Le testament d'Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi! (1960)
Il giovane leone (1959)
Pourquoi viens-tu si tard? (1959)
Dragatori di donne (1959)
La fossa dei disperati (1959)
Paris Music Hall (1957)
Une gosse sensass' (1957)
Dans la vie tout s'arrange (1952)
Adieu chérie (1946)
Gli scomparsi di Saint Agil (1938)
La guerre des gosses (1937)

Onorificenze

Onorificenze francesi

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore

— 1997

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore

— 2004

Onorificenze straniere

Eroe Nazionale dell'Armenia (Armenia) - nastrino per uniforme ordinaria

Eroe Nazionale dell'Armenia (Armenia)

— 2004

Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria

Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)

— 2004

Ufficiale Onorario dell'Ordine del Canada (Canada) - nastrino per uniforme ordinaria

Ufficiale Onorario dell'Ordine del Canada (Canada)

«Cantante, cantautore e attore, Charles Aznavour è una delle icone musicali più popolari della Francia. Negli ultimi 60 anni, ha cantato le nostre storie d'amore e la vita quotidiana in molte lingue. Versatile e passionale, questa leggenda duratura ha incantato il pubblico di tutto il mondo, ma prima di tutto, rimane un ambasciatore della lingua francese. Dal momento della prima venuta a Montréal, è rimasto profondamente legato al Canada, dove ha disegnato ammiratori da costa a costa. Dedicato a cause umanitarie, egli condivide il suo talento artistico a sostegno delle organizzazioni di beneficenza in Armenia, dove è stato nominato Ambasciatore permanente dell'UNESCO.»

— nominato il 10 aprile 2008, investito il 5 luglio 2008

Ufficiale Onorario dell'Ordine Nazionale del Quebec (Quebec) - nastrino per uniforme ordinaria

Ufficiale Onorario dell'Ordine Nazionale del Quebec (Quebec)

— 2009

fonte: Wikipedia

L'ISTRIONE

E IO TRA DI VOI

CON MIA MARTINI

01/05/15

San Lazzaro degli Armeni



in veneto San Lazaro de i Armèni, è una piccola isola nella laguna di Venezia, di 7 000 m², che si trova vicina alla costa ovest del Lido ed è completamente occupata da un monastero, casa madre dell'ordine dei Mekhitaristi. L'isola è uno dei primi centri del mondo di cultura armena.

Storia

L'isola, prima di diventare "degli Armeni" fu:

nel IX secolo, sede dei benedettini di Sant'Ilario;

nel XII secolo, casa dei lebbrosi;

nel '500, alloggio per malati e poveri;

nel '600, dimora per domenicani espulsi da Creta;

nel '700, dopo un periodo di totale abbandono, accolse una confraternita di padri Armeni, fuggiti dalla propria terra in seguito all'invasione turca.

L'isolotto, trovandosi ad una certa distanza dalle isole principali che formano il centro storico di Venezia, era nella posizione ideale per lo stazionamento in quarantena e fu perciò usato dal XII secolo come lebbrosario (lazzaretto), ricevendo il relativo nome da San Lazzaro mendicante, patrono dei lebbrosi.

Nel 1716 Mechitar andò a visitare l'isola di San Lazzaro. Abbandonata nel XVI secolo, il 26 agosto 1717 fu data dalla Repubblica di Venezia a un gruppo di monaci armeni in fuga da Modone. L'8 settembre dello stesso anno, Mechitar e i suoi monaci presero possesso dell'isola, dove presto cominciarono a restaurarne la chiesa. L'obiettivo di Mechitar, oltre che restaurare i vecchi edifici, era anche quello di costruirne di nuovi e recuperare i terreni circostanti per trasformarli in un accurato giardino.

Nel 1740 terminarono i lavori e i monaci poterono darsi allo studio ed educare i nuovi discepoli. L'isola si trasformò in un centro di cultura e scienza, destinato a mantenere in vita la lingua, la letteratura, le tradizioni e i costumi del popolo armeno.

Nel 1789 venne aggiunto un nuovo padiglione, in cui sorse la prima piccola tipografia; così i monaci non dovettero più ricorrere alle tipografie veneziane e poterono diffondere autonomamente la lingua e la cultura armena, con una macchina da stampa che produsse lavori in 38 lingue e dieci alfabeti.

Dopo che, tra il 1823-25, venne costruita una nuova tipografia. Mechitar fece allestire una biblioteca. A San Lazzaro degli Armeni sono conservati circa 170.000 volumi, di cui 4.500 sono manoscritti, e molti altri manufatti arabi, indiani ed egiziani, tra cui la mummia di Nehmeket.

