24/04/17

il quadrumvirato che finanziò l'ascesa di Mussolini


Con grande piacere ed interesse ospito questo prezioso contributo dell’amico Ugo Poletti, manager e tanghèro milanese con la passione per la storia. Buona lettura!
Il quadrumvirato italiano che aveva in mano le chiavi della sublime porta e che finanziò l’ascesa di Mussolini.
Introduzione
Siamo all’inizio del ‘900, l’Italia è un Regno fresco di nascita con una nuova classe dirigente determinata ad essere protagonista nelle sfide economiche e geopolitiche della Belle Epoque. Anche a quel tempo esiste una dicotomia tra l’approccio affaristico-imprenditoriale del nord (Milano, Genova e Venezia) che vuole approfittare delle opportunità commerciali offerte dai mercati emergenti del Mediterraneo, soprattutto a Oriente e nei turbolenti Balcani, e quello di Roma neo-capitale, dove i vertici politici e militari sgomitano per affermare il ruolo geopolitico dell’Italia e non perdere la gara coloniale con le altre potenze europee.
In questo contesto, un gruppo di quattro uomini d’affari lombardo-veneti, tra loro legati da vincoli di amicizia e collaborazione professionale, arriva a detenere un potere economico e politico tale da influire negli avvenimenti che sconvolgeranno l’Impero Ottomano: il colpo di Stato dei “Giovani Turchi”, la guerra di Libia, le due guerre balcaniche (con Serbia, Montenegro, Bulgaria, Albania, Grecia, Romania, da una parte, e l’Impero turco dall’altra), la Prima Guerra Mondiale e la conferenza di Versailles.
Dalla fine dell’800 fino alla Marcia su Roma, i rapporti economici, finanziari e governativi con l’Impero Ottomano e i nuovi Stati nati nei Balcani saranno dominati da questo quadrumvirato di affaristi e banchieri, tutti giovani partiti in cerca di fortuna lontano dai loro luoghi di nascita, che nei momenti di crisi internazionale, si riveleranno un tassello indispensabile della diplomazia del Regno d’Italia. Lo stesso Giolitti, presidente del Consiglio, dovrà ricorrere a loro per trovare una soluzione alla guerra italo-turca.
I protagonisti
protagonistiGiuseppe Volpi, Conte di Misurata (Venezia 1877 – Roma 1947), imprenditore e avventuriero, appena ventenne andò a vivere nell’Impero ottomano in cerca di fortuna. Realizzò iniziative economiche di successo nei Balcani grazie anche all’appoggio dell’appena nata Banca commerciale Italiana. Rientrato ricco a Venezia, lanciò diverse imprese per realizzare grandi opere nei mercati a Oriente, dove aveva una fitta rete di relazioni. Con il fascismo ebbe alti incarichi politici. Creò la mostra del cinema di Venezia.
Giuseppe Toeplitz (Varsavia 1866 – S. Ambrogio Olona 1938), ebreo polacco, venne a Genova nel 1890 per lavorare in banca, sotto il direttore Otto Joel, suo lontano cugino tedesco, che nel 1984 fondò a Milano la Banca Commerciale Italiana. Nel 1895 Toeplitz si traferì a Milano per fare una folgorante carriera nella nuova Banca, di cui divenne il capo nel 1915 fino al 1933. Strategica la sua direzione della filiale di Venezia, da cui dipendevano le operazioni di espansione verso Balcani e Medio Oriente.
Piero Foscari (Venezia 1865 – Venezia 1923), politico irredentista e dannunziano, membro di una blasonata famiglia di Dogi di Venezia, capofila degli ingenti patrimoni di alcune delle più antiche famiglie veneziane. Dopo 12 anni nella Regia Marina lasciò la carriera militare per amministrare il suo patrimonio e quello della ricca moglie sposata nel 1897. Nel 1899 iniziò la sua ascesa politica nel Comune di Venezia, dove si batté per il progetto del nuovo porto industriale di Marghera. Sostenne e finanziò l’impresa di Fiume.
Bernardino Nogara (Bellano 1870 – Milano 1958), dopo la laurea in Ingegneria industriale al Politecnico di Milano intraprese la carriera di ingegnere minerario in Italia, Inghilterra, Bulgaria e nell’Impero ottomano. L’incontro con Giuseppe Volpi, che lo mise a dirigere i suoi investimenti minerari in Oriente, fece svoltare la sua carriera. Fu il delegato del Governo italiano alla gestione del Debito Pubblico Ottomano e divenne il potentissimo amministratore unico dei fondi ricevuti dal Vaticano per i Patti Lateranensi.
L’Europa delle Belle Epoque
Dopo la guerra franco-prussiana del 1870, l’Europa conosce un insolitamente lungo periodo di pace fino al 1914, che sarà conosciuto come Belle Epoque. Questa epoca è caratterizzata da una tumultuosa espansione economica e tecnologica, accompagnata da una notevole aggressività commerciale, coloniale e bellica da parte di tutti gli Stati europei, a fronte di una grande instabilità politica nei Balcani.
Siamo al tempo dei grandi imperi plurinazionali (russo, austro-ungarico, tedesco, ottomano), che accolgono diverse etnie e religioni all’interno dei loro confini. Esistono in questa epoca vaste reti commerciali finanziarie sovranazionali, come quelle di ebrei e veneziani, che saranno poi sconvolte nel corso del 900.
In questo periodo a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo alcuni dei settori di sviluppo più promettenti sono le miniere (carbone, acciaio, zinco, zolfo,..), le infrastrutture (porti e ferrovie) e la produzione e distribuzione dell’energia elettrica. Siamo in un epoca in cui il carbone è più importante del petrolio, industria ancora agli albori. Le cannoniere delle grandi flotte hanno bisogno di acciaio e i loro motori vanno a carbone. All’epoca, interessarsi di miniere significava entrare nel mondo della finanza internazionale. Si trattava, non solo di ricoprire ruoli manageriali, ma anche di gestire partecipazioni azionarie e proprietà terriere. Un’attività che permetteva di acquisire una fitta rete di conoscenze finanziarie e professionali in diversi Paesi.
