02/02/22

io non dimentico!

 

 

  I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire

Mario Draghi, Presidente del Consiglio

Campi di sterminio per chi non si vaccina

Giuseppe Gigantino, cardiologo

 Mi divertirei a vederli morire come mosche

Andrea Scanzi, giornalista

 Li intubo senza anestesia poi gli chiedo come stanno

Sara Dalla Torre, infermiera

 Se fosse per me costruirei anche due camere a gas

Marianna Rubino, medico

 I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori

Sebastiano Messina, giornalista

 Vagoni separati per non vaccinati

Mauro Felicori, assessore

 Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile

Stefano Feltri, giornalista

 I no vax fuori dai luoghi pubblici

Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana

 Potrebbe essere utile che quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartello al collo

Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto

 Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli

Paolo Guzzanti, giornalista

 Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci

Roberto Burioni, virologo.

 Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti

Alessia Morani, deputato

 Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo

Selvaggia Lucarelli, giornalista

Gli metterò le sonde necessarie nei soliti posti, lo farò con un pizzico di piacere in più.

Cesare Manzini, infermiere

 Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla

Francesca Bertellotti, infermiera

 Provo un pesante odio verso i no vax

J-Ax, cantante

 Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina

Carlotta Saporetti, infermiera

 Non siete vaccinati? Toglietevi dal cazzo!

Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna

 Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi

Alfredo Faieta, giornalista

 Il greenpass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli

Renato Brunetta, ministro

 E’ giusto lasciarli morire per strada

Umberto Tognolli, medico

 Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente

Giovanni Spano, vicesindaco

 Bisogna essere duri e discriminare chi non si vaccina, in ospedale, a scuola, nei posti di lavoro

Filippo Maioli, medico

 Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo

Giuliano Cazzola (nomen omen), giornalista

 Mandategli i Carabinieri a casa

Luca Telese, giornalista

 Gli renderemo la vita difficile, sono pericolosi

Piepaolo Sileri, viceministro

 E’ possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati

Sabino Cassese, costituzionalista

 TSO per i no vax - Draghi non perda tempo con i partiti, decida tutto lui - Non vaccinarsi è da considerare un reato”

Galimberti, filosofo (?)

 Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax?

Laura Cesaretti, giornalista

 Se arrivi in ospedale positivo, il Covid ti sembrerà una spa rispetto a quello che ti farò io

Vania Zavater, infermiera

 I novax sono i nostri talebani

Giovanni Toti, presidente regione Liguria

 Sono dei criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi – tutti i vaccinabili siano immunizzati con le buone o con le cattive

Matteo Bassetti, infettivologo

 Criminali no vax

 Libero prima pagina, 21 Agosto 2021

 Ricoverare simpatici amici non vaccinati con polmonite covid lo trovo uno dei momenti più straordinari dell’umanità

Marco Ribul, medico

 Nei cortei no vax si spera nel pestaggio della polizia a cavallo

Aldo Cazzullo (un nome una garanzia) giornalista

fonte: SU LA TESTA GIANNI LANNES

04/01/22

Colombo inventato per scacciare l'America dall'Italia


Coincidenze significative: Jung le chiamava sincronicità. Sicuramente non è questo il caso, però colpisce il volo simbolico del condor – dalle Ande fino a piazza San Pietro – proprio mentre, nel libro “Nessuno mai ha scoperto le Americhe per davvero”, appena uscito – Riccardo Magnani racconta di come il Perù, precisamente, finì nel mirino dei conquistadores, dopo che a Roma s’era appreso che l’illuminato principe Lorenzo il Magnifico non discendeva affatto dai Medici, ma dalla stirpe reale Inca («e un altro indio era il signore milanese Ludovico il Moro: di sangue azteco, non sforzesco»). Che ci faceva, nella fatale Firenze del Rinascimento platonico di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, un esponente regale americano, alleato dell’influente “collega” messo a capo dell’altrettanto prospera Lombardia? Allarme rosso, per qualcuno: il culto solare andino avrebbe potuto indebolire il potere della religione monoteista europea, sdoganata da Costantino e poi imposta brutalmente da Teodosio?

