11/04/17

Simone II Baschenis

è stato un pittore italiano, appartenente ad una delle più popolari botteghe di pittori itineranti presenti nel Bergamasco e nel Trentino..

I Baschenis

La dinastia di Lanfranco

Antonio Baschenis (doc. 1450/1490)
Angelo Baschenis (doc. 1450/1490)
Giovanni e Battista Baschenis (doc. 1471/1503)

La dinastia di Cristoforo

Cristoforo I Baschenis (doc. 1465/1475)
Dionisio Baschenis (doc. 1493)
Simone I Baschenis (doc. 1488/1503)
Cristoforo II Baschenis (doc. 1472/1520)
Simone II Baschenis (1495 ca. /1555)
Filippo Baschenis (doc. 1537/ 1596 )
Cristoforo Baschenis il Vecchio (1520 ca/1613 ca.)
Cristoforo Baschenis il Giovane (1560 ca./1626 ca.)
Pietro Baschenis (1590 ca./1630)
Evaristo Baschenis (1617/1677)

La famiglia dei Baschenis, originaria della frazione di Colla nel comune montano di Santa Brigida (BG), costituisce un interessante esempio di bottega di frescanti che, a partire dalla metà del XV secolo. si tramandarono per secoli di padre in figlio il loro mestiere.

Simone II fu figlio di Cristoforo II, rampollo della così detta dinastia di Cristoforo, uno dei due ceppi della famiglia.

Profilo ed opere
Simone II è considerato il pittore più qualificato di tutta la dinastia dei Baschenis tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo, capace di aggiornarsi sulla lezione della pittura rinascimentale e di interpretare in modo originale una varietà di soggetti.

Il catalogo delle opere di Simone comprende:

Gli affreschi della zona presbiterale e dell'arco santo nella chiesa di Sant'Agata a Commezzadura (1516-18 ca).
La decorazione della parete esterna della chiesa di Santo Stefano a Carisolo con le Storie di Santo Stefano, una Danza macabra ed i Sette peccati capitali (1519)
Gli affreschi del protiro cinquecentesco della chiesa della Natività a Pellizzano con una Annunciazione posta nel timpano e i Quattro Evangelisti nelle vele della volta (1533)
La Leggenda di Carlo Magno nella parete nord all'interno della chiesa di Santo Stefano a Carisolo (1534)
La decorazione della parete esterna della chiesa di San Vigilio Pinzolo con una Danza macabra ed i Sette peccati capitali (1539)
Le decorazioni dell'abside della chiesa di San Vigilio a Pinzolo
La Crocefissione nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Javrè, frazione di Villa Rendena (1543)
L'opera a fresco più nota di Simone è la Danza macabra, opera firmata e datata (25 ottobre 1539), presente lungo tutto il fianco meridionale, sotto la falda del tetto, nella chiesa di San Vigilio a Pinzolo. L'affresco commissionato verosimilmente dalla Confraternita dei Disciplini di Pinzolo con funzione didattica di memento mori, raffigura una variegata teoria di personaggi: aprono il grottesco corteo tre scheletri musicanti, seguiti dal Cristo in croce e da diciotto personaggi di diverso rango sociale, già trafitti dallo strale della morte; ognuno è costretto a danzare con uno scheletro sghignazzante, mentre la Morte, posta in fondo al corteo, avanza a cavallo dal fondo della scena. Chiudono il macabro corteo l'Arcangelo Michele e il demonio che tiene in mano un libro su cui sono scritti i vizi capitali. A rendere più esplicito il messaggio pedagogico proveniente dalla scena, nel registro sottostante l'affresco, è riportato una lunga serie di versi con le parole che ciascuno scheletro rivolge al proprio compagno di viaggio. I versi iniziali recitano: Io sont la morte che porto corona/ Sonte signora de ogni persona/ Et cossì son fiera forte e dura/ Che trapasso le porte e ultra le mura... Al di sotto della Danza macabra, ed in continuità con il messaggio morale che essa esprime, Simone affrescò i Sette vizi capitali. Tali raffigurazioni, espresse in forma allegorica con un diverso animale che simboleggia ciascun peccato, sono ormai scarsamente leggibili.

Nell'abside stessa chiesa troviamo un Cristo Pantocratore, San Vigilio i Quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa posti nelle vele della volta, una Crocifissione, la teoria degli Apostoli (ripartiti a gruppi di tre) e, nei due registri inferiori, le Scene della Vita di San Vigilio suddivise in 26 riquadri. A proposito del racconto per immagini della vita di San Vigilio, ispirata da antiche fonti agiografiche sul santo, si è osservato che:

« Nel suo linguaggio, caratterizzato da una dotta ingenuità del disegno e dalla purezza del colore [...], espressivo ed efficace, si avvertono, fusi insieme, elementi della tradizione tardogotica e del nuovo realismo rinascimentale, capaci di rendere in maniera originale l'ambiente, la mentalità e la religiosità popolare che lo pervade »

(Giuseppe Ciaghi, op. cit.)