Infine, non si può trascurare il contesto culturale. Lo spirito dei tempi era quello del positivismo, delle scoperte scientifiche e tecnologiche e della rivoluzione dei traffici commerciali (treni e navi a vapore), che, unito alla possibilità di lauti guadagni, spingeva gli uomini più ardimentosi a conquistare nuovi mercati con uno spirito di avventura sorprendente, rispetto alle poche garanzie di sicurezza personale dell’epoca.
Quattro avventurieri lombardo-veneti alla conquista dei mercati orientali
Qui inizia la nostra storia. Negli anni tra il 1890 e il 1900 i giovani protagonisti della nostra storia affrontano la loro vita professionale con una notevole dose di spirito di avventura. Giuseppe Toeplitz viene da una ricca famiglia ebrea di Varsavia (allora sotto l’Impero Russo) e abbandona gli studi di ingegneria a Gand (Belgio) per sposarsi una contessa olandese. Per lei si converte al cattolicesimo e si trasferisce a Genova per iniziare una carriera di banchiere internazionale, accettando l’invito di un cugino banchiere: Otto Joel. Negli stessi anni Giuseppe Volpi abbandona gli studi di legge all’Università di Padova, per l’improvvisa morte del padre e parte per l’Impero Ottomano in cerca di fortuna. Piero Foscari, patrizio veneziano, sceglie la carriera di ufficiale nella Regia Marina, si diploma all’Accademia di Livorno e si imbarca per 12 anni, partecipando a imprese coloniali italiane nel Mar Rosso. Infine, Bernardino Nogara, laureato con pieni voti al Politecnico di Milano, inizia una carriera internazionale di ingegnere minerario, che lo porterà in Inghilterra, Bulgaria, Grecia e nell’Impero ottomano.
Gli anni di svolta sono tra il 1900 e il 1903. I quattro personaggi si incontrano. Toeplitz è ormai un importante direttore della Banca Commerciale Italiana, fondata a Milano da Otto Joel con capitali tedeschi, austriaci, svizzeri e francesi. Si tratta di una banca mista “alla tedesca”, cioè il suo business non è solo l’erogazione di prestiti bancari e la raccolta di depositi, ma soprattutto investimenti, gestione delle partecipazioni e speculazione in Borsa. In poche parole: sia banca commerciale che banca d’affari.
Con questo approccio manageriale, nel 1900 va a Venezia a dirigere la filiale locale, che per il Gruppo era la porta degli investimenti in Oriente. Qui conosce il nobile Foscari, figura politica e sociale di spicco, nonchè grande investitore, e Giuseppe Volpi, che ha fatto fortuna in Oriente ed è rientrato per lanciare da Venezia una sfilza di nuove avventure imprenditoriali rivolte a Est. Nogara non è con loro a Venezia, ma nel 1901 viene incaricato da Volpi di dirigere gli interessi minerari propri e dei suoi investitori veneziani a Salonicco.
Diviene membro ufficiale del gruppo quando nel 1903 sarà nominato Amministratore Delegato della Società Commerciale d’Oriente (Comor) a Istanbul, costituita da Volpi, ma con i fondi erogati da Toeplitz. Praticamente è la prima filiale estera della Banca Commerciale.
A questo punto la squadra è completa. Abbiamo una grande finanziatore con ampia delega della banca italiana costituita con fondi mitteleuropei, un grande investitore che indirizza gli impieghi di patrimoni dell’aristocrazia veneziana, uno stratega di grandi investimenti e progetti industriali, e un manager di fiducia che segue le imprese sul territorio.
Tra il 1901 e il 1907 la squadra mette a segno diverse operazioni:
-Costituzione della società per l’importazione in Italia di prodotti agricoli dall’Ungheria.
-Fondazione della casa d’importazione ed esportazione Giuseppe Volpi e C.
-Accordo con il Governo serbo per l’istituzione di una Agenzia commerciale serba in Italia.
-Costituzione a Salonicco della Società italiana per le miniere d’Oriente.
-Costituzione della “Regia cointeressata dei tabacchi del Montenegro”, che assicura al gruppo di investitori guidato da Volpi il monopolio dei tabacchi nel Regno del Montenegro.
-Costituzione della Società Commerciale d’Oriente (Comor) a Istanbul, prima filiale estera della BCI, di cui Nogara viene nominato Amministratore Delegato.
-Fondazione della SADE (Società Adriatica di Elettricità), per la produzione di energia elettrica.
-Fondazione della Compagnia di Antivari, che ottiene dal Governo montenegrino l’appalto per la costruzione di un porto franco nella città omonima e la costruzione della ferrovia Antivari-Vir Pazar.
-Fondazione a Salonicco della Società in accomandita G. Volpi, A. Corinaldi & C.
-Fondazione della Società commerciale d’Oriente (Comor) di Ginevra, per riorganizzare sotto una holding le filiali estere, tra cui la già esistente filiale di Istanbul che è quella più importante.
-Costituzione della Società commerciale, industriale e finanziaria (Comifin), totalmente controllata dalla Comor, finalizzata allo sviluppo della zona di Adalia in Anatolia.
-Lancio del progetto del nuovo porto industriale di Marghera a firma di Foscari e Volpi.
Ma dal 1908 l’attività del gruppo si complica, o si arricchisce, a causa di nuove turbolenze politiche nello scenario in cui opera. Prima, però, occorre parlare di un attore politico molto singolare: la massoneria.
I “Giovani Turchi” e la massoneria internazionale
La massoneria è una associazione segreta con finalità filosofiche e di divulgazione dei principi del progresso. Ha una ramificata rete di filiali internazionali, che hanno contribuito a collegare e a sostenere molti leader di rivoluzioni e cospirazioni europee. Dalla seconda metà dell’ottocento è riuscita a mettere a segno alcuni grandi successi nella lotta contro l’assolutismo monarchico e l’oscurantismo papale, considerati nemici del progresso. La spedizione di Garibaldi in Sicilia è stata supportata dalla massoneria inglese (non a caso la flotta inglese ha impedito che quella borbonica affondasse i due mercantili con a bordo i Mille). La caduta dei Borboni di Napoli ha tolto di mezzo un fastidioso rivale dell’Inghilterra dal Mediterraneo. Inoltre, l’unità d’Italia ha cancellato dalla mappa lo Stato Pontificio e tolto al Papa il suo potere temporale.