Domande: quale civiltà sarebbe sorta, se – tramite soprattutto la decisiva signoria medicea, in contatto con l’America dall’inizio del 1400 – l’antico sapere classico custodito a Bisanzio si fosse saldato con quello di Cuzco, consentendo così di recuperare le conoscenze ancestrali Il condor del presepe vaticano 2021sulle leggi che governano l’universo? Anche per questo – scrive Magnani, esibendo prove e indizi rivelatori – si decise di fabbricare a tavolino il personaggio Cristoforo Colombo, inventando di sana pianta la sua “scoperta dell’America”, mai davvero avvenuta: quella spedizione era solo un calco delle missioni precedenti, fiorentine. Al tempo stesso, però, era il primo passo – narrativo, s’intende – per poter poi depredare la florida economia sudamericana e aggredire, fino ad annientarla, la cultura che avrebbe anche potuto insidiare il monopolio ierocratico dell’Urbe, su cui oggi – Natale 2021 – atterra (come il condor, appunto) un variopinto presepe andino.

Onestà intellettuale – ribadisce Magnani – imporrebbe di smettere di ripetere che le Americhe siano state “scoperte”: erano abitate fin dall’antichità, esattamente come il Vecchio Continente. La conquista? Un brutale progetto di dominio, concepito da chi è avvezzo a cancellare la verità e plasmare la storiografia a proprio uso e consumo. Fino all’ultima manipolazione di oggi, quella che disconosce l’azione sovrastante e incontenibile del Sole e – sempre in funzione di un progetto mondiale (stavolta il business finanziario della cosiddetta “green economy”) – pretende che sia di origine essenzialmente antropica la responsabilità dell’instabilità del Magnani libroclima, «che invece è ciclica e ha sempre caratterizzato il pianeta». Chi costruisce verità apparenti, si dice, lo fa per possedere la storia: ieri come oggi.

Magnani evita le polemiche frontali, preferisce agire come lo studioso che mette insieme le tessere di un puzzle. Nessun mistero, peraltro: tutto è da sempre sotto i nostri occhi, a partire dai messaggi cifrati che affollano la pittura rinascimentale. La stessa “nascita di Venere”, di Botticelli, contiene le mappe del Nuovo Mondo: solo la storia dell’arte, quella ufficiale, continua a non accorgersene. La ricerca di Magnani, grande esperto di Leonardo (depositario di quel sapere, e non a caso “pendolare” tra Firenze e Milano, «essendo lui stesso un esponente della famiglia de’ Medici, alleata con gli Sforza»), mette a fuoco un “vizio di forma” che avrebbe condizionato l’Occidente, anche attraverso l’oscurantismo vaticano, recintando il pensiero entro schemi dogmatici. Obiettivo probabile: fare in modo che l’umanità occidentale dimenticasse le sue vere origini. Da qui molte storture, che dall’Illuminismo poi arrivano all’attuale scientismo “covidiota”.

«Il guaio è che chi ha rimosso la storia, ridisegnandola a piacimento, da secoli pubblica libri e insegna nelle università». Così si cementa una consuetudine fondata sul dogma, che stenta ad accettare verità eterodosse. «Un ebreo tenderà a domandarti: e dove sta scritto? E un cristiano, abituato all’interpretazione dei testi sacri, vorrà sapere: chi l’ha detto?». Nessuno, in modo esplicito. Semplicemente, Riccardo Magnani ha unito i puntini. Un lavoro da detective, che utilizza l’analogia e la deduzione. L’America precolombiana? Un segreto irriferibile, in Europa, per quasi tutto il 1400. Ora, quella verità rimossa finalmente emerge: «I nostri primi contatti con l’America furono amichevoli, improntati a uno scambio profondo, anche spirituale. E fu l’America la prima a muoversi: fu lei a venire da noi, insediando i suoi principi a capo delle nostre prestigiose signorie».