Affreschi di Simone Baschenis a Pinzolo


Circa venti anni prima di quella di Pinzolo, Simone aveva già dipinto una Danza macabra sulla parete destra della chiesa di Santo Stefano a Carisolo. L'affresco, collocato nel registro intermedio della parete, appare oggi alquanto compromesso. In migliore stato; perché protette dalla falda del tetto, sono le Storie di Santo Stefano.

Di particolare interesse storico ed artistico, all'interno della chiesa di Carisolo, è il grande affresco con la Leggenda di Carlo Magno (ca. 1534) sulla parete di fondo. Esso si ispira alla tradizione che perpetua la popolarità dell'imperatore ipotizzando che sia passato in Val Rendena e che - come spiega una lunga iscrizione posta sotto l'affresco - concesse assieme a papa Urbano I ed a sette vescovi speciali indulgenze per i fedeli che frequentavano la chiesa ogni prima domenica del mese. Al centro della scena è posto papa Urbano I che battezza una moltitudine di catecumeni; alla sinistra è posto Carlomagno circondato da vescovi e uomini d'arme. Simone dimostra qui di aver ormai assimilato la lezione rinascimentale, nell'uso esatto della prospettiva e nell'attenzione naturalistica ai tratti fisionomici dei personaggi.

Simone II fu l'ultimo dei Baschenis a lavorare in Trentino. Verso il 1550 si stabilì definitivamente nella sua casa a Colla, frazione di Santa Brigida (BG), assieme ai figli, due dei quali, Filippo e Cristoforo, continuarono l'attività paterna in Valle Brembana.

fonte: Wikipedia

Affreschi di Simone Baschenis a Carisolo

stragi di bambini con armi intelligenti




di Gianni Lannes

L'effetto dei bombardamenti chirurgici, sovente con armi italianissime. Infatti, l'Italia (Finmeccanica) vende armi a nazioni chefanno stragi di bimbi e adolescenti. Piccoli corpi umani straziati e dilaniati, infine abbandonati. E' la pietas? Ecco la nostra barbarie nascosta di crassi occidentali, contro gli esseri umani più indifesi di madre Terra. Sapete a quanto ammonta attualmente l'export di armi dall'Italia verso il terzo mondo con la benedizione delle autorità tricolori? Poi non bisogna sorprendersi se sbarcano nel belpaese e spariscono a migliaia dai centri di accoglienza istituzionali. Dei pargoli non si butta via niente. Nell'Italia del nord in alcune cliniche private si effettuano espianti da anni, impunemente. C'è un giudice a Berlino o bisogna attendere quello divino?

fonte:












fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

07/04/17

nazismo e benzina sintetica


Quando l'Italia invade l'Etiopia, sul finire del 1935, l'Inghilterra chiede, tra le varie sanzioni decise dalla Società delle Nazioni (futura O.N.U.), un embargo petrolifero. È solo grazie al Primo ministro francese Pierre Laval, che sperava di avere Mussolini come alleato contro il riarmo tedesco, che il provvedimento non venne attuato. Riporta infatti lo storico del fascismo Renzo De Felice che il Capo del governo italiano confidò ad Hitler: "Se la Lega delle Nazioni avesse seguito il consiglio di Eden [ministro degli Esteri inglese che spingeva per questo embargo, nda] ed esteso al petrolio le sanzioni contro l'Italia, nello spazio di otto giorni avrei dovuto battere in ritirata. Sarebbe stata per me un'indicibile catastrofe."

Pochi mesi dopo, ossia nel febbraio 1936, Adolf Hitler annuncia al Salone dell'Automobile di Berlino che la produzione industriale di benzina sintetica per la Germania non era più un progetto, ma era diventata realtà.


L'idrogenazione del carbone

La benzina sintetica non è altro che l'ingegnoso sistema che avrebbe permesso alla Germania di continuare a correre anche nel caso in cui la Società delle Nazioni avesse applicato l'embargo sul petrolio, come avrebbe potuto fare con l'Italia nel '35.