Adesso è l’ora dei Giovani Turchi, un gruppo di giovani ufficiali dell’esercito ottomano, riuniti in logge massoniche, che si sono dati un nome che riecheggia la “Giovine Italia” di Giuseppe Mazzini. Il movimento, inizialmente noto come Comitato dell’Unione e Progresso, sorge a Salonicco, la città intellettualmente più dinamica dell’impero Ottomano, e comprende prevalentemente giovani universitari e ufficiali dell’esercito, con lo scopo di modernizzare e occidentalizzare l’intera società ottomana, liberandola dai “Vecchi Turchi”. Dal 1905, su esempio dei moti rivoluzionari in Russia, il movimento decide di passare all’azione. Nell’estate del 1908, l’ala militare del gruppo, marcia con alcuni reparti militari su Istanbul, costringendo il sultano a concedere il ritorno alla Costituzione del 1876 e a cedere il governo del paese.
Salonicco ha in quegli anni una popolazione di circa 65mila ebrei, di cui la maggior parte di origine italiana. Proprio lì viene fondata da Emmanuel Carasso, avvocato ebreo sefardita di origine veneziana, la loggia massonica italiana “Macedonia Resurrecta”, il fulcro del movimento dei Giovani Turchi. Carasso sarà uno dei maggiori finanziatori della cospirazione e grande committente per l’esercito turco durante le successive guerre.
Anche Volpi è massone, e a Salonicco hanno sede alcune sue società minerarie e commerciali. I due stringono una forte relazione e durante il colpo di Stato del 1908 si trovano entrambi a Istanbul.
La guerra di Libia (29 settembre 1911)
Gli affari per il gruppo dei quattro non possono che andare a gonfie vele, date le buone entrature massoniche con la nuova dirigenza turca. Purtroppo, il Regno d’Italia vuole un “posto al sole” e finora ha collezionato  brutte figure come la bruciante sconfitta di Adua (Abissinia, 1896). Dopo lo schiaffo di Tunisi (città con 200.000 Italiani, scippata dalla Francia, che ha istituito un protettorato sulla Tunisia) decide di sbarcare a “Tripoli bel suol d’amore”. Scoppia la guerra italo-turca e Volpi non è certamente contento. Questo conflitto mette a rischio tutti gli investimenti del suo gruppo d’affari nell’Impero ottomano.
Dopo un anno di combattimenti l’impresa coloniale italiana in Libia è esposta al ridicolo. I bersaglieri sono abbarbicati sulle coste della Tripolitania e delle Cirenaica, ma non sono riusciti ad entrare in profondità. La colonia, favoleggiata come sbocco per il proletariato e i capitali italiani si sta rivelando uno scatolone di sabbia costoso dove il moderno Regio esercito non riesce a domare i ribelli. E l’Impero turco non accenna a voler negoziare alcuna pace, nonostante la flotta italiana abbia condotto uno sbarco a Rodi e nelle isole circostanti (il Dodecaneso) e abbia bombardato un quartiere di Beirut (una settantina di vittime civili).
Volpi, che può viaggiare liberamente a Istanbul, perché è console onorario della Serbia a Venezia e gode dell’immunità diplomatica, si propone al Presidente Giolitti come intermediario con i Turchi, per una pace che salvi la faccia a questi ultimi, e all’Italia impegnata nell’ennesima impresa coloniale fallimentare.
Il Trattato di Ouchy (18 ottobre 1912)
Nell’autunno del 1912 si apre la conferenza di Ouchy (quartiere di Losanna), a cui parteciperanno quattro plenipotenziari italiani: un politico e un ministro del governo Giolitti, Volpi e Nogara. Nessuno di questi ultimi due ha mai avuto fino a quel momento incarichi governativi o rapporti d’affari con Roma. Il loro ruolo cruciale svolto nei negoziati è la consacrazione dell’importanza che hanno assunto per l’Italia.
Nella delegazione turca è presente una vecchia conoscenza di Volpi: Emmanuel Carasso. Il Trattato di Ouchy è un successo diplomatico. I Turchi, che temono una imminente guerra nei Balcani rinunciano al sostegno militare e politico alle tribù libiche e alla sovranità su Cirenaica e Tripolitania, ricevendo in cambio dall’Italia un indennizzo pari alle entrate fiscali che ricevevano dalle ex-provincie per due anni.
Da quel momento Nogara diviene un consulente speciale del Governo Italiano per gli affari orientali. Per questo suo prezioso ruolo il Governo Italiano (formalmente la Camera di Commercio di Roma) lo nomina al Consiglio d’Amministrazione del Debito Pubblico Ottomano, un consorzio di creditori internazionali nei confronti dell’Impero Ottomano, che dopo la guerra russo-turca del 1877-78 si trova troppo indebitata e ha perso il controllo delle proprie finanze. Fondata nel 1881, l’amministrazione del Debito Pubblico Ottomano (DPO) ha il potere di riscuotere pagamenti dovuti dall’Impero Ottomano a società di Stati europei. Il DPO ha una sua burocrazia indipendente dall’amministrazione ottomana, gestita da un Consiglio d’Amministrazione formato da 7 membri in rappresentanza dei detentori internazionali di titoli di Stato ottomani: 2 francesi, 1 tedesco, 1 austro-ungarico, 1 italiano, 1 ottomano e 1 per l’Inghilterra e l’Olanda.
Il DPO ha un esercito di 5.000 funzionari (saliranno fino a 9.000; più dell’intera amministrazione delle finanze ottomane) che riscuotono le tasse, e poi le girano ai creditori europei,  svolgendo un ruolo cruciale negli affari finanziari ottomani. E’ un intermediario indispensabile per tutte le società che vogliono investire nell’Impero Ottomano. Dal 1900 finanzia nuove ferrovie e altre infrastrutture. Tutti gli interessi finanziari e commerciali di stranieri non mussulmani sono garantiti dagli accordi del DPO. Con il collasso dell’impero dopo la prima guerra mondiale l’amministrazione del DPO viene smobilitata e la nuova Repubblica Turca accetta di rilevare il 65% del totale (dopo lunghissime trattative conclusesi solo nel 1958).