(Il libro: Riccardo Magnani, “Nessuno mai ha scoperto le Americhe per davvero”, 36 euro, dicembre 2021. Video: Magnani, “La falsa scoperta delle Americhe”).

fonte: LIBRE IDEE

 

15/08/21

la pericolosità dei nuovi vaccini anti-covid è un fatto storico

 

 


La vaccinazione anti-Covid, destinata a tutta la popolazione, applicata in marcia forzata, non è oggetto di alcun dibattito in Francia. Si tratta infatti di un'ideologia politica (incarnata e attivamente promossa dal Presidente della Repubblica in persona) e non di un'idea scientifica, né di una strategia di sanità pubblica. La scienza come la salute pubblica sono cose complesse, serie di verità parziali, adattabili e rivedibili secondo le realtà del campo o dell'esperienza. In tutte le ideologie (politiche o religiose), il dibattito si pone invece in termini binari e infantili. Siamo favorevoli o contrari, e il mondo è diviso tra amici (qui i pro-vax) e nemici (qui gli anti-vax).

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Gli influencer si scatenano, alcuni giornalisti li seguono

In tale contesto, la dimostrazione di un pericolo vaccinale senza precedenti associato ai quattro vaccini anti-covid anglosassoni (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Janssen) costituisce una dissonanza cognitiva tale che molti semplicemente non riescono a sentirla. La realtà è però che uno di questi quattro vaccini (quello di AstraZeneca) è già stato sospeso nel febbraio-marzo 2021 in un gran numero di paesi e definitivamente ritirato o addirittura bandito in alcuni di essi (Danimarca, Norvegia, Svizzera, Sudafrica, Venezuela e Stati Uniti). In effetti, abbiamo mostrato nel nostro precedente articolo che questo vaccino era chiaramente responsabile del livello particolarmente elevato di dichiarazioni di morte nel Regno Unito, che lo utilizzava ampiamente (essendo il prodotto di un'azienda svedese-britannica). Eppure,"Rompere la diffidenza" dei francesi nei suoi confronti, ci spiegò a suo tempo Le Monde .. Posizione ideologica e non scientifica o medica, l'abbiamo già detto. E la maggior parte dei commentatori che intervengono nel dibattito pubblico si chiude dietro al presidente. Tutte quelle persone che, per un motivo o per l'altro, sono state coinvolte nella campagna generale di vaccinazione del governo (funzionari eletti, alti funzionari, medici, giornalisti, ecc.), non possono discutere in pace del problema. Lo vedono come un'insopportabile messa in discussione dell'ideologia che hanno adottato. Pertanto, invece di aiutare a pensare al problema e sostenerlo con dati o argomenti, cercano un modo per sbarazzarsene del tutto. E, come sappiamo, il modo migliore per far sparire un messaggio è uccidere il messaggero.

Il quotidiano Mediapart , su cui uno di noi ha pubblicato tutta la sua inchiesta sulla gestione politica e sanitaria di questa crisi dalla fine di marzo 2020, ha censurato la nostra ultima puntata (comunque ripubblicata qui , là e qui ) e questo nonostante la nostra precedente chiamata per il dialogo. La sua decisione - divertente per un giornale che fino ad allora sosteneva di difendere la libertà di espressione e i whistleblower - ha messo le ali al branco di influencer e lobbisti che ci hanno denigrato in tutti i modi sui social network per molto tempo. anno e mezzo. Questa volta, non contenti di vedere il nostro lavoro censurato, hanno poi molestato su Twitterl'istituzione (il CNRS) del primo firmatario di questo articolo, sperando così di danneggiarlo in modo personale e diretto. Altri giornalisti si sono affrettati a rifletterlo in articoli, come qui su Le Figaro , con qualche copia e incolla.

Sembra che il nostro avvertimento del 30 luglio non sia andato sprecato. Così, il 3 agosto la Direzione Generale della Salute ha inviato un messaggio di allerta ( "DGS-Urgent, n° 2021-75" ) a tutti gli operatori sanitari, chiedendo loro di "mantenere il monitoraggio dei fallimenti vaccinali" . Il giorno successivo (4 agosto), la rivista Prescrire ha aggiornato “in anticipo” il proprio fascicolo relativo agli “effetti indesiderati noti a metà 2021 dei vaccini covid-19 a RNA messaggero”, riconoscendo in particolare gravi complicanze cardiache considerate comunque “molto rare” . Vedremo che questa “rarità” può essere discussa (vedi nota 1 ).