Il rapporto tra idrogeno e carbonio nel carbone è di 0.8 a 1, mentre nel petrolio di 1.75 a 1. Da qui parte l'intuizione del chimico Karl Friedrich Bergius (1884-1949) che già nel 1908 lavorava con Fritz Haber (1868-1934) alla sintesi dell'ammoniaca con le alte pressioni (brevetto poi acquistato dalla BASF). Un anno dopo la fine dei lavori alla Technische Hochschule di Karlsruhe con Haber, apre un laboratorio di ricerca ad Hannover in cui lavora con i combustibili. È del 1913 il suo brevetto sulla produzione di oli combustibili partendo dal carbone utilizzando la tecnologia delle alte pressioni e delle alte temperature. La scoperta che sta alla base della sintesi di questi oli è la stessa che porterà alla sintesi della benzina sintetica: le complesse molecole possono essere ridotte a semplici molecole grazie al calore. Contemporaneamente era possibile creare nuove molecole aggiungendo dell'idrogeno (processo appunto detto idrogenazione) spruzzando vapore acqueo direttamente sul carbone rovente.


Carl Bosch e la I.G. Farben

Uscita sconfitta dalla Prima Guerra Mondiale, l'industria chimica tedesca deve trovare il modo di rialzarsi e tornare a competere con i rivali europei. Ecco che nel 1925 la Hoechst, l'AGFA e la Bayer entrano nella BASF (Badische Anilin und Soda Fabrik), trasformandola così in un unico colosso della chimica: l'Interessengemeinschaft Farbenindustrie Aktiengesellschaft, ossia l'I.G. Farben AG (famosa per la produzione, a partire dal 1941, del gas Zyklon B dei campi di sterminio nazisti). Un anno dopo la I.G. Farben acquista anche l'azienda di Bergius, la Erdölverwertungs Gmbh.

Non potendo più affidarsi alla produzione di esplosivi, quale migliore occasione poteva sfruttare se non quella data dalla benzina sintetica? Carl Bosch (1874-1940), a capo del CdA BASF e già responsabile per la costruzione degli impianti per la produzione in laboratorio di ammoniaca, avvia la produzione di benzina sintetica su scala industriale.

La materia prima di certo non mancava. Basti pensare che nel quinquennio precedente la Prima Guerra Mondiale la Germania estraeva dalle sue miniere quasi 250 milioni di tonnellate di carbone e lignite all'anno (Gran Bretagna 270, Francia 37, Italia 700 mila tonnellate). Dal 1925 al 1929 la produzione saliva a 316 tonnellate (GB 225, Francia 52, Italia 1), mentre dal '35 al '39 era di 334 tonnellate (GB 233, Francia 47, Italia 2).


Le compagnie petrolifere non restano immobili

Otto anni prima dell'annuncio di Hitler al Salone dell'Automobile di Berlino, si incontrano in Scozia i capi della anglo-olandese Royal Dutch Shell, della Anglo-Persiana (oggi British Petroleum) e Walter Clark Teagle, presidente della Standard Oil of New Jersey (che divenne poi Exxon). Il tema principale dell'incontro era la fissazione dei prezzi del petrolio nel Persico, ma si parlò anche dell'idrogenazione del carbone.


Nel 1927 la Standard Oil si era accordata con la I.G. Farben per costringere la Royal Dutch Shell ad essere più ragionevole sui prezzi del greggio. Con questo accordo la compagnia americana finanzia di fatto l'industria tedesca ed ottiene l'80% delle azioni della nuova Standard-I.G., mentre il colosso di Francoforte il 20%.

Anche la Royal Dutch Shell partecipa al supporto dell'industria tedesca, in quanto deteneva per il 25% la proprietà della Deutsche Gasoline, la compagnia nazionale petrolifera (il 45% era della I.G. Farben mentre un altro 25% degli americani).

A questo seguirono altri due accordi: uno del 1929 in cui la Standard Oil riconosceva una posizione preferenziale alla I.G. Farben nella chimica, mentre quest'ultima ne riconosceva una nel petrolio e nel gas naturale alla compagnia fondata da Davison Rockefeller; un altro nel 1930 in cui i due colossi crearono la JASCO (Joint American Study Company), società che si occupava soprattutto della gomma sintetica.


L'imperialismo britannico segue quello tedesco

Nelle tabelle realizzate da Carlo Maria Cipolla nel suo libro Storia economica d'Europa, del 1976, possiamo vedere come anche la Gran Bretagna fosse ricca di carbone (dal 1925 al 1929 estraeva circa 225 milioni di tonnellate medie annue). Accortasi di essere vulnerabile nelle forniture di materie prime durante il Primo Conflitto Mondiale, specialmente nell'importazione di petrolio, nel 1921 invitò il tedesco Karl Bergius, che espose al governo inglese il suo processo produttivo.

Quattro anni dopo il comitato della Difesa imperiale scelse la Imperial Chemical Industry (ICI) come compagnia più adatta all'idrogenazione del carbone, in quanto aveva eccedenze di idrogeno prodotte dalla sintesi dell'ammoniaca. La ICI chiese aiuti economici al governo per la produzione di 10 tonnellate di benzina sintetica al giorno.

