Le Maxi Menzogne dei politici di casa nostra.
L’Immensa Ignoranza di scienziati-burattini.
Gli Scientifici Depistaggi mediatici.
Una Montagna Organizzata di Fake News per rincoglionire i cittadini, renderli sempre più sudditi, calpestare ogni loro diritto.
Di tutto e di più nel gigantesco pandemonio della pandemia, come balza alla luce in “Covid – Il virus della paura”, scritto dal virologo Giulio Tarro, un pamphlet che tutti gli italiani dovrebbero leggere.
Proprio per capire chi li inganna, chi li massacra quotidianamente da
ormai quattro mesi, chi li priva degli ultimi stracci di libertà e
democrazia.
Con immensa capacità divulgativa ed estremo rigore scientifico, Tarro
riesce a calarci – come in un perfetto thriller – nell’ingranaggio
mortale, tra le spire del Covid-19: un virus che è riuscito a coagulare,
come in un unico blocco mortale, gli interessi e gli appetiti di Big Pharma e
dei suoi lacchè tutto affari & tivvù, dei politici di casa nostra e
del relativo sottobosco, di giornalisti assoldati e scodinzolanti.
Di tutto e di più, un intreccio che più devastante non si può.
Un e-book – autoprodotto – che si può scaricare attraverso il battagliero sito de l’Antidiplomatico e poi avrà la sua edizione cartacea con i tipi di Feltrinelli.
Mozzafiato già l’incipit.
INCOMPETENZA, ARROGANZA, IRRESPONSABILITA’
“Di epidemie in Italia ne ho viste davvero tante. Il colera a Napoli nel
1973, il ‘Male oscuro’ nel 1978, le innumerevoli epidemie influenzali
che congestionavano l’Ospedale Cotugno,
dove ero Primario. E tantissime ne ho viste all’estero. Ho visto
panico, disorganizzazione, eroismi, infamie; ho conosciuto scienziati
che preparavano armi biologiche e progettavano epidemie; giornalisti e
dirigenti di blasonate organizzazioni che, verosimilmente, gonfiavano la
minaccia di qualche virus per conto di aziende produttrici di vaccini,
ricercatori che, pur di avere il loro momento di gloria, attestavano
qualsiasi sciocchezza in Tv; politici che minimizzavano il contagio pur
di non perdere il loro consenso… . Credevo, quindi, di aver visto di
tutto”.
“Ma mai avrei immaginato di vedere tanta incompetenza, arroganza,
superficialità, irresponsabilità, quelle con le quali si è tentato di
affrontare il virus del Covid-19. Una emergenza che avrebbe potuto
riproporre uno scenario non molto dissimile da quello di tante epidemie
influenzali che, periodicamente, sferzano anche il nostro Paese e che,
invece, per sciagurate scelte, ha comportato dapprima un numero
elevatissimo di vittime e poi ha lasciato il nostro Paese in ginocchio”.

Un giovanissimo Giulio Tarro nel suo laboratorio. In apertura lo vediamo accanto alla copertina del suo nuovo libro
Continua il j’accuse, fin dalle primissime battute: “Se questa tragedia
si è verificata, grande è la responsabilità di tanti ‘esperti’ che pur
di troneggiare in Tv non hanno avuto remore (oltre a dichiarare tutto e,
il giorno dopo, il suo contrario) ad assecondare dissennate scelte che,
se non avessero avuto qualche ‘avallo’ scientifico, avrebbero scatenato
le piazze”.
“Questo libro nasce proprio per questo. Dall’amarezza e dalla rabbia nel
constatare l’opportunismo di tanti ‘esperti’ che ora, paventando un
fantomatico catastrofico ritorno del Covid-19, servilmente, si
dichiarano entusiasti delle vessatorie – e inutili – misure che saranno
messe in atto, prima tra tutte l’obbligatorietà della già fallimentare
vaccinazione antiinfluenzale”.
“Stessa amarezza e rabbia per tante persone trasformate dal terrore
profuso in questa emergenza in ipocondriaci burattini animati dai
suddetti ‘esperti’. Un asservimento reso totale da tanti canti
patriottici cantati dai balconi contro il ‘nemico virus’. Un fenomeno
illuminante sulla vulnerabilità della nostra società agli stravolgimenti
della realtà imposti dal Potere”.
Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane pubblicheremo stralci del
libro. Di seguito, invece, ripercorriamo alcuni passaggi salienti.
UNA MANIPOLAZIONE DEI DATI
“La cosa più penosa della faccenda è che i dati dei ‘contagiati’
(raccolti a casaccio dalle Regioni e che, quindi, non erano l’indice di
alcunchè) rivestivano caratteri di ufficialità nella comunicazione
istituzionale dove venivano affiancati al numero dei ‘deceduti’. La
questione ‘morti per Covid-19’ invece che ‘morti con Covid-19’ (e cioè
se questo virus sia stata la causa principale della morte e se era
presente nell’organismo di persone in procinto, comunque, di morire per
altre patologie o per vecchiaia), è stata oggetto di innumerevoli
polemiche che, comunque, non hanno impedito al Governo di continuare a
divulgare il numero di non meglio specificati ‘Deceduti’ seguito dalla
farisaica dicitura ‘in attesa di conferma Istituto Superiore di Sanità’. In realtà già il 13 marzo il direttore dell’ISS annunciava
che solo per due persone, tra le tante ascritte come ‘morte per
Coronavirus’, si poteva – per l’assenza di gravi patologie pregresse e
per l’età – confermare questa diagnosi. Il 17 marzo un verdetto ancor
più inequivocabile: su 355 cartelle cliniche esaminate, solo 12 decessi
possono essere ascritti come ‘morti per Coronavirus’”.