Ma torniamo agli argomenti usati per giustificare la censura. Leggendo un po' tutti i commenti sollevati qua e là dal nostro precedente articolo, sembra che tutte le persone che affermano di avere veri argomenti intellettuali alla fine ne abbiano solo due. Questi due argomenti sono di tipo metodologico. Mirano a contestare l'uso delle segnalazioni di reazioni avverse riportate dalla farmacovigilanza, e invariabilmente concludono che ci siamo erroneamente allarmati e che in realtà va tutto bene . Il primo argomento è "imputabilità", il secondo "mortalità attesa"(vedi ad esempio i verbali dei medici raccolti nel dispaccio dell'AFP scritto contro il nostro articolo). Entrambi i concetti sono, di per sé, piuttosto interessanti e importanti da discutere. Ma il loro uso improprio per scopi retorici di protezione dell'ideologia del vaccino è facile da mostrare.

Responsabilità e mortalità attesa: i veri e falsi argomenti della negazione

Sulla carta (o meglio davanti allo schermo di un computer) si può discutere all'infinito e in un conforto intellettuale rassicurante. Questo si chiama raziocinio. Nella vita reale, le cose sono sia più semplici che brutali per coloro che sono direttamente colpiti da reazioni avverse ai farmaci. Per le vittime si tratta di saper affrontare questi effetti a volte gravi in ​​un contesto generale di negazione. Per gli operatori sanitari si tratta di saper classificare e registrare questi effetti che si manifestano molto rapidamente (il più delle volte entro 48 ore) dopo la vaccinazione.

Per quanto riguarda l'imputabilità, il nostro precedente articolo aveva già posto esplicitamente il problema: è ovvio che è molto difficile determinare la causa esatta di un grave effetto avverso quando il paziente presenta (o ha avuto in caso di decesso) comorbidità significative. , oppure quando il suo la cartella clinica non è sufficientemente conosciuta. Il ragionamento vale anche per i decessi ritenuti causati da covid. Ed è anche per questo stesso motivo che, qualunque sia il farmaco in questione (vaccino o altro), non dovrebbe mai essere somministrato in modo uniforme ma caso per caso a seconda dello stato di salute generale della persona e di eventuali specificità della sua storia medica. . Inoltre, in termini di mortalità, la prova ultima dell'imputabilità che è la ripetizione dello stesso sintomo a seguito della stessa medicazione non può per definizione essere fornita (si muore una volta sola…). Resta il fatto che ci sono dei fatti (si notano gravi effetti collaterali nelle ore e nei giorni successivi ad un atto medico) e che non è possibile liberarsi di una battuta d'arresto della mano con il pretesto che la causalità diretta (a fortiori unico) non è stabilito. È come se volessimo contestare l'esistenza di un omicidio perché non abbiamo ancora individuato il colpevole. Le dichiarazioni di farmacovigilanza relative ai gravi effetti negativi della vaccinazione ci sono, vanno interpretate e non si cerca di nasconderle sotto il tappeto.

Quanto alla “mortalità attesa” , l'argomento usato dai nostri dotti critici ci sembra altrettanto retorico. Consiste nel dire sostanzialmente che è normale che le persone muoiano a qualsiasi età, vaccinate o meno, e quindi che non c'è bisogno di interrogarsi ulteriormente sui decessi. Ma nessuno degli utilizzatori di questo argomento è andato effettivamente a verificare se questa mortalità fosse prevista o meno. Inoltre, in che modo il fatto che persone muoiono di cancro ogni giorno invalida la domanda sulla responsabilità della vaccinazione quando il paziente in questione muore entro poche ore dall'iniezione? Ci sembra che l'argomento serva ancora una volta a evacuare la questione invece di problematizzarla.

Alla fine, questi due argomenti non sono in grado di aiutare a comprendere la realtà che abbiamo davanti e che si può riassumere il più delle volte così: un medico nota la comparsa di effetti avversi più o meno gravi entro poche ore che seguono un atto di vaccinazione, riferisce quindi ciò che gli appare logicamente legato in un modo o nell'altro a questo atto di vaccinazione appena compiuto . Cosa è complicato capire in questa situazione così concreta della vita quotidiana? Niente in realtà.