Sebbene da un lato questa compagnia britannica voleva sedersi al tavolo degli affari insieme a Royal Dutch, Standard Oil e I.G. Farben, dall'altro era frenata dall'americana DuPont, industria chimica dedita alla produzione di gomma sintetica. Nonostante questo, La ICI trova un compromesso con la DuPont e nel 1931, insieme a Royal Dutch Shell e Standard-I.G., firma l'International Hydrogenation Patents Agreement: aveva così anch'essa un artiglio sul controllo dei brevetti sull'idrogenazione.


Il Terzo Reich

La crisi del 1929 fa crollare il prezzo del petrolio e con esso si ha un calo produttivo anche della benzina sintetica. Sarà grazie alla Seconda Guerra Mondiale che questa produzione decollerà in Germania. Gli accordi trasversali tra le compagnie delle varie potenze (che si troveranno su opposti fronti durante lo scontro armato) hanno giocato un ruolo chiave nel rafforzamento dell'industria tedesca e nell'ascesa del nazismo.

Giunto al potere, Hitler lancia la motorizzazione in tutto il Paese e avvia la costruzione delle autostrade. La I.G. Farben comincia la produzione della benzina sintetica nell'impianto di Leuna nel 1927. Il responsabile della ricerca della Standard Oil, Frank Howard, visitò questo impianto e scrisse al suo presidente Walter Teagle: "È la questione più importante affrontata dalla compagnia dal momento dello smembramento. Significa assolutamente l'indipendenza dell'Europa dai rifornimenti di benzina". Teagle andò a controllare di persona e scrisse quindi a Carl Bosch: "Non sapevo che cosa fosse la ricerca finché non l'ho visto con i miei occhi. In confronto, noi siamo allo stato infantile".

La Standard Oil acquistò i diritti del brevetto fuori dalla Germania in cambio della cessione alla I.G. Farben del 2% del suo capitale, e cooperò con essa fino al 1941, cosa che le costò l'accusa di tradimento da parte del presidente USA Harry Truman. Senza il nazismo e i contratti della Luftwaffe, Leuna avrebbe chiuso i battenti perché il costo della benzina sintetica era dieci volte quello del petrolio d'importazione. Quando invase la Polonia, la Germania disponeva di 14 impianti di idrogenazione che garantivano il 46% del suo carburante ed il 95% di quello utile all'aviazione.

Possiamo quindi dire che la guerra aerea tedesca si resse sull'idrogenazione del carbone. Nella guerra lampo ebbe un forte peso la carenza dei carburanti: la benzina industriale poteva sostenere una guerra breve, non una lunga guerra d'attrito. La cattura dei pozzi petroliferi di Baku e del Caucaso fu di fondamentale importanza nell'attuazione dell'invasione della Russia. Mettere le mani sul Caucaso, inoltre, poteva essere un mezzo per stroncare la resistenza russa e per incoraggiare la ribellione dell'Iran contro l'Inghilterra. Il flop della campagna di Russia fece accelerare la produzione dei carburanti sintetici: dai 72.000 barili al giorno si passò a 124.000; nel complesso della guerra, essi rappresentarono la metà della produzione petrolifera tedesca.

fonte: http://cronachedal900.blogspot.it/

manipolazione climatica e terremoti indotti con onde ELF

La Manipolazione climatica è oramai un dato di fatto, dalla Storia ai tempi moderni si sono fatte sperimentazioni in atmosfera più o meno Top Secret, grazie alle teorie di Tesla che furono rubate rielaborate e adattate in progetti di natura bellica, come HAARP.
Il termine HAARP è da leggersi per esteso come “High-frequency Active Auroral Research Project” (Progetto attivo aurorale di ricerca ad alta frequenza). La nascita di HAARP risale al 1987, quando il consulente dell’Atlantic Richfield Corporation (ARCO), il fisico Bernard J. Eastlund, applicò le sue intuizioni derivate da un brevetto dell’inventore Croato Nicola Tesla (1856-1943) denominato “Metodo ed apparecchiatura per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, ionosfera e/o magnetosfera terrestre” numerato U.S. Patent #4.686.605.


