28/09/17

vaccini: speculazione su grandi e piccini!




di Gianni Lannes

Divide et impera. Vogliono trasformare l'Italia nel terzo mondo dell'Europa e dell'occidente, trattandoci peggio delle cavie. Ma i politicanti italidioti cosa fanno? Si vendono o fanno gli omertosi per garantire questa deriva totalitaria, invece di tutelare il popolo sovrano sulla carta. Quando il 7 giugno 2017 il decreto 73 sull’obbligatorietà vaccinale di massa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, i titoli finanziari della Glaxo Smith Kline (la maggior beneficiata grazie a Raniero Guerra piazzato opportunamente al ministero dell’insanità) sono schizzati alle stelle.

Ma quali sono in realtà gli obblighi assunti a livello internazionale - non comunicati alla popolazione italiana - stabiliti dall’articolo 1, comma 1 della norma incostituzionale convertita nella legge 119 del 31 luglio scorso e non sostenuta da evidenze epidemiologiche? La verità indicibile alle masse è racchiusa in un documento intitolato “L’Italia e l’Alleanza Globale per le vaccinazioni…”ma non solo.

Vaccinazione di massa a partire dai minori: il vero obiettivo è debilitare inesorabilmente la popolazione italiana per ridurla in uno stato di totale sottomissione da cui non sarà più possibile evadere. Poi toccherà anche agli adulti, come ha auspicato qualche giorno fa Roberto Burioni, ovvero l’esperto pompato dal ministro Lorenzin.

Prove istituzionali alla mano: i neonati sono codici fiscali e rappresentano valore finanziario non umano e sociale, garanzia per la richiesta di altro valore artificiale, sia monetario che in obbligazioni. Per lo Stato italiano i nostri figli sono bond, ossia titoli a garanzia se non vaccinati, oppure sono vaccine bond, vale a dire titoli a garanzia di valore molto maggiore se marchiati a vita.   
  
Ufficialmente l'Alleanza GAVI è un partenariato internazionale pubblico-privato che mira a immunizzare ovvero ad annichilire i bambini e controllare drasticamente i sistemi sanitari nei paesi più poveri del mondo; assembla governi di paesi in via di sviluppo e donatori, l'Organizzazione mondiale della sanità, l'UNICEF, la Banca mondiale, l'industria dei vaccini nei paesi industrializzati, nelle agenzie di ricerca e tecnici, nelle ONG come Save The Children ma non solo, nella Bill & Melinda Gates Foundation e in filantropi privati come il criminale impunito Soros, un mafioso che di recente ha fatto visita a Gentiloni. Il governo italiano si è impegnato per la donazione al GAVI di quasi 1 miliardo di dollari e ha già aperto i cordoni della borsa pubblica, ma come sempre la decisione non è stata ratificata dal Parlamento. Singolare e pregressa coincidenza: la legge 125 risale all’11 agosto 2014: essa prevede la strutturazione di prodotti di finanza (tossica) per lo sviluppo nell’ambito di accordi con organizzazioni finanziarie mondiali.