La comunità e i suoi edifici furono risparmiati durante l'invasione napoleonica; sebbene, infatti, l'imperatore avesse dato ordine di abbattere tutti i monasteri di Venezia, il 17 agosto del 1810, con provvedimento firmato e consegnato ai Padri alla vigilia della festa della Natività di Maria, decretò di preservare la comunità dei monaci armeni, in quanto il monastero venne considerato a tutti gli effetti una accademia di scienze e pertanto poteva godere della protezione dell'Imperatore. Dopo la caduta di Napoleone, nel 1814 Francesco I, imperatore austro-ungarico, constatate le dimensioni ridotte del territorio rispetto alla crescente attività della comunità, decide di cedere un pezzo della Laguna a Mechitar per ampliare i possedimenti armeni, che raggiungono così una superficie di 15 000 m². Un'altra fase di espansione si avrà a metà del Novecento, quando l'Abate Serafino decide di ampliare l'isola, che raggiungerà così gli attuali 30 000 m², rappresentando ancora di più una piccola Armenia (l'attuale Armenia è di quasi 30 000 km²).

L'isola ha, inoltre, una lunga tradizione di ospitalità agli eruditi e agli allievi dell'Armenia, fra i quali anche Lord Byron, che ha studiato l'armeno lì nel 1816.

Il monastero è visitabile ogni giorno alle 15:25, senza bisogno di prenotazione.

Edifici dell'isola

Nell'atrio che conduce alla chiesa ci sono due sarcofagi. Uno contiene le ceneri di Constantine Zuchola, curatore e benefattore dell'antico ospedale. L'altro, di marmo bianco, è vuoto: fu richiesto per sé da Sir Alex Raphael, figlio del fondatore del Collegio, che morì all'estero, così il suo desiderio di riposare lì non fu realizzato.

Su ogni lato dell'entrata ci sono due colonne di marmo rosse, originariamente nella chiesa ma spostate qui durante le migliorie apportate, conclusesi nel 1901 per il festival bicentenario. Un'incisione su ciascun lato della porta, in armeno e latino, commemora la visita del Papa Pio VII al monastero nel 1800.

L'attuale chiesa fu eretta su un vecchio edificio preesistente, del dodicesimo secolo. Il tetto dritto fu sostituito con un tetto a volta e i pilastri di pietra con colonne di marmo rosse. Le vetrate policrome delle finestre sono moderne: quella nel mezzo rappresenta San Lazzaro; quella di destra San Mestob, inventore dell'alfabeto armeno; quella di sinistra Sant'Isacco.

Ai piedi dell'altare maggiore riposa il fondatore e primo abate, Mechitar. Lo mostra una lapide marmorea che riporta un'iscrizione armena. Cinque gradini conducono a quest'altare che, come gli altri nella chiesa, è costituito con diverse varietà di marmi. Oltre all'altare maggiore, nella chiesa ce ne sono altri quattro. Quello nel coro, alla sinistra del visitatore, reca un crocifisso in fine marmo bianco. L'altare sulla destra è dedicato a San Gregorio. Il quadro, che è moderno, è un'opera di Noè Bordignon e rappresenta il santo che battezza il re armeno Tiridate. Poi vi è un altare dedicato a Sant'Antonio, patrono di tutti gli ordini monastici orientali. La pala di questa altare è di Zugno, allievo del Tiepolo. L'altare della Vergine Benedetta è dedicato da una pala che raffigura la natività della Vergine, realizzata dal Maggiotto.

Nel 1901, in celebrazione della commemorazione per il bicentenario, la Regina Madre d'Italia donò alla chiesa una tenda per l'altare maggiore, usata come paramento nei giorni di grande festa.

Curiosità

L'isola di San Lazzaro è definita "l'Armenia in miniatura", viste le dimensioni del territorio.

Un fatto curioso, che lega Venezia alla cultura armena, è che tutt'oggi nel veneto veneziano l'albicocca è chiamata armełín ovvero "[frutto] armeno"; il nome scientifico dell'albero è difatti armeniaca, a causa del tradizionale luogo d'origine dalla pianta.

Khatchkar è una parola armena, che significa "croce di pietra". Nell'isola di San Lazzaro è visibile un autentico khatchkar del XIII secolo. Fu un regalo della Repubblica Armena al Veneto, in ricordo dei legami tra Armenia e Venezia e come segno di speranza per il futuro.

I monaci dell'Isola di San Lazzaro coltivano nel giardino del convento molti rosai, che vengono utilizzati per produrre la vartanush, una marmellata di petali di rosa.

fonte: Wikipedia

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