Esistono dunque uno e, oramai, più di un impianto di antenne nel Mondo, dedite solamente ad accumulare e sprigionare milioni di WATT di onde ELF sulla ionosfera per poter modificare il clima.
Dal progetto”Popeye” utilizzato nei conflitti come in Vietnam, irrorando con sostanze chimiche come ioduro d’argento per provocare piogge intense, meglio conosciuto come “cloud seeding”.
Al “Progetto R.F.M.P. V.R.T.P.E.” usata dalla Marina Statunitense nei recenti conflitti sia in Arabia Saudita sia in Iraq, irrorando in atmosfera sostanze igroscopiche ed estremamente elettro conduttive, come il Bario, Trimetil, Alluminio e Gel di Silicio, per formare una sorte di “antenna infinita” per le Frequenze Radio usate dai Militari nel campo della sorveglianza, della guida a distanza di missili e droni, nella trasmissione di segnali Radar ed in sistemi d’arma a radio frequenza!
Purtroppo tutte queste tecnologie hanno un prezzo che tutti noi in termini di SALUTE stiamo pagando, sia per sostanze chimiche che quotidianamente inaliamo, sia per inquinamento elettromagnetico al quale siamo sottoposti contro la nostra volontà!
La RAI finalmente, e stranamente, fa informazione corretta, almeno su un ptogramma, forse perché si è raggiunta la consapevolezza che non si può più mentire o nascondere una realtà visibile quotidianamente dalla popolazione oramai consapevole…
Vorremmo ipotizzare che questo fa parte di un piano per rendere consapevole la popolazione e prepararla al peggio..

Fonte tratta dal sito .
fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

04/04/17

120 medici italiani contro i vaccini





di Luca Soliani


"I bambini non vaccinati sono più sani". A sostenerlo non sono pseudo-guaritori, maghi o fattucchieri. Ma oltre 120 medici che, dopo settimane di dibattiti e polemiche sul tema, escono allo scoperto con una lettera aperta all’Istituto superiore di sanità. Primo firmatario il cardiologo Roberto Gava, membro della ‘Società medicina centrata sulla persona’ di Bologna, appoggiato da oltre una ventina di professionisti emiliano-romagnoli e marchigiani. Il corposo documento prende le mosse dalle affermazioni del presidente dell’Istituto, il professor Gualtiero Ricciardi, che ha recentemente sostenuto la sicurezza dei vaccini pediatrici: "Su 19 milioni di vaccinazioni ci sono stati soli 5 casi di reazioni gravi, peraltro non mortali”. Non è esattamente così per i firmatari della missiva che rivelano l’esistenza di "reazioni avverse che ammontano a migliaia di rilievi all’anno"…