In questa posizione di forza Nogara, su richiesta del governo italiano, ottiene nel 1914 l’accordo delle autorità ottomane per concedere all’Italia lo sfruttamento del porto di Adalia e dell’area circostante. Ma scoppia la Prima Guerra Mondiale, che porta nell’agosto del 1915 alla reciproca dichiarazione di guerra.
La Prima Guerra Mondiale e la spedizione di Adalia
La frustrazione italiana per le promesse non mantenute delle Conferenza di Versailles, che nega all’Italia il possesso della Dalmazia, della città di Fiume e di una colonia in Africa, come previsto dal Trattato di Londra, spinge il governo a sbarcare in Adalia (Antalya) un porto dell’Anatolia, per consolidare una zona d’influenza che era stata negoziata con gli Ottomani prima dello scoppio della guerra. Sarà una scelta infelice.
Infatti, questo sbarco compromette i rapporti con la nuova dirigenza militare turca di Mustafa Kemal Pasha, che con una guerra lampo sconfigge e ricaccia i Greci sbarcati a Smirne, perché mette il Regno d’Italia nel novero delle potenze straniera ostile che hanno invaso i sacro suolo turco. Il noto Emmanuel Carasso, ultimo legame tra Volpi e la Turchia, viene esiliato da Kemal Pasha “Ataturk” nel 1923 e i suoi beni, accumulati grazie alle commesse gestite durante la guerra, confiscati.
Epilogo del quadrumvirato. Avvento del fascismo
La porta dell’Oriente si è chiusa. Il Medio Oriente è divenuto un mosaico di protettorati britannici (Palestina, Giordania, Iraq, Persia) e francesi (Siria, Libano). La Turchia di Kemal Pasha “Ataturk” si nazionalizza e chiude le porte ai Paesi occidentali, che hanno cercato di lottizzarla a fine guerra.
Ma nel 1922 accade qualcosa di molto importante in Italia: la Marcia su Roma e l’avvento del Fascismo. Il massone Volpi finanzia l’ascesa di Benito Mussolini (con la partecipazione dei soliti investitori veneziani). Non dimentichiamo che tutti e quattro i quadrumviri fascisti (Balbo, De Bono, Bianchi e De Vecchi) sono massoni e Italo Balbo è stato un giovane frequentatore degli ambienti irredentisti, fino a divenire una guardia del corpo di Cesare Battisti (di cui Mussolini era un redattore del suo giornale). Contemporaneamente, Toeplitz, su intercessione dell’amica Margherita Sarfatti, aiuta Mussolini con inserzioni pubblicitarie della Banca sul suo giornale “Il Popolo d’Italia” e qualche sovvenzione nascosta.
Volpi guadagnerà dal fascismo importanti incarichi istituzionali. Governatore della Libia, presidente di Confindustria, membro del Gran Consiglio del Fascismo (ma non sarà presente nella famigerata seduta dell’ordine Grandi). Nel 1938 diviene presidente delle Assicurazioni Generali al posto del dimissionario Edgardo Morpurgo, il quale, poiché ebreo, dovette cedere la guida dell’istituto assicurativo a causa delle leggi razziali. Padre fondatore della Mostra cinematografica di Venezia (per questo i premi al miglior attore/attrice si chiamano Coppe Volpi). Il Re gli conferirà il titolo di Conte di Misurata.
Nel 1929, il capolavoro diplomatico di Mussolini dei Patti Lateranensi rimette in gioco Nogara. Non è massone e viene da una famiglia così cattolica che ha pianto alla presa di Porta Pia. Con due fratelli Arcivescovi, i buoni uffici di Volpi e l’autorevolezza acquisita nell’esperienza del Debito Pubblico Ottomano, diviene l’amministratore unico dell’ingente fondo del Vaticano, costituito dal risarcimento fissato nei Patti dello Stato italiano al Vaticano. E nello stile degli anni passati, Nogara amministrerà per diversi anni questi fondi utilizzando come strumento tecnico e partner finanziario la Banca Commerciale Italiana dell’amico Giuseppe Toepliz, che lo ha nominato consigliere d’amministrazione nel 1925.
Solo Nogara e Volpi sopravvivranno alla Seconda Guerra Mondiale. Nel 1923 muore Foscari e nel 1938 Toeplitz. Nel 1933 ha dovuto cedere la guida della Banca Commerciale Italiana a Raffaele Mattioli, con il quale la banca viene nazionalizzata e diventa di proprietà dell’IRI.
Ugo Poletti
Cronologia
1890 Toeplitz si trasferisce a Genova, su invito del cugino tedesco Otto Joel per intraprendere la carriera bancaria; prima alla Banca Generale, e poi come direttore della filiale genovese della Banca Russa per il Commercio Estero.
1894 Nogara, appena laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria industriale, intraprende la carriera di ingegnere minerario alle Cave del Predil a Brescia. Si reca poi nel Galles del Sud alle miniere di Aberystwyth.
1895 Toeplitz si trasferisce a Milano per essere assunto dalla Banca Commerciale Italiana (BCI) e nominato il mese successivo, procuratore della sede centrale di Milano.
1897 Volpi abbandona gli studi all’Università di Padova, a seguito dell’improvvisa morte del padre e viaggia per l’Impero Ottomano in cerca di successo economico. Foscari si sposa con Elisabetta Widmann Rezzonico, unica erede di una ricca famiglia e diviene procuratore delle sue proprietà in Carinzia. Lascia la Regia Marina e si dedica alla politica e alla gestione del proprio patrimonio e di quello di altre famiglie patrizie veneziane.
1899 Volpi costituisce una società per l’importazione in Italia di prodotti agricoli dall’Ungheria, mentre l’anno successivo fonda la casa d’importazione ed esportazione Giuseppe Volpi e C. e prende contatto con il Governo serbo per l’istituzione di una Agenzia commerciale serba in Italia.
1900 Toeplitz si reca in ottobre a Venezia per curare la sede della BCI proiettata verso i Balcani e il Medio Oriente. Qui conosce Volpi e Foscari.
1901 Volpi costituisce a Salonicco insieme ad alcuni soci veneziani (tra cui Piero Foscari e Amedeo Corinaldi) la Società italiana per le miniere d’Oriente per sfruttare le concessioni minerarie nell’Impero ottomano.