Infine, e soprattutto, i nostri revisori sembrano aver letto solo la prima parte di un articolo che ne aveva due. Il primo era dedicato ai dati di farmacovigilanza francese. La seconda prevedeva confronti con Gran Bretagna, Paesi Bassi, Stati Uniti e comunità europea. E, nel caso degli Stati Uniti, abbiamo dimostrato che la prova della novità della mortalità legata ai nuovi vaccini anti-covid è fornita dal confronto temporale. Torneremo qui in dettaglio. Poi studieremo i dati svizzeri, che convergono anche sull'osservazione di una mortalità vaccinale senza precedenti legata a questi nuovi vaccini anti-covid.

Il confronto conferma che si tratta di un evento storico

Sia che si pensi che la contabilizzazione degli effetti negativi da parte della farmacovigilanza li esageri o, al contrario, li minimizzi (cosa comunemente accettata in farmacovigilanza), il problema difficilmente varia di anno in anno. E gli stessi problemi di interpretazione delle dichiarazioni sorgono per altri vaccini, quelli contro l'influenza stagionale ad esempio. Tuttavia, la mortalità associata in Occidente alla vaccinazione anti-covid dovuta ai 4 vaccini a DNA o RNA prodotti da aziende anglosassoni costituisce un fatto storico senza precedenti. Grafico, da qui gli anni americani di farmacovigilanza (VAERS) che elenca gli effetti avversi associati ai vaccini dal 1990, dà questo (Figura 1):

Figura 1: mortalità associata al vaccino negli Stati Uniti dal 1990 al 2021

Che ci piaccia o no, si tratta di un evento storico che dobbiamo cercare di capire e non nascondere sotto il tappeto. Va notato che non si tratta di vaghe imputazioni dichiarate settimane o addirittura mesi dopo la vaccinazione. Questi sono effetti che sono stati osservati principalmente nelle 48 ore immediatamente successive all'iniezione (Figura 2). Siamo quindi nella situazione concreta sopra sintetizzata.
Figura 2: Tempo alla morte
associato ai vaccini anti-covid negli Stati Uniti

Come abbiamo indicato nel nostro precedente articolo, il database americano elenca gli effetti avversi dei farmaci dal 1990. È quindi possibile confrontare questa mortalità dei nuovi vaccini anti-covid con quella di tutti gli altri vaccini somministrati per 31 anni. nazione. La prima analisi che ne abbiamo fatta conteneva un errore di calcolo che ci ha portato a stimare che la campagna di vaccinazione anti-covid fosse responsabile di circa il 36% dei decessi totali associati alla vaccinazione dal 1990. Non avevamo visto infatti ci fossero doppi conteggi nella risultati visualizzati. Abbiamo quindi rifatto il calcolo e il risultato è ancora più impressionante. Negli Stati Uniti, dopo l'aggiornamento del 30 luglio 2021, Dal 1990 sono stati segnalati 10.672 decessi in farmacovigilanza associati alla vaccinazione, su tutti i vaccini utilizzati. Di questi, 2.842 sono associati al vaccino anti-covid di Moderna, 2.768 a quello di Pfizer, 545 a quello di Janssen e 28 di cui non si conosce la marca del vaccino. Il totale dei quattro dà un totale di 6.183 morti, che equivale aquasi il 58% della mortalità totale associata a qualsiasi vaccino negli ultimi 31 anni . Questo è davvero un evento storico senza precedenti. L'interpretazione è aperta al dibattito. Ma il fatto non può essere evacuato.

Dettagli su decessi, ricoveri e disabilità permanenti negli Stati Uniti

I decessi legati alla nuova vaccinazione anti-covid sono ovviamente gli effetti collaterali più gravi. Ma, come sintetizzato nella tabella 1 che segue, i dati americani mostrano anche disabilità gravi (quasi 7.000 a fine luglio), morti fetali (quasi 300) e ricoveri (quasi 28.000).