A gennaio 2017 l’ultimo piano vaccinale nazionale non evidenziava alcuna crisi sanitaria nel belpaese. Sarà solo un caso, ma proprio il GAVI prevede l’inoculazione di ben 12 vaccini obbligatori in Italia. E’ una mera coincidenza il fatto che gli impegni pluriennali  dei documenti governativi servano come garanzia per piazzare sul mercato globale dei capitali le rispettive obbligazioni finanziarie, i cosiddetti vaccine bonds o Iffim bonds? Esistono dei collateral bonds (titoli obbligazionari) che vengono emessi sulla testa di ognuno di noi e che la loro valutazione si basa, tra le altre cose, sullo stato di salute. Adesso immaginate che il mondo sia diviso in mandrie, ognuna delle quali pascola in un determinato territorio definito Stato. Tale entità è proprietaria di una mandria più o meno numerosa e dunque possiede del capitale umano che, a seconda del valore che gli viene assegnato, mette lo Stato nelle condizioni di avere maggior o minor pegno mobile da mettere a disposizione per la richiesta di capitali monetari da prendere in prestito. Lo Stato tricolore si è privato della propria sovranità monetaria e della cospicua riserva aurea (la quarta al mondo). Il denaro scritturale è la garanzia, vale a dire i titoli di stato sono garantiti appunto dalla mandria nazionale e le briciole vanno ai politicanti. Il GAVI contiene la prova determinante di cosa siamo noi per lo Stato italiano: animali da pascolo. Lo stato ha pagato una cospicua quota al GAVI scommettendo su un investimento per vedersi rivalutata la sua mandria. Ergo: per i politicanti siamo semplicemente corpi, o meglio bestie obbligate a vaccinarsi per acquisire maggior valore economico. 

L’International Finance Facility for Immunisation è un'istituzione multilaterale per lo sviluppo creata per accelerare la disponibilità di fondi prevedibili a lungo termine, per programmi di salute e immunizzazione attraverso GAVI Alliance (ex Global Alliance for Vaccines and Immunization) in 70 dei più poveri In tutto il mondo. La base finanziaria di IFFIm è costituita da pagamenti di contributi legalmente vincolanti da parte dei suoi sponsor sovrani (Francia, Italia, Norvegia, Sudafrica, Spagna, Svezia e Regno Unito), sulla base della quale IFFIm's è classificato AAA / Aaa / AAA (Fitch / Moody's / S & P ). La Banca Mondiale è il responsabile del Tesoro per IFFIm. La Banca mondiale coordina anche con i donatori di IFFIm e gestisce i loro impegni ei loro pagamenti, nonché le erogazioni di IFFIm per l'immunizzazione e programmi di salute attraverso la GAVI Alliance.
riferimenti:

Gianni Lannes, VACCINI DOMINIO ASSOLUTO, Nexus edizioni, Battaglia Terme (PD), 2017.
Post scriptum

Parola del Ministero dell’economia e delle finanze:
«La Global Alliance for Vaccine Immunization (GAVI) è una partnership pubblico-privata creata nel 2000 allo scopo di diffondere nei paesi poveri i programmi di immunizzazione e accelerare l’accesso ai nuovi vaccini. Rappresenta un modello unico di sviluppo, le cui finalità non si limitano alla mobilitazione delle risorse, ma anche a favorire un sistema sostenibile di immunizzazione in modo da dare la possibilità ai Paesi, una volta concluso il supporto, di poter affrontare da soli spese e distribuzione dei vaccini. La GAVI Alliance si finanzia attraverso contributi diretti dei suoi membri (governi, istituzioni, fondazioni, tra cui la Fondazione Bill & Melinda Gates) e mediante due meccanismi di finanziamento innovativi, della cui attuazione è direttamente responsabile: l’International Finance Facility for Immunization (IFFIm) e l’Advance Market Commitment (AMC), finalizzato all’introduzione dei vaccini per le malattie da pneumococco. L’International Finance Facility for Immunization (IFFIm), lanciato nel 2004 su proposta del Regno Unito e con immediato sostegno dell’Italia, mobilita risorse sui mercati di capitale attraverso l’emissione di titoli (IFFIm Bonds) garantiti dagli impegni pluriennali e giuridicamente vincolanti dei paesi donatori a versare i loro contributi in un arco di tempo di 20 anni. Rappresenta il principale strumento di finanziamento a lungo termine del GAVI. L’Advance Market Commitment (AMC), proposto dall’Italia nel febbraio 2005 ai Ministri finanziari del G8 e avviato nel giugno 2009, è un meccanismo basato sul cosiddetto pull funding approach, secondo il quale le risorse pubbliche forniscono incentivi al settore privato ad impegnarsi nella ricerca e nello sviluppo dei vaccini necessari ai paesi più poveri. Le funzioni esecutive del GAVI vengono svolte dal Segretariato con sede a Ginevra e dal CEO, Dr. Seth Berkley. La direzione è affidata ad un Board composto da 28 membri, rappresentanti 18 constituencies istituzionali e 9 membri “indipendenti” (con funzioni di controllo). Per l’Italia siede nel Board, in rappresentanza anche della Spagna, la prof.ssa Angela Santoni, capo del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Roma “La Sapienza”. L’incarico dell’attuale presidente del Board, l’ex Ministro della Salute norvegese Dagfinn Hoybraten, scadrà alla fine del 2015 e sarà sostituito dall’ex Ministro delle Finanze Nigeriano Ngozi Okonjo-Iweala. Vice presidente del Board è dal dicembre 2014 l’italiana Flavia Bustreo, vice direttore generale presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità».