Nogara rientra in Italia a seguito del suo insuccesso in Galles. Nello stesso anno, grazie al sostegno dei cognati, gli sono affidate da Corinaldi e Volpi consulenze tecniche, in Sardegna e in Macedonia.
1902 Volpi e Corinaldi affidano a Nogara un incarico quinquennale per svolgere ricerche minerarie in Bulgaria e in Asia minore. Successivamente lo nominano direttore generale della società nata per lo sfruttamento dei bacini carboniferi di Eraclea in Anatolia e delle miniere di zinco a Mossul in Bulgaria.
1903 Foscari fonda il Sindacato italo-montenegrino per sostenere il progetto del porto di Antivari, per lo sfruttamento di alcuni giacimenti minerari e aree forestali in Montenegro.
Volpi costituisce la Regia cointeressata dei tabacchi del Montenegro, grazie all’appoggio finanziario della Banca commerciale, assicurandogli il monopolio dei tabacchi nel Montenegro. Nogara viene nominato Amministratore Delegato della Società Commerciale d’Oriente (Comor) a Costantinopoli, la prima filiale estera della BCI. Toeplitz, grazie ai successi ottenuti, viene richiamato a Milano alla fine dell’anno con il grado di Condirettore della BCI.
1904 Foscari lancia il progetto (scritto dal capitano Luciano Petit) per la fondazione del nuovo porto industriale di Marghera durante una conferenza all’Ateneo Veneto.
1905 Volpi fonda la SADE (Società Adriatica di Elettricità), acquisendo in tal modo una posizione di rilievo nel settore della produzione e della fornitura di energia elettrica.
Volpi fonda la Compagnia di Antivari, che ottiene dal Governo montenegrino l’appalto per la costruzione di un porto franco nella città omonima e la costruzione della ferrovia Antivari-Vir Pazar.
1907 Volpi fonda a Salonicco la Società in accomandita G. Volpi, A. Corinaldi & C., e a Ginevra la Società commerciale d’Oriente (Comor), di cui la già esistente filiale di Costantinopoli è la parte operativa. Toeplitz deve affrontare la riorganizzazione della BCI, indebolita da una crisi finanziaria internazionale che ha messo in difficoltà il modello di banca mista.
1908 Volpi si trova a Costantinopoli durante il colpo di Stato dei Giovani Turchi. Ha già buoni rapporti con il fratello massone Emmanuel Carasso, avvocato ebreo sefardita, un loro grande finanziatore e fondatore della loggia massonica italiana di Salonicco, che è il fulcro del movimento.
1911 (Guerra italo-turca). Le truppe italiane sbarcano a Tripoli e dopo un anno di combattimenti non riescono ad avanzare nell’interno delle provincie turche di Tripolitania e Cirenaica.
Volpi è console onorario della Serbia a Venezia e gode dell’immunità diplomatica. Quindi viaggia per Istanbul anche durante la guerra con l’Italia e offre a Giolitti di mediare la pace con i Turchi.
1912 Toeplitz diviene cittadino italiano. Volpi e Nogara sono membri della delegazione italiana a Ouchy su designazione del Presidente Giolitti per stipulare il trattato di pace (detto anche Trattato di Losanna) con l’Impero turco per finire la guerra in Libia. Della delegazione turca fa parte Emmanuel Carasso, amico di Volpi.
1913 Nogara entra, in qualità di delegato italiano, nel Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico Ottomano su indicazione di Giolitti.
1914 Nogara negozia con l’impero Ottomano e la Gran Bretagna la concessione di una zona d’influenza italiana localizzata nella regione di Adalia (Antalya) per realizzare un porto ed una ferrovia. Nogara costituisce la Società commerciale, industriale e finanziaria (Comifin), totalmente controllata dalla Comor, finalizzata allo sviluppo della zona di Adalia, grazie ad un accordo della Comor con la compagnia ferroviaria inglese The Ottoman railway company.
1915 L’Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria il 24 maggio
1915 e all’Impero Ottomano il 21 agosto. Otto Joel viene obbligato a lasciare il vertice della banca per le sue origini tedesche, incompatibili con la partecipazione italiana alla Prima Guerra Mondiale (Joel morirà nell’anno seguente). Viene  sostituito da Toeplitz e Pietro Fenoglio, che nel 1917 sono entrambi eletti amministratori delegati.
1917 Foscari, nominato sottosegretario alle Colonie, controfirma per il Governo la convenzione per la costruzione del nuovo porto di Venezia in regione di Marghera, insieme al Comune di Venezia e la Società Porto industriale di Venezia, presieduta da Volpi.
1919 Volpi e Nogara partecipano alla conferenza di Versailles come esperti turchi. Quest’ultimo è membro delle commissioni economiche e finanziarie create per redigere i testi dei trattati di pace con Austria, Ungheria, Bulgaria e, naturalmente, Turchia. D’Annunzio occupa Fiume con la collaborazione e la raccolta di fondi organizzata da Foscari. Il governo italiano sbarca con le sue truppe ad Adalia per far rispettare gli accordi del Patto di Londra per una zona di influenza italiana in Anatolia. Le truppe vengono poi evacuate nel 1922.
1922 Marcia su Roma. Mussolini ha tra i suoi grandi finanziatori Volpi e Toeplitz. Foscari delibera la fusione dell’Associazione nazionalista italiana con il Partito nazionale fascista.
Volpi diviene Governatore della Libia e aiuta Graziani a completare la conquista della colonia.
1923 Kemal Pasha “Ataturk” confisca i beni di Emmanuel Carasso e lo manda in esilio a Trieste.
1925 Nogara è a Berlino dove amministra il settore delle industrie nella Commissione interalleata per l’applicazione del piano Dawes sulle riparazioni tedesche di guerra. Nogara diviene consigliere della Banca Commerciale Italiana.
1929 Nogara viene delegato da Pio XI a dirigere l’Amministrazione Speciale della Santa Sede, per la gestione fondi versati dal Governo Italiano alla Santa Sede per i Patti Lateranensi.
1933 Toeplitz deve lasciare il comando della Banca Commerciale Italiana a Raffaele Mattioli, perché contrario alla sua nazionalizzazione attraverso l’IRI. Gli viene concessa la vicepresidenza.