Tabella 1: Gli effetti collaterali più gravi dei vaccini anti-covid negli USA


Morto

Ricoveri

disabilità permanenti

Nascita
difetti / morti fetali

Pfizer

2.768

13.790

3 453

140

Moderna

2.842

11,182

2.725

133

Janssen

545

2.639

632

16

Sconosciuto

28

112

23

1

Totale

6.183

27 723

6 833

290

Vaccini totali dal 1990

10 672

63.050

18.443

325

% vaccini contro il covid

57,9%

44%

37%

89,2%

Fonte: VAERS

È inoltre possibile osservare la distribuzione per classi di età di questi gravi effetti indesiderati associati alla vaccinazione anti-covid. La tabella 2 seguente fornisce la distribuzione per tutti i casi in cui l'età è nota. Non sorprende osservare che gli effetti più gravi (morte e invalidità permanente) si concentrano logicamente nelle età più avanzate, cioè nelle persone più fragili. Il 63% dei casi riguarda quindi persone di età superiore ai 60 anni. Tuttavia, notiamo che un quarto dei casi riguarda persone di età compresa tra 40 e 59 anni e che quasi il 12% dei casi riguarda anche giovani adulti (18-39 anni).

Tabella 2: Distribuzione per fascia di età degli effetti avversi più gravi dei vaccini anti-covid negli USA


morto (1)

Ricoveri

Invalidità
permanente
(2)

Totale in%
di 1 + 2

Sotto i 18

20

937

49

0.6

18-29 anni

76

1,894

405

3.9

30-39 anni

139

2 305

793

7.5

40-49 anni

228

2.746

1.074

10.4

50-59 anni

472

3.749

1,351

14.6

60-79 anni

2485

10.426

2.480

39,8

Oltre 80 anni

2 335

4 229

550

23.1

Totale

5 755

26.286

6.702

12.477 (100%)

Fonte: VAERS

Mortalità, letalità: il confronto dimostra la pericolosità senza precedenti di questi vaccini a RNA messaggero

Nel nostro precedente articolo, abbiamo indicato che i dati VAERS consentono il confronto della mortalità associata ai vaccini anti-covid con la mortalità complessiva dei vaccini negli Stati Uniti negli ultimi 30 anni. Abbiamo appena confermato e addirittura amplificato il dato: da sola e in soli 6 mesi, la vaccinazione anti-covid ha quindi rappresentato il 58% di tutta la mortalità vaccinale per 31 anni . Abbiamo anche confrontato i vaccini contro l' influenza stagionale ( influenza stagionale ) e abbiamo scoperto che, nello stesso periodo, questi vaccini erano associati a 1.106 decessi (o il 6,66% della mortalità totale del vaccino). Si deve quindi concludere che,negli Stati Uniti, in 6 mesi, la vaccinazione anti-covid ha aiutato a uccidere 9 volte più persone rispetto alla vaccinazione antinfluenzale in 31 anni .

Alcuni onesti commentatori ci hanno giustamente criticato per aver discusso di mortalità ma non di letalità, non riuscendo a fornire dati sull'entità delle vaccinazioni non covid negli ultimi anni. Abbiamo quindi cercato queste informazioni che sono pubblicate sul sito web del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie. Si vede (non a caso) che gli Stati Uniti sono un Paese che negli ultimi anni si vaccina molto contro l'influenza stagionale. Da 23,3 milioni di dosi iniettate nel 1990-1991, si è passati a 193,8 milioni nel 2020-2021. Negli ultimi 4 anni (2017-2020) sono stati effettuati quasi 650 milioni di vaccini antinfluenzali. E 194 dichiarazioni di morte sono state registrate nel database. Questo dà quindi una mortalità potenziale estremamente bassa di 1 morte per 3,3 milioni di iniezioni. La vaccinazione contro l'influenza stagionale non è quindi pericolosa per le popolazioni.

Ma ecco il confronto con i vaccini anti-covid: nel 2021, in sei mesi, negli Stati Uniti sono state vaccinate completamente circa 165 milioni di persone. E abbiamo visto che sono stati segnalati 6.183 decessi. Questo quindi dà una letalità potenziale estremamente elevata di 1 morte per 27.000 iniezioni. In altre parole, la potenziale letalità dei nuovi vaccini anti-covid è circa 120 volte quella dei vaccini contro l'influenza stagionale .

