- Joseph Retinger, ex fascista polacco divenuto un agente britannico. Su richiesta dell’MI6, fondò la European League for Economic Cooperation e ne divenne il segretario generale. In questa veste, è il padre dell’euro. In seguito, ha animato il Movimento europeo e ha creato il Club di Bilderberg.
Il referendum greco ha dato adito ad accesi dibattiti in seno all’Unione europea che illustrano la generale ignoranza sulle regole del gioco. I partecipanti si sono lacerati per sapere se i greci fossero o no responsabili del loro debito, stando sempre attenti nel contempo a non accusare mai di usura i loro creditori. Ma lo hanno fatto ignorando la storia dell’euro e le ragioni della sua creazione.
L’euro: un progetto anglosassone della Guerra Fredda
Dal trattato di Roma, 64 anni fa, le istanze amministrative successive del "progetto europeo" (CECA, CEE, UE) hanno speso somme enormi e senza equivalenti per finanziare la loro propaganda nei media. Ogni giorno centinaia di articoli, di trasmissioni radio e televisive, sono pagati da Bruxelles per raccontare una falsa versione della storia e farci credere che l’attuale “progetto europeo” sia quello degli europei risalente al periodo fra le due guerre mondiali.
Gli archivi sono tuttavia accessibili a tutti. Essi mostrano che nel 1946 Winston Churchill e Harry Truman decisero di dividere il continente europeo in due: da una parte, i loro vassalli, dall’altra l’URSS e con i suoi. Per assicurarsi che nessuno Stato si emancipasse dalla loro sovranità dominante, decisero di manipolare gli ideali dell’epoca.
Quel che allora veniva definito il "progetto europeo" non consisteva nel difendere presunti valori comuni, ma nel fondere lo sfruttamento delle materie prime e delle industrie della difesa di Francia e Germania per essere certi che questi paesi non potessero più farsi la guerra (teoria di Louis Loucheur e del conte Richard Coudenhove-Kalergi [1]). Non si trattava di negare profonde differenze ideologiche, ma di assicurarsi che esse non si confrontassero più con l’uso della forza.
Il britannico MI6e la statunitense CIA furono poi incaricati di organizzare il primo "Congresso dell’Europa" all’Aia nel maggio 1948, al quale parteciparono 750 personalità (tra cui François Mitterrand) provenienti da 16 paesi. Si trattava, né più né meno, di rilanciare il “progetto di Europa federale" (redatto da Walter Hallstein - il futuro Presidente della Commissione-europea – per il Cancelliere Adolf Hitler) in base alla retorica di Coudenhove -Kalergi.
Diverse idee sbagliate devono essere corrette in merito a questo Congresso.
- Walter Hallstein, alto funzionario tedesco, redasse il progetto hitleriano di Europa federale. Si tarttava di distruggere gli Stati europei e di federare le popolazioni per etnie attorno al Reich ariano. L’insieme sarebbe stato sottoposta alla dittatura di una burocrazia non eletta, controllata da Berlino. Dopo la Liberazione, mise in opera il suo progetto con l’aiuto degli anglosassoni e divenne, nel 1958, il primo presidente della Commissione europea.
Il Congresso precisò tutto ciò che è stato realizzato in seguito sotto i nomi di CECA, CEE e UE.
Il Congresso adottò il principio di una moneta comune. Ma l’MI6 e la CIA avevano già fondato la l’Independent League for European Cooperation (ILEC) [2], successivamente rinominata European League for Economic Cooperation (ELEC) -. Il suo scopo era, una volta create le istituzioni dell’Unione, passare dalla moneta comune (la futura European Currency Unit - ECU) a una moneta unica (l’euro), in modo che i paesi che aderivano all’Unione non potessero più lasciarla. [3]
È questo progetto che François Mitterrand ha realizzato nel 1992. Alla luce della Storia e della partecipazione di François Mitterrand al Congresso dell’Aja nel 1948, è assurdo affermare oggi che l’euro avesse avuto un altro scopo. Questo è il motivo per cui, logicamente, i trattati attuali non prevedono l’uscita dall’euro, costringendo la Grecia, se lo desidera, a uscire prima dall’Unione per poter uscire dall’euro.
Lo spostamento del "progetto europeo" nel sistema statunitense
L’Unione ha vissuto due punti di svolta importanti:
Il referendum greco ha mostrato una divisione che da una parte vede delle élite europee che trovano la vita sempre più facile e sostengono senza riserve il "progetto europeo" e, dall’altra parte, le classi lavoratrici che soffrono di questo sistema e lo rifiutano; un fenomeno che si è già espresso, ma solo a livello nazionale, con la ratifica del Trattato di Maastricht in Danimarca e in Francia, nel 1992.