fonte: http://www.aldogiannuli.it/


21/04/17

arsenico presente, mercurio presente, Stato assente


 © foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

Bentornati al porto alti fondali di Manfredonia in Puglia, dove l'elenco documentato dei veleni sedimentati da anni o sbarcatiquando capita, a scapito della vita è infinito. Entro, mi trattengo a lungo, però nessuno mi ferma, ma soprattutto non vedo controlli sulla mercanzia in fase di scarico da una nave straniera. E' tutto a posto? Chi controlla i controllori? Potrei essere un terrorista e far saltare tutto per aria, invece mi limito ad esercitare il sacrosanto diritto di cronaca, come attestano le inequivocabili fotografie che ho scattato in sequenza, mentre il vento fa volare innumerevoli chicchi di grano fra i bilici, le gru e i camion. Ma i porti non sono aree sensibili?


In loco alle ore 00:30 UTC del 26 febbraio 2017 è approdato il general cargo Salvinia che ha cambiato tre volte nome in 6 anni (ex  Laneya fino all’aprile 2007, poi St. Zoya fino a maggio dell’anno 2013) battente la bandiera ombra (ossia fuorilegge, inserita in un’apposita black list internazionale) della Liberia (uno Stato fantoccio, di proprietà di una famigerata multinazionale con sede a New York. Il gigantesco porto viene per così “presidiato” in determinate ore e non per tutta la giornata, da uno, un solo finanziere in divisa all’ingresso, e poi ad un secondo varco da una guardia giurata, ma soltanto dalle ore 7 del mattino. La nave era partita il 20 febbraio 2017 (20:03 UTC) dal famigerato porto di Burgas in Bulgaria (snodo del traffico di armi, rifiuti e terroristi), con un carico di grano che sta ancora scaricando alla banchina 4, dove numerosi camion privati fanno la spola ai depositi nella provincia di Foggia. 



Per caso, l’Agenzia delle Dogane ha controllato la merce prima dello scarico? L’Istituto Superiore di Sanità ha analizzato questo frumento che proviene da aree contaminate dalla radioattività - come attesta l’IAEA - e poi diventa come per magia, pasta italiana? Chi ha noleggiato la nave. Chi ha acquistato questa partita di grano? Che tipi di esami sono stati eventualmente effettuati? Gli acquirenti più gettonati sono Tamma, De Cecco, a volte Casillo da Corato ed alcuni imprenditori privati. Ecco cosa hanno accertato le recenti analisi dell'associazione Granosalus:




Che fare? E' opportuno un riflettore della Direzione investigativa antimafia. D'altro canto il Corpo Forestale dello Stato potrebbe controllare a fondo i silos a Foggia, Cerignola e Biccari. Il commissario dell'autorità portuale locale, l'avvocato Gaetano Falcone cosa fa in concreto per garantire la legalità? In punta di diritto un territorio da bonificare viene interdetto a qualsiasi attività, in prima battuta per una messa in sicurezza e poi per l'effettivo risanamento ambientale.


 
 © foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Per la cronaca documentata: tale porto industriale  è stato inserito dal ministero dell’Ambiente con apposito decreto datato 10 gennaio 2000 (Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2000) nell’area SIN di ben 8,5 chilometri quadrati, prospiciente l’ex petrolchimico Enichem, fortemente inquinata, ma ancora adesso non bonificata nonostante gli ingenti fondi elargiti alla Syndial, ovvero all’Eni. Qui l’Ispra nei sedimenti marini ha rilevato anche il pericoloso mercurio (un metro e mezzo di stratificazione nella sabbia ormasi melmosa. In questa area demaniale, vale a dire di proprietà dello Stato, il privato Cariglia da anni, non solo gestisce per scopi commerciali l’intera struttura portuale, ma sfrutta anche un impianto di maricoltura, in barba al codice della navigazione, e per giunta in una zona gravemente inquinata.

  © foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
  
 
  © foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 
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riferimenti:

https://www.parismou.org/sites/default/files/2015%20White%2C%20Grey%20and%20Black%20Flags%20List.PDF

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:yh7o41VBOYsJ:www.arpa.puglia.it/c/document_library/get_file%3Fuuid%3D469093f3-ce15-4052- bb90-35dca980d90f%26groupId%3D13879+&cd=5&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-b


https://www.greenme.it/consumare/sai-cosa-compri/23121-grano-salus-pasta-italiana-micotossine

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/litalia-importa-grano-radioattivo.html 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/02/dalla-bulgaria-manfredonia.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/12/eni-e-stato-italiano-finte-bonifiche.html 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/02/l-italia-condannata-per-i-rifiuti.html 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/02/dalla-bulgaria-manfredonia.html 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/02/2017-la-battaglia-del-grano.html 