Roberto Gava, farmacologo, tossicologo e cardiologo, vice-Presidente AsSIS (Padova)
Eugenio Serravalle, pediatra, puericultore e patologo neonatale, Presidente AsSIS (Pisa)
Maurizio Proietti, ricercatore dell'ISDE e Presidente Commissione Scientifica AsSIS (L’Aquila)
Antonio Abbate, medico di medicina generale (Roma)
Teresa Adami, infettivologa (Verona)
Damiana Alberti, medico psicoterapeuta (Genova)
Carlo Alessandria, gastroenterologo (Torino)
Paolo Domenico Algostino, pediatra (Torino)
Giovanni Alvino, ginecologo, urologo (Salerno)
Rosario Amelio, dirigente medico (Catanzaro)
Maria Cristina Andreotti, medico di medicina generale (Modena)
Marialisa Angeli, pediatra (Aosta)
Caterina Arcanà, ginecologa (Messina)
Gaetano Arcovito, psichiatra (Messina)
Andrea Aversa, medico di medicina generale (Napoli)
Rita Baraldi, radiologa (Ferrara)
Maurizio Bardi, medico di medicina generale (Milano)
Domenico Battaglia, urologo e andrologo (Ferrara)
Biagia Antonina Bellia, pediatra (Catania)
Cinzia Pia Benedetto, pediatra (Roma)
Innocenza Berni, medico di medicina chimico-clinica (Viterbo)
Laura Bertelè, medico di terapia fisica e riabilitazione motoria e psicologa (Lecco)
Mario Berveglieri, specialista in pediatria (Ferrara)
Elena Beziza, anestestia (Milano)
Mariarosa Bonazzoli, medico di medicina generale (Novara)
Laura Borghi, medico di medicina chimica-clinica (Milano)
Luigi Brunino, medicina fisica e riabilitazione (Padova)
Paolo Campanella, medico di medicina generale (Varese)
Mattia Canetta, medico di medicina interna (Roma)
Maurizio Cannarozzo, medicina del lavoro e psicoterapeuta (Trieste)
Guido Cantamessa, medico di medicina generale (Bergamo)
Flora Cappellin, psichiata (Torino)
Marco Cavo, cardiologo (Milano)
Carlo Cenerelli, medico di medicina generale (Milano)
Remigio Cenzato, medico di medicina generale (Venezia)
Anna Cesa-Bianchi, pediatra e medico in scienza dell’alimentazione (Sondrio)
Goffredo Chiavelli, pediatra (Treviso)
Giancarlo Cimino, pediatra (Cagliari)
Salvatore Coco, medico di medicina generale (Catania)
Marco Colla, chirurgo d'urgenza (Biella)
Donatella Confalonieri, infettivologa (Mantova)
Ruggero Alberto Consarino, ginecologo (Modena)
Maurizio Conte, pediatra (Roma)
Mariella Cordella, medico di medicina generale (Bologna)
Marisa Cottini, ginecologa (Torino)
Marcello Dalloni, ginecologo (Pescara)
Eugenio De Blasi, medico di medicina generale (Milano)
Tommaso De Chirico, pneumologo (Milano)
Beatrice Dedor, medico delle cure palliative oncologiche (Milano)
Elena De Giosa, medicina del lavoro (Monza e Brianza)
Monica Delucchi, medico di medicina interna (Genova)
Emilio De Tata, medico sportivo (Reggio Emilia)
Vincenza Di Meglio, medico di medicina interna (Bologna)
Sebastiano Di Salvo, medico di medicina interna (Catanzaro)
Gustavo Dominici, medico di medicina generale (Roma)
Sabine Eck, medico di medicina generale (Modena)
Giuseppe Fagone, medico di medicina generale (Milano)
Paola Fava, medico sportivo (Bologna)
Flavio Fenoglio, medico di medicina generale (Genova)
Luisa Ferla, neurologa (Torino)
Maria Luisa Ferrari, specialista in pediatria (Ferrara)
Guglielmo Ferraro, odontoiatra (Salerno)
Fedora Fornaini, anestesista (Livorno)
Andreina Fossati, medico di medicina generale (Napoli)
Fabio Franchi, malattie infettive (Trieste)
Giovanna Gallerani, pediatra e neuropsichiatra infantile (Bologna)
Egidio Galli, medico dello sport (Messina)
Elisabetta Galli, medico nutrizionista (Monza e Brianza)
Paolo Garati, medico di medicina generale (Torino)
Lucia Gasparini, endocrinologa (Roma)
Maurizio Giacometti, medico di medicina generale (Bergamo)
Giovanna Gigli, medico e psicologo clinico (Milano)
Giovanna Giorgetti, medico di medicina generale (Terni)
Paolo Giraudo, medico di medicina generale (Torino)
Barbara Grandi, ginecologa (Siena)
Daniele Grassi, urologo (Bologna)
Maria Rita Gualea, medico dello sport (Pavia)
Emilio Iodice, medico di igiene e medicina preventiva, pneumologo e neurologo (Novara)
Giuseppe Leardini, medico di medicina generale (Rimini)
Giuseppe Leone, nutrizionista (Reggio Calabria)
Carmine Lo Schiavo, medico di medicina generale (Chieti)
Alfredo Lubrano, medico di medicina generale (Napoli)
Claudio Mangini, medico di medicina generale (Genova)
Alberto Magnetti, medico di medicina generale (Torino)
Francesco Marino, ematologo (Roma)
Angelo Masi, medico di medicina generale (Bologna)
Chiara Matteoli, medico di medicina generale (Pisa)
Loredana Mattioli, medico di medicina generale (Reggio Emilia)
Pindaro Mattòli, medico di medicina generale (Perugia) Dario Mazza, odontoiatra (Roma)
Dario Mazza, odontoiatra (Roma)
Alberto Mazzocchi, chirurgo maxillo-facciale (Bergamo)
Carlo Melodia, medico e biologo (Napoli)
Giacomo Merialdo, igiene e medicina preventiva (Genova)
Simona Mezzera, medico di medicina generale (Firenze)
Dario Miedico, medico legale (Genova)
Monica Monaco, statistica (Bologna)
Livia Mondina, ginecologica (Milano)
Marco Montaldo, pediatra (Cuneo)
Giampiero Moruzzi, medico di medicina generale (Bologna)
Teresa Mosca, ginecologa (Livorno)
Annalisa Motelli, medico del lavoro (Milano)
Gennaro Muscari Tomaioli, medico di medicina generale (Venezia)
Maria Grazie Musso, medico di medicina generale (Genova)
Paola Nannei, pediatra e radiologa (Milano)
Gabriella Niort, endocrinologa (Torino)
Roberto Olivi Mocenigo, odontoiatra infantile (Modena)
Paola Pamich, medico di medicina generale (Genova)
Maria Paregger, medico di medicina generale (Bolzano)
Veronica Petraglia, medico di medicina generale (Bologna)
Mauro Piccini, medico di medicina generale (Novara)
Chiara Piccinini, medico audiopsicofonologo e biologo (Modena)
Rosella Pierdomenico, pediatra (Ascoli Piceno)
Massimo Pietrangeli, pediatra (Pescara)
Miriam Pisani, medico di igiene e medicina preventiva (Torino)
Emma Pistelli, odontostomatologa (Pistoia)
Raffaella Pomposelli, medico di medicina generale (Milano)
Giuliano Poser, medico sportivo (Pordenone)
Massimo Presacco, medico di medicina generale (Padova)
Luciano Proietti, pediatra e chirurgo pediatra (Torino)
Pietro Rabolli, pneumologo (Savona)
Orazio Raffa, medico genetista e di igiene e medicina preventiva (Messina)
Paolo Roberti di Sarsina, psichiatra (Bologna)
Adele Alma Rogriguez, Presidente LUIMO (Napoli)
Andrea Roncato, fisiatra (Padova)
Antonia Mariapia Ronchi, medico di medicina generale (Milano)
Anna Paola Rosaspina, medico di medicina generale (Bologna)
Gisella Ruzzu, pneumologa (Genova)
Mariateresa Sacchi, pediatra (Milano)
Cristiana Salvadori, medico di medicina generale (Pisa)
Guido Sartori, medico ayurveda (Bologna)
Romana Sartori, medico di medicina generale (Monza e Brianza)
Nicoletta Scoz, endocrinologa e medico delle malattie del ricambio (Bologna)
Sergio Segantini, medico di medicina generale (Firenze)
Chiara Simoncini, medico di medicina generale (Pisa)
Mario Soliani, pediatra (Reggio Emilia)
Maria Grazie Tamburini, geriatra (Bologna)
Carlo Tonarelli, pediatra e neonatologo (Genova)
Diego Tomassone, medico nutrizionista (Torino)
Danilo Toneguzzi, psichiatra e psicoterapeuta (Pordenone)
Elena Tonini, psicoterapeuta (Brescia)
Ermatea Trabucco, medico di medicina generale (Salerno)
Anna Truci, medico di medicina generale (Firenze)
Pierluigi Tubia, medico di medicina generale (Venezia)
Giancarlo Usai, infettivologo (Perugia)
Mariateresa Ventrella, pediatra e neuropsichiatra infantile (Bologna)
Franco Verzella, oculista (Bologna)
Giulio Viganò, pediatra (Milano)
Andrea Vincenzi, medico di medicina generale (Modena)
Mariarosa Vitali, neuropsichiatra infantile (Genova)
Grazia Vitelli, medico di medicina generale (Bologna)
Carla Zagonara, medico di medicina generale e psicologa (Bologna)
Marta Zoratti, medico sportivo (Bologna)
Bruno Zucca, medico di medicina generale (Brescia)

fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

01/04/17

cosa c'è realmente nei vaccini?

Vi siete mai chiesti che cosa c’è realmente nei vaccini?

Prima di cominciare con i documenti scritti vorrei invitarvi a guardare il video riportato di seguito:
Livelli tossici di alluminio presenti nei vaccini.

Nel video intervista di Maria Tocco su NaturalHealth365.com ad un ricercatore ampiamente rispettato Jonathan Landsman. Si è parlato del pericolo dell’alluminio presente nei vaccini.

Ormai, la maggior parte delle persone è consapevole dei pericoli del mercurio – ma, in questa intervista esclusiva,rimarrete scioccati nel conoscere le quantità eccessive di alluminio tossiche in molti dei vaccini attualmente in uso.

Questa intervista spiega perché la medicina convenzionale non è riuscita a prevenire le malattie – grazie, in gran parte, alla nostra politica di vaccinazione attuale e la mancanza di conoscenza sulla nutrizione. La ricerca avverte circa il pericolo dei vaccini...

Secondo i Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie , tutti i seguenti ingredienti sono abitualmente utilizzati come additivi dei vaccini:


• Alluminio 

Un metallo leggero che causa demenza e malattia di Alzheimer. 

Non si dovrebbe mai fare un iniezione di alluminio.




• Antibiotici 

Prodotti chimici che promuovono i superbatteri, che sono i ceppi antibiotico-resistenti di batteri mortali che stanno uccidendo decine di migliaia di americani ogni anno.





• Formaldeide  

Un chimico “decapaggio” usato per conservare i cadaveri. E ‘altamente tossico per il sistema nervoso, causando cecità, danni cerebrali e convulsioni. Il Dipartimento di Salute e Servizi Umani degli Stati Unitiammette apertamente che la formaldeide provoca il cancro.Potete vedere voi stessi il National Toxicology Program (sito web), con il suo 12 ° Rapporto sugli agenti cancerogeni .