In un primo momento, i leader europei hanno messo in dubbio la validità del referendum democratico. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland (l’uomo che è stato licenziato per corruzione dalla giuria del Nobel [5]) ha dichiarato
Tuttavia, la polemica si è spenta dopo che il Consiglio di Stato greco, chiamato in causa su particolari relativi a questi tre punti, ha convalidato la legittimità di questa consultazione.
La stampa dominante ha allora affermato che votando “no”, l’economia greca avrebbe fatto un salto nel buio.
Eppure il fatto di appartenere alla zona euro non è una garanzia di performance economica. Se ci si riferisce alla lista del FMI del prodotto interno lordo (PIL) a parità di potere d’acquisto (PPA), un solo Stato membro dell’Unione europea è tra i primi 10 al mondo: il paradiso fiscale del Lussemburgo. La Francia è solo al 25° posto su 193.
La crescita dell’Unione europea è stata dell’1,2% nel 2014, il che va a classificarla al 173° posto nel mondo, ossia uno dei peggiori risultati del pianeta (la media mondiale è del 2,2%).
- Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, è l’ex vice presidente per l’Europa della banca Goldman Sachs. Ha celato al Parlamento europeo il ruolo da lui avuto rispetto alle malversazioni perpetrate dalla banca per conto del governo greco, sebbene risulti a chiare lettere dai documenti della banca.
È inevitabile constatare che appartenere all’Unione e utilizzare l’euro non sono garanzie di successo. Ma se le élite europee sostengono questo “progetto”, accade perché risulta loro profittevole. In effetti, nel creare un mercato unico e una moneta unica, gli Unionisti hanno imbrogliato le carte. Ormai, le differenze non sono tra gli Stati membri, ma tra classi sociali che si sono rese uniformi su scala europea. Ecco perché i più ricchi difendono l’Unione, mentre i più poveri aspirano al ritorno degli Stati membri.
Interpretazioni errate dell’Unione e dell’euro
Da anni il dibattito è distorto dal vocabolario ufficiale: gli europei non sarebbero i portatori della cultura europea, bensì soltanto i membri dell’Unione. Dalla Guerra fredda, si afferma che i Russi non sarebbero europei, e ora nel lasciare l’Unione europea, la Grecia lascerebbe la cultura europea di cui essa è la culla.
Tuttavia, "tale il padre, tale il figlio" L’Unione è stata concepita da anglosassoni, con ex nazisti, contro l’URSS. Ora sostiene il governo ucraino, inclusi i nazisti, e ha dichiarato la guerra economica alla Russia nascondendola dietro il nome di "sanzioni".
Come il suo nome non lo indica, l’Unione non è stata creata per unire il continente europeo, ma per dividerlo, scartando definitivamente la Russia. Questo è ciò che Charles De Gaulle aveva denunciato mentre perorava, un’Europa «da Brest a Vladivostok».
Gli unionisti assicurano che il "progetto europeo" ha consentito la pace in Europa per 65 anni. Ma parlano dell’appartenenza all’Unione o del loro vassallaggio nei confronti degli Stati Uniti? In realtà è questo che ha garantito la pace tra gli Stati dell’Europa Occidentale, pur mantenendo la loro rivalità al di fuori dell’area NATO. Dovremmo ricordare, ad esempio, che i membri dell’Unione europea hanno sostenuto parti diverse nella ex Jugoslavia prima di unificarsi dietro la NATO? E dobbiamo considerare che se dovessero ridiventare sovrani, i membri dell’Unione ricomincerebbero necessariamente a litigare?
- Jean-Claude Juncker, si è indignato per il referendum greco che ha definito un "tradimento". Juncker è stato costretto a dimettersi dal suo incarico di primo ministro del Lussemburgo, dopo che era stata stabilita la sua appartenenza alla rete di spionaggio Gladio dell’Alleanza Atlantica. Un anno più tardi, è diventato presidente della Commissione europea.
Per tornare al caso greco, gli esperti hanno ampiamente dimostrato che questo debito è dovuto a problemi nazionali non risolti dalla fine dell’Impero ottomano così come a una truffa di grandi banche private e dirigenti politici. Inoltre, questo debito è insolvente similmente a come lo sono i debiti dei principali Stati sviluppati [6]. Ad ogni modo, Atene potrebbe facilmente cavarsela rifiutandosi di pagare la parte odiosa del debito [7], lasciando l’Unione, e facendo alleanza con la Russia, che per lei è un partner storico e culturale di gran lunga più serio della burocrazia di Bruxelles. La volontà di Mosca e di Pechino di investire in Grecia e di crearvi nuove istituzioni internazionali è un segreto di Pulcinella. Tuttavia, la situazione in Grecia è più complessa visto che è anche un membro della NATO e che l’Alleanza vi aveva organizzato un colpo di stato militare nel 1967 per impedirle di avvicinarsi all’URSS [8].
Traduzione
Matzu Yagi
Matzu Yagi
fonte: alfredodecclesia.blogspot.it
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