Save the Children:

«Vaccini, Conferenza GAVI a Berlino. L’Italia mantenga il suo impegno. 23 Gennaio 2015. Cruciale il rifinanziamento dell’Alleanza per i Vaccini di ulteriori 7,5 miliardi di dollari per immunizzare 300 milioni di bambini entro il 2020. L’Italia mantenga il suo impegno pari al 6% del totale dei fondi e stanzi nuovi fondi per i prossimi 5 anni. 1 bambino ogni 5 nel mondo ancora non ha accesso ai vaccini. Sono per la gran parte bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo e, all’interno di essi, nelle regioni più povere e nelle comunità più remote o emarginate. Ogni anno 1,5 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono infatti ancora per malattie prevenibili ed evitabili grazie ai vaccini. E’ dimostrato che, in particolare, i bambini in zone rurali hanno il 50% in meno di possibilità di essere vaccinati rispetto a coloro che vivono in centri urbani; tale possibilità è 3 volte inferiore per i bambini che appartengono al quintile più povero della popolazione  rispetto a quelli del quintile più ricco. In alcuni dei paesi più poveri del mondo la quota di popolazione infantile coperta dalle vaccinazioni non supera il 20%: in Nigeria, per esempio, scende addirittura al 16% fra i bambini del quintile più povero. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto “A chance to reach every child” di Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, alla vigilia del cruciale summit per il rifinanziamento dell’Alleanza Globale per i Vaccini (GAVI)[1], una partnership pubblico-privato istituita nel 2000 per salvare centinaia di migliaia di bambini migliorando e ampliando sensibilmente l’accesso alle vaccinazioni, in oltre 70 paesi tra i più poveri del mondo. Al vertice,  in programma a Berlino il 26 e 27 gennaio 2015, interverrà Jasmine Withbread, CEO Save the Children International, come rappresentante ufficiale della società civile e a conferma dell’impegno della ONG nella lotta alla mortalità infantile nell’ambito della Campagna Every One. Negli ultimi 15 anni l’Alleanza per i Vaccini, in collaborazione con  governi, organizzazioni internazionali e il settore privato e con il supporto di organizzazioni della società civile come Save the Children, ha fatto sì che 440 milioni bambini fossero vaccinati, 6 milioni di vite salvate, 250 nuovi vaccini messi a punto e che il costo medio dei vaccini pentavalente, antipneumococco e contro il rotavirus fosse ridotto del 37%[2]. I maggiori contributi ai 12,1 miliardi investiti nel periodo 2000-2015 sono arrivati dal Regno Unito, la Norvegia e gli Stati Uniti, rispettivamente con 3,179, 1,346 e 1,180 miliardi di dollari, seguono Francia e Italia con 876 e 682 milioni di dollari. Il maggiore contributore privato è stato la Fondazione Bill &Melinda Gates con 2,546 miliardi.
Per il 2016-2020 l’Alleanza per i Vaccini ha elaborato un piano che consentirebbe di salvare altri 6 milioni di vite, immunizzare più di 300 milioni di bambini da malattie mortali raggiungendo anche quelli finora esclusi, contribuire a rafforzare i sistemi sanitari e far scendere ulteriormente il costo dei vaccini che resta ancora elevato, soprattutto per quanto riguarda i nuovi. Come sottolineato nel rapporto di Save the Children, tra gli obiettivi del piano, un forte incremento dell’immunizzazione da rotavirus (+47%), rosolia (+44%), papilloma virus (+33%) e febbre gialla (+25%), che risulta ancora carente, mentre la vaccinazione per morbillo, pneumocco e relativa al vaccino pentavalente richiedono incrementi più contenuti. Ma ciò sarà possibile solo se tutti i donatori - inclusa l’Italia – garantiranno l’ulteriore finanziamento necessario di 7,5 miliardi di dollari… I vaccini sono uno degli interventi di salute pubblica più indispensabili ed efficaci per ridurre la mortalità infantile, e siamo molto preoccupati che i donatori possano non rifinanziare pienamente il piano previsto dalla Gavi esponendo centinaia di migliaia di bambini al rischio di morte. Ancora di più ci preoccupa che a pochi giorni dalla conferenza l’Italia non abbia reso noto il proprio impegno a differenza di altri donatori. Il nostro Paese deve fare la sua parte. Chiediamo al Governo di mantenere la quota di finanziamento assicurata negli anni scorsi pari a circa il 6% del fabbisogno totale indicato per il 2016-2020, riconfermando così il suo ruolo significativo tra i principali donatori istituzionali”, dichiara Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia… Si stima che, a fronte del pieno finanziamento di 7,5 miliardi di dollari alla Gavi, il ritorno dell’investimento per il 2016-2020 sarà di 80-100 miliardi di dollari in benefici economici, pari a 10 volte l’investimento iniziale. Oltre alla necessità di mettere al primo posto l’obiettivo cruciale dell’accesso alla vaccinazioni per tutti i bambini, Save the Children si appella alla Gavi e ai suoi partner perché vengano rafforzati anche i sistemi sanitari nazionali.
  