Post scriptum




LA CRESCITA ESPONENZIALE DEI TRAFFICI MARITTIMI NEGLI ULTIMI ANNI, HA POSTO IL DELICATO PROBLEMA SULLA QUALITA’ DELLE NAVI, IN PARTICOLARE SULLA LORO IDONEITA’ ALLA NAVIGAZIONE E SULLA TUTELA DELL’AMBIENTE MARINO. IL CONTROLLO DELLO STATO D’APPRODO (PORT STATE CONTROL) E’ IL POTERE DI UNO STATO DI SOTTOPORRE A VERIFICA LE NAVI STRANIERE CHE SCALANO I PROPRI PORTI PER ACCERTARNE LA CONFORMITA’ ALLE NORME INTERNAZIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE, ANTINQUINAMENTO E CONDIZIONI DI VITA A BORDO. L’ORGANIZZAZIONE NAZIONALE PSC IN ITALIA E’ AFFIDATA AL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO: LA GUARDIA COSTIERA, E' L'AUTORITA’ COMPETENTE AD ATTUARE LE PROCEDURE E LE MISURE PREVISTE DAI PIU’ IMPORTANTI ACCORDI INTERNAZIONALI. CON IL TERMINE BANDIERA OMBRA SI INDICA L'INSEGNA DI UNA NAZIONE CHE VIENE ISSATA DA UNA NAVE DI PROPRIETÀ DI CITTADINI O SOCIETÀ DI UN'ALTRA NAZIONE. IN QUESTO MODO, IL PROPRIETARIO DELLA NAVE PUÒ SPESSO EVITARE IL PAGAMENTO DI TASSE E OTTENERE UNA REGISTRAZIONE PIÙ FACILE; LA NAZIONE CHE FORNISCE LA BANDIERA RICEVE SOLDI IN CAMBIO DI QUESTO SERVIZIO. LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI DEL TRASPORTO (ITF) MANTIENE UNA LISTA DI NAZIONI CHE USANO LE PROPRIE BANDIERE A QUESTO SCOPO.

mente locale

Italia: febbraio 2017 - foto Fabrax


di Fabrax

Se la fine ha un inizio e l'inizio ha una fine,
ecco alcune equazioni che sostituirebbero le tabelline:
gel di silicio = sacrificio
manganese = ogni giorno e mese
litio e alluminio = sterminio
bario = calvario
cielo gelatinoso e biancastro = disastro
come da rituale, quando il sole è alto tra la ricreazione e il pranzo,
vedo sorvolare più di un caccia militare a bassa quota,
a tal punto, che ho l'impressione di scorgere il pilota,
successivamente altri aerei funerei, non rilasciano comete desuete,
bensì marci scarti, magari con tanto di selfie.
 
 Italia: febbraio 2017 - foto Fabrax


 Il puzzo fa spavento, aria irrespirabile in aumento,
mi tappo la bocca con un panno per non rigurgitare la torta del compleanno.
Sarò ingenua ma ogni tipo di saccheggio ha un linguaggio.
La scia, condensa chimica o qualunque cosa sia,
effettua una linea apparentemente innocua,
assidua, s'insinua, l'organismo si abitua
per quanto è possibile la tregua,
tappa alla mutua e arrivo alla tomba con statua.

 Italia: febbraio 2017 - foto Fabrax
I vivi chiudono gli occhi ai morti, i morti aprono gli occhi ai vivi,
quando viene a mancare un familiare, sovente sento dire,
che la causa principale è il fumare, solite storie,
sempre più bimbi con complicazioni respiratorie.
L'Italia trama, trema, frana e la Pianura Padana è una puttana.
La legge della terra sorregge il ciclo naturale e sa parlare:
"do nutrimento, va in circolo, creo energia e poi la riprendo".
Geo-ingegneria del terrore, economia del dolore, genocidio ambientale e culturale,
futuro anteriore, che accadrà? In futuro, nel posteriore si prenderà!
Il patto siglato non va fermato tra Stato morto e NATO.
C'è un gran fermento a salvare banche
e sempre più persone sedute sulle panche.
La politica fa da sfondo,
questo ed altro va al di là del profondo, qualcosa di orrendo.
Del resto la politica non è altro che una mummia esposta in un fottuto museo,
sbendata all'occasione per un breve cameo nel rodeo.
per poi far ritorno al museo a far compagnia allo scarabeo.
Grillo da quando ne fa parte, è trasformato, irriconoscibile, non fa più ridere,
più che paladino, assomiglia ad un vassallo,
e i leghisti finti eretici che considerano gli emigranti, parassiti,
chiedono consenso agli islamici.
Il voto è come un sacco, più lo cerchi, più è vuoto, il suo limite è ignoto.
Facendo mente locale nel locale della mente è avvenuto un incidente,
Alzheimer, presente,
Parkinson, presente,
ictus, presente,
individuo sopravvivente, presente
interruzione irrorazione assente.
Sistema immunitario alterato, presente
agricoltura modificata geneticamente, presente
vaccino spazzatura, presente

controllo globale, assente ma presente

fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

17/04/17

PPP - 22 -

Del processo a Pasolini per corruzione di minore


Giulio Andreotti, durante un'intervista televisiva, rispose ad una domanda su Pier Paolo Pasolini, ed esattamente se ritenesse lo scrittore e regista un perseguitato, con le seguenti parole: «ma vede lui andava cercandosi dei guai per la verità, non parlo della sua opera ma della sua vita spicciola». 
Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo del 1922, primogenito di Carlo Alberto Pasolini e Susanna Colussi. A causa dell'attività del padre, ufficiale di fanteria, la famiglia era soggetta a frequenti trasferimenti. Il fratello Guido Alberto nacque a Belluno nel 1925. Pier Paolo fu iscritto alla prima elementare in una scuola del comune di Conegliano. L'anno successivo si spostarono a Casarsa della Delizia in Friuli. La famiglia fu ospitata da una casa materna poiché il padre era agli arresti per alcuni debiti. Terminato il periodo della detenzione, la famiglia tornò a trasferirsi in diverse città, anche se rimase importante Casarsa della Delizia per i soggiorni estivi. Negli anni seguenti la famiglia Pasolini conobbe le città di Cremona, Scandiano e Reggio nell'Emilia. Dopo il ginnasio Pier Paolo frequentò il liceo a Bologna, città nella quale resterà per sette anni. A 17 anni s'iscrisse alla facoltà di Lettere dell'Università di Bologna. Durante il periodo bellico la famiglia decise di sfollare nella più tranquilla Casarsa della Delizia, in attesa della fine del conflitto. Nell'ottobre del 1944 la madre e Pier Paolo si spostarono a Versuta, che sembrava un luogo più isolato e lontano da eventuali obiettivi militari. Nel frattempo il fratello si era unito alle formazioni partigiane della Carnia. Guido Pasolini morirà, appena diciannovenne, negli eventi che prendono il nome d'eccidio di Porzus dove 17 partigiani delle Brigate Osoppo furono trucidati da partigiani comunisti. Le Brigate Osoppo-Friuli furono formazioni partigiane fondate presso la sede del Seminario Arcivescovile di Udine il 24 dicembre del 1943, su iniziativa di volontari d'ispirazione laica, socialista, liberale e cattolica. 