I dati della farmacovigilanza svizzera confermano l'allerta

Allertati da un articolo pubblicato dal pastore Martin Hoegger sul blog dell'economista Liliane Held-Khawam, abbiamo anche esplorato il sito dell'agenzia svizzera di farmacovigilanza ( Swissmedic ). I dati messi a disposizione ci permettono di fare calcoli equivalenti a quelli che abbiamo fatto per gli Stati Uniti. Ecco i principali risultati.

Dal 1 ° gennaio al 21 luglio 2021, più di 4,5 milioni di persone hanno ricevuto questi nuovi vaccini in Svizzera. E la farmacovigilanza porta a 2.782 effetti non gravi (cioè circa 1 su 1.600), 1.537 effetti gravi (cioè circa 1 su 3.000) e 128 decessi (cioè circa 1 su 35.000, in linea con quanto abbiamo osservato. per altri paesi europei ).  

Il signor Hoegger ha poi fatto lo stesso ragionamento e lo stesso tipo di calcolo con i dati svizzeri che abbiamo fatto noi. Ha confrontato questa mortalità associata ai nuovi vaccini anti-covid con quella dei precedenti vaccini contro l'influenza stagionale. Ha così rilevato che, in 9 anni (dal 2011 al 2019), sono stati dichiarati 99 eventi avversi gravi, oltre a 2 decessi. Basandosi sull'osservazione ufficiale che circa il 14% della popolazione svizzera è stata vaccinata contro l'influenza nel 2018-2019, e applicando questo tasso all'intero periodo, stima quindi che in Svizzera siano state effettuate circa 10,5 milioni di vaccinazioni antinfluenzali in 9 anni. Ciò darebbe quindi un piccolo tasso di morte di 1 per più di 5 milioni di vaccinazioni antinfluenzali.

In confronto, il 21 luglio la vaccinazione anti-covid ha colpito circa 4,5 milioni di persone in Svizzera, per 128 decessi associati, il che dà un tasso di 1 decesso per 35.000 vaccinazioni. Pertanto, la  potenziale letalità della vaccinazione anti-covid  è circa 140 volte quella dei vaccini contro l'influenza stagionale . Anche qui c'è un'osservazione, che deve essere interpretata e non nascosta.

Conclusioni

Come scritto proprio alla fine del nostro precedente articolo, la mortalità associata ai vaccini anti-covid è chiaramente senza precedenti nella storia della medicina moderna . E tutti i ragionamenti intorno alla questione dell'imputabilità o della mortalità attesa sono solo diversivi che servono a mascherare una realtà che turba l'ordine costituito. Questo ricorda la polemica sull'idrossiclorochina dove la discussione metodologica del doctus cum libro ( "Cosa, non hai randomizzato in doppio cieco? Ma non vale niente allora!" ) serviva per evitare di dover vedere sul campo (medico) se questo trattamento precoce ha permesso o meno di ridurre il numero e/o la gravità delle malattie.La realtà sul campo è che questi nuovi vaccini causano effetti incredibilmente più avversi di varia gravità rispetto ad altri vaccini destinati alla popolazione generale e che è necessaria una grande dose di cecità ideologica o ipocrisia per evitarlo . In Germania il dibattito ha almeno il merito di esistere tra medici e scienziati ( qui un esempio ). In Francia l'ideologia lo vieta e il potere esecutivo fa in modo che venga imposto senza condivisione. Come già diceva Roland Gori nel 2019, nell'ambito del movimento dei gilet gialli, il presidente della Repubblica non governa i francesi, li sottopone.