“In più, per valutare la letalità del virus, l’esatto numero dei morti,
avrebbe dovuto essere rapportato non già ai pochi positivi a tampone
presentati come ‘contagiati’, ma alle stime del numero degli infettati
in Italia che venivano già pubblicate da autorevoli istituti di
ricerca”.
“Questo non è stato fatto. E così l’Italia, invece di un tasso di
letalità del virus stimato inferiore a 12, faceva registrare dapprima un
farlocco quanto agghiacciante 6,6 per cento e, poi, un ancor peggiore
10 per cento. Una manipolazione dei dati che ha avuto ripercussioni
gravissime e per la quale, ci auguriamo, qualcuno pagherà”.
ASSISTENZA DOMICILIARE NEGATA
Un interessante paragrafo è dedicato a quell’assistenza medica
domiciliare fondamentale, e invece boicottata dal Governo. “Numerosi
studi attestano (soprattutto considerando l’impatto delle infezioni
ospedaliere e del trauma che subisce una persona, soprattutto anziana,
che deve abbandonare il proprio letto per andare in corsia) come
l’assistenza medica domiciliare determini percentuali di sopravvivenza
molto più alte del ricovero ospedaliero. Si direbbe abbia ignorato
questa e altre considerazioni l’indicazione governativa (Protocollo sanitario 21 febbraio 2020) che
dissuade il medico curante dal recarsi a casa del proprio paziente
affetto da Covid-19 dovendo egli limitarsi a ‘consultarlo’
telefonicamente”.
“Scomparsa così l’assistenza sanitaria domiciliare, la velleitaria
pretesa di una generale ospedalizzazione ha determinato ben presto il
trasporto in sempre più affollate strutture ospedaliere di un numero
spropositato di affetti da Covid-19 che sono stati ben presto falcidiati
da infezioni ospedaliere. Il risultato è stato una impennata di
mortalità Covid-19 e scene da lazzaretto medioevale diventate ‘piatto
forte’ nelle trasmissioni Rai e di tanti altri media”.
VACCINI? NON UNA SOLUZIONE: UN PROBLEMA
Un illuminate focus sulle aree di Bergamo e Brescia. Zone in cui “appare
verosimile una ipotesi tutta da verificare ma già rigettata con sdegno,
senza che sia stata fatta una sola indagine al riguardo. E cioè che
possa essere stata la straordinaria campagna di vaccinazione
anti-meningococco C – svoltasi nella provincia di Bergamo (21.331
vaccinati) e di Brescia (12.200 vaccinati) – e la periodica campagna
vaccinale contro l’influenza (che avrebbe registrato nelle suddette
province adesioni, a detta dei media, ‘superiori ad ogni aspettativa’) a
determinare in molte persone un abbassamento delle difese immunitarie
che le hanno rese particolarmente vulnerabili al Covid-19”.

Come detto, torneremo sul testo di Tarro per singoli argomenti.
Intanto, ecco le altrettanto choccanti conclusioni.
CI VUOLE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA
“Se questa emergenza è diventata un’ecatombe, la responsabilità è
certamente di chi, non avendo pianificato nulla per affrontare
l’epidemia, l’ha prima ritenuta impossibile e poi ha preteso di
bloccarla costringendo tutta la popolazione a stare chiusa a casa. E,
per fare questo, si è ricorso – oltre ad una terroristica informazione –
ad una evidente falsità: considerare contagiati solo coloro che
risultavano positivi ai pochi tamponi disseminati qua e là dalle Regioni
e considerare come ‘morti per Covid’ TUTTI coloro che, prima o dopo la
morte, risultavano positivi al tampone”.
“Si è istituzionalizzato, così, in Italia un tasso di letalità del virus
Sars-Cov-2 elevatissimo, 28 volte superiore a quello della Germania”.
“Se questo è potuto accadere, gravissima è la responsabilità di tanti
cialtroni, presentati come ‘scienziati’, che, non solo hanno taciuto
sulle follie di questa gestione dell’emergenza, ma che continuano ad
assecondarle, sperando così di poter essere ancora utili ai loro sponsor
per farci accettare una società fatta di assurdi divieti e di vaccini”.
“E’ possibile che le voci critiche su questa gestione dell’emergenza portino ad una Commissione parlamentare di inchiesta degna
di questo nome e, cosa ancora più importante, ad un risveglio dei tanti
oggi intrappolati nell’ipocondria? Lo spero. Nonostante quello che
sentenziava Mark Twain: ‘E’ più facile ingannare la gente piuttosto che convincerla di essere stata ingannata’”.
http://www.lavocedellevoci.it/2020/06/12/pandemia-una-strage-di-stato-il-potente-jaccuse-di-giulio-tarro/
http://informaresenzacensure.blogspot.com/2020/04/giulio-tarro-coronavirus-non-e-ebola-il_16.html
fonte: INFORMARE SENZA CENSURE
http://www.lavocedellevoci.it/2020/06/12/pandemia-una-strage-di-stato-il-potente-jaccuse-di-giulio-tarro/
Giulio Tarro: “Coronavirus non è Ebola, il vaccino non serve. Sanità in crisi per colpa di chi ha dimezzato le terapie intensive”
fonte: INFORMARE SENZA CENSURE
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