La repubblica, 7 aprile 2016:
«I Millennium Development Goals erano obiettivi di sviluppo condivisi, tanto che il programma era stato sottoscritto da tutti i 189 Paesi membri dell'Onu. “Il sostegno dell'Italia c'è dal 2006. In totale, dalla sua nascita fino al 2014, i sostenitori di GAVI hanno impegnato 23,5 miliardi di dollari, 12 dei quali effettivamente trasferiti. Al 31 dicembre 2015, avevano contribuito all’Alleanza 24 paesi, la Commissione Europea e diverse organizzazioni private commerciali e filantropiche, mentre erano 77 i paesi beneficiari. L’Italia sostiene Gavi dal 2006 ed è al quarto posto tra i paesi donatori. Nel 2015, in occasione della conferenza dei donatori tenutasi a Berlino nel 2015, il nostro paese si è inoltre impegnato a versare altri 120 milioni di dollari in contributi diretti per il periodo 2016-2020, in aggiunta ai fondi già previsti. Su questo impegno italiano la Fondazione Bill & Melinda Gates ha annunciato un matching – ovvero uno stanziamento legato all’erogazione di risorse da parte di un altro soggetto – di 50 milioni di dollari. Un esempio di partenariato globale pubblico-privato. “L’Alleanza Globale per le Vaccinazioni ha permesso di immunizzare negli anni milioni di bambini. È un esempio di partenariato globale tra pubblico e privato che funziona, ma la sua azione può e deve essere migliorata. L’obiettivo è garantire l’accesso universale ai vaccini, perché sono troppi i bambini che perdono ancora la vita per malattie prevenibili. L’Italia, come quarto paese donatore, può giocare un ruolo importante affiancando i paesi partner nel richiedere alle case farmaceutiche vaccini meno costosi e mantenendo l’impegno di stanziare ulteriori fondi per questa causa”, dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia”».

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