Vedere e sentire così tanti giornalisti ed "esperti" (o supposti tali) discutere della metodologia della farmacovigilanza è qualcosa che è difficile immaginare sopportabile per le persone che sperimentano questi effetti negativi. Questa popolazione che subisce il terribile ricatto che le viene fatto (vaccinati altrimenti non potrai più lavorare, non potrai più andare al ristorante, al cinema, al museo, al concerto o al luna park, non potrai viaggiare, eccetera), che importa? Chi la protegge? Nessuno .
Deve auto-organizzarsi. Così, accanto al Network of Vaccine Accident Victims formato nel 2018 dalle vittime del vaccino contro l'epatite B, un gruppo chiamato " Il censimento ufficiale degli effetti avversi del vaccino Covid  ” èstato creato su Facebook a metà luglio e ha raccolto 200.000 abbonati in sole tre settimane. Ma chissà se questa volta non sarà censurato da Facebook? Come le innumerevoli testimonianze che si stanno moltiplicando sui social. Ricordiamo inoltre a tutti che il portale ufficiale per la segnalazione degli“eventi avversi per la salute”,destinato sia ai caregiver che ai pazienti, lo trovate qui .
Concludiamo. L'esame dei dati disponibili suggerisce chiaramente che la mortalità da vaccino senza precedenti sta crescendo in tutto l'Occidente , in relazione all'utilizzo di nuovi vaccini anti-covid. Il dibattito sull'interpretazione è aperto, ma il fatto è lì, sotto i nostri occhi. E questa mortalità da vaccino è solo la punta dell'iceberg di gravi effetti avversi. Anche ridotto ai suoi più elementari principi etici ( primum non nocere ), l'approccio a questo tema in termini di sanità pubblica dovrebbe quindi portare ad un'urgente sospensione della campagna vaccinale, studiare i dati di questa farmacovigilanza in modo molto più dettagliato (in particolare in base alle fasce di età e in base ai vari fattori di rischio) e, dopo un'attenta analisi rischio/beneficio, determinare in quali specifiche categorie della popolazione è possibile offrire la vaccinazione senza il rischio che gli effetti collaterali gravi siano più numerosi delle forme gravi di Covid dalle quali dovrebbe proteggerli. Con questo articolo, come con il precedente, chiediamo quindi solennemente ai governi dei paesi occidentali di sospendere immediatamente questa campagna di vaccinazione. affinché, nell'ambito delle inchieste parlamentari, commissioni scientifiche e mediche indipendenti dal potere esecutivo possano analizzare i dati di farmacovigilanza a nostra disposizione su scala globale ed esporli a tutti i cittadini in piena trasparenza.

Nota:

(1) "Scarsità" è una nozione molto vaga. È 1 su 1.000? Uno per 10.000? Poiché si tratta della più grande operazione di vaccinazione della storia, la questione è importante sia scientificamente che in termini di salute pubblica (e della sua etica). Da quest'ultimo punto di vista, abbiamo visto (questo articolo e il precedente) che, nei paesi occidentali, la presunta mortalità vaccinale dei nuovi vaccini anti-covid è probabilmente dell'ordine di 1 decesso ogni 30.000 vaccinazioni complete. Per 30 milioni di vaccinazioni, ciò significa 1.000 morti. Per 300 milioni, 10.000 morti. E così via. È eticamente ipotizzabile? Inoltre, da un punto di vista scientifico, la questione è anche importante. Infatti, anche indipendentemente da ogni altra questione metodologica (trasparenza dei protocolli, rappresentatività del campione, sincerità delle analisi, ecc.), le sperimentazioni cliniche degli industriali hanno interessato popolazioni da 30.000 (Moderna) a 44.000 persone (Pfizer), che possono sembrare importanti, viste da lontano. In realtà, diviso in due gruppi (un gruppo vaccinato, un gruppo placebo), questo dà popolazioni vaccinate di circa 15.000-22.000 persone. Quindi effetti collaterali molto gravi (a fortiori fatale) che si verificano in 1 caso su 30.000 potrebbero non essere mai stati osservati.
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Questo testo segue “ La vaccinazione contro il Covid messa alla prova. Seconda parte: una mortalità senza precedenti
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Autore/i:

- Laurent MUCCHIELLI , sociologo, direttore di ricerca al CNRS, - Hélène BANOUN , biologa farmacista, PhD, ex ricercatrice all'INSERM - Emmanuelle DARLES , docente di informatica all'Università di Aix-Marseille - Éric MENAT , dottore in medicina, medico generico - Vincent PAVAN , docente di matematica all'Università di Aix-Marseille - Amine UMLIL , farmacista ospedaliero, medico ospedaliero, unità di farmacovigilanza del Centro ospedaliero Cholet 
 
 
 
 
 

Fonte

Annibale GENSERIC

https://numidia-liberum.blogspot.com/2021/08/la-dangerosite-des-nouveaux-vaccins.html

fonte: ALTRA INFORMAZIONE