Lì, la formaldeide non viene minimamente menzionata nei vaccini. Questo è il “piccolo sporco segreto” del governo e dell’industria dei vaccini,ma in realtà … “la formaldeide provoca la leucemia mieloide, e tumori rari, tra cui Sinonasal e cancro del rinofaringe.”

• glutammato monosodico (MSG) 

“excitotoxin”. Una sostanza chimica neurotossica chiamato Essa provoca i neuroni del cervellofino al punto di morte. MSG è tossico, anche se consumato negli alimenti, dove provoca emicranie e danni al sistema endocrino. 
Non si dovrebbe mai iniettare MSG nel vostro corpo. Ma questo è ciò che gli operatori sanitari fanno quando si iniettano i vaccini.


• Thimerosal 

 Un composto di mercurio metilico che causa gravi danni al sistema nervoso permanente. Il mercurio è altamente tossico per il cervello. 

Non si dovrebbe mai toccare, inghiottire o iniettare mercurio a qualsiasi dose. Non vi è alcuna dose sicura di mercurio! 

I Medici e i produttori di vaccini mentono dicendo che non c’è il mercurio nei vaccini. Anche il CDC ammette prontamente vaccini contengono ancora mercurio (thimerosal).



Inoltre, National Toxicology Programmi ammette neisuoi documenti che:


•  Le Vaccinazioni "possono produrre piccole ma misurabili aumenti dei livelli di mercurio nel sangue."

•  "Il Thimerosal è stato trovato per attraversare le barriere sangue-cervello e della placenta."

•  "… i rischi del thimerosal includono neurotossicità e nefrotossicità. “(questo significa tossicità del cervello e dei reni)"

•  "… profili tossicologici simili tra etilmercurio e metilmercurio sollevano la possibilità che la neurotossicità può verificarsi anche a basse dosi di thimerosal."

• “… non ci sono linee guida esistenti per l’esposizione sicura all’etilmercurio.”

•  "… la verifica ha stabilito che l’uso di thimerosal come conservante nei vaccini potrebbe comportare l’assunzione di mercuriodurante i primi sei mesi di vita che supera le linee guida raccomandate dalla Environmental Protection Agency (EPA) … "

• … "Negli Stati Uniti, il thimerosal è ancora presente come conservante in alcuni vaccini somministrati ai bambini, nonché alcuni prodotti biologici raccomandati durante la gravidanza. Il Thimerosal rimane un conservante in alcuni vaccini somministrati per adolescenti e adulti, inoltre, continua ad essere utilizzato a livello internazionale come conservante del vaccino."

La relazione afferma con gli studi FDA che il thimerosal è in qualche modo sicuro. Essa però afferma anche che stanno “lavorando” per rimuoverlo dai vaccini, ma in realtà è ancora in corso di “fabbricazione”.

Un bel controsenso ...

(L'articolo continua QUI)

Per quanto riguarda la formaldeide, la spiegazione ufficiale è che "viene usata per inattivare tossine batteriche o virus in alcuni vaccini, che la contengono in tracce, e sono emersi dubbi connessi all'uso perché può danneggiare il DNA. In realtà il nostro organismo ne produce minime quantità attraverso il normale metabolismo, per cui nel sangue c'è fisiologicamente un po' di formaldeide; quella introdotta con il vaccino è minima e in quantità inferiore a quella presente nel sangue, inoltre molti vaccini attuali come l'esavalente ne sono privi."

Per quanto riguarda il mercurio, "l'ipotesi che il mercurio sia dannoso per il sistema nervoso del bambino è nata da studi che hanno associato possibili lievi difetti dello sviluppo neuropsicologico dei bimbi e alti livelli di metilmercurio assunti dalle mamme in gravidanza per una dieta ricca di pesce di grossa taglia: dopo numerose ricerche sul tema, l'OMS nel 2012 ha concluso che le evidenze disponibili sono sufficienti a ritenere sicuro il tiomersale nei vaccini. Nonostante ciò non è più usato come conservante da diversi anni.
(Continua qui: www.corriere.it)

Conclusione:

Anche se la tossicità (e la quantità) dei componenti è tuttora soggetta ad aspre discussioni rimane il fatto che le vaccinazioni dovrebbero rimanere una scelta individuale. Se qualcuno non vuole vaccinarsi dopotutto mette a rischio tutt'al più la propria salute, non quella dei vaccinati.
L'insistenza nel voler imporre le vaccinazioni potrebbe fare pensare più a un'operazione di marketing che di protezione reale delle popolazioni ..
Bisogna assolutamente seguire la strada della giusta informazione e della consapevolezza piuttosto che quella dell’obbligo imposto per legge.

Alcune letture correlate:
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fonte: https://crepanelmuro.blogspot.it/