Torniamo all'ottobre del 1944 e al paese di Versuta. Nel villaggio mancava la scuola, Susanna e Pier Paolo decisero d'aprirne una gratuita presso la propria abitazione. In quel periodo Pier Paolo visse la sua prima esperienza amorosa con uno degli alunni, uno dei più grandi. 

Risulta interessante in questo contesto comprendere la visione di Pasolini dei giovani contadini friulani: «A quindici anni sono degli incantevoli idoli, adorni di pudori, di tenerezze, di vivacità che non si possono dire; a diciotto la grazia promettente (ma senza futuro) che li assetava di vita si è già immobilizzata, e la loro commovente timidezza ha assunto tinte più scure e monotone.»
Questo scritto apparve il 31 agosto del 1947 sulla rivista della Società Operaia di Mutuo Soccorso Sanvitese chiamata La stretta di mano.
Sempre nel corso del 1947 Pier Paolo s'iscrisse al Partito Comunista Italiano di San Giovanni di Casarsa, di cui divenne successivamente il segretario. Verso la fine di quel 1947 ottenne l'incarico, per i due anni successivi, d'insegnare materie letterarie alla prima media della scuola di Valvasone, paese nelle vicinanza di Casarsa. Nel frattempo cresceva il suo impegno politico all'interno del partito comunista, cui fece seguito un crescente interesse letterario per le manifestazioni e gli scontri di piazza tra ragazzi e polizia. Sempre di quel periodo la partecipazione al Congresso mondiale della pace tenutosi a Parigi nel 1949.


Il 1949 fu un anno importante per il nostro paese. Il 28 febbraio il Parlamento approvò il Progetto di legge per incrementare l'occupazione operaia agevolando la costruzione di case per i lavoratori, meglio conosciuto come Piano Fanfani. Qualche giorno dopo il Parlamento votò l'adesione al Patto Atlantico, accordo mai digerito dalle forze di sinistra che condussero una durissima opposizione in Aula e nelle piazze, luogo ove si registrarono manifestazioni e scioperi. Nel giugno dello stesso anno prese corpo l'era-Mattei, che condurrà l'ENI a competere con le principali compagnie petrolifere americane. Enrico Mattei e Pier Paolo Pasolini, così lontani ma uniti nelle vicende finali della vita. Nel luglio un decreto del Vaticano proclamò che i comunisti, gli atei e i materialisti, non potevano essere assolti.
Ma il 1949 fu anno importante, suo malgrado, anche per Pier Paolo Pasolini poiché l'attrazione per i ragazzi non rimase ancorata agli scritti ma si manifestò fisicamente. 
Il 29 agosto, alla sagra dedicata a Santa Sabina, che si svolgeva nel paese di Ramuscello, Pier Paolo Pasolini incontrò un ragazzo di 15 anni e tre cugini, due di 16 e l'ultimo di 15. Offrì loro dei dolci e propose d'accompagnarlo in un prato per mangiare dell'uva. 
Cosa avvenne nei minuti successivi?
«Pasolini cominciò a baciare uno dei ragazzi mettendogli la lingua in bocca e palpandogli le carni poi, sbottonandosi i pantaloni, scacciava fuori il suo membro, facendosi masturbare fino a lussuria soddisfatta, pagando poi il ragazzo lire 10. Tutto ciò avveniva alla presenza di altri tre minori»1-2
Nei giorni successivi un brigadiere, Luigi Scognamiglio, venne a conoscenza di uno scandalo che «consisteva nel fatto che quattro ragazzi minori avevano masturbato un individuo.»
Non esistevano denunce.
Il brigadiere, insieme ad un appuntato, Bortolo Menegatto, si recarono nella frazione di Ramuscello a raccogliere informazioni e, ove possibile, delle testimonianze. 
La procedura fu inconsueta poiché nessuno aveva sporto denuncia. 
Da qualche tempo circolavano voci su Pier Paolo Pasolini e sulla sua presunta omosessualità. 
Nel 1949 il fatto era riprovevole. 
L'ostilità della popolazione era acuita dal fatto che il poeta era insegnante di prima media. 
Esiste la possibilità che i ragazzi siano stati manovrati da qualcuno?
Il brigadiere Scognamiglio queste cose non le conosceva, la politica era lontana dalla testa degli attenti carabinieri di provincia.
Decise di convocare i quattro ragazzi nella locale stazione dei carabinieri per procedere ad interrogatorio. Uno dei quattro, Renato Sovran, sostenne di non aver fatto nulla. Era a conoscenza del comportamento degli altri ragazzi, ma lui si era sottratto. 
Il ragazzo parlò. 
Sostenne che in un'altra occasione Pasolini gli aveva proposto di andare al cinema con lui: gli avrebbe pagato il biglietto d'ingresso. Renato sostenne che conoscendo la “malattia” del professore non aveva accettato l'invito e che «cercò di stargli al largo». I restanti ragazzi confermarono le voci: si era svolto tutto sull'erba di un prato stando seduti per terra. Erano due le possibili denunce: la prima per atti osceni in luogo pubblico; la seconda per corruzione di minore, poiché uno dei ragazzi aveva meno di sedici anni all'epoca dei fatti.3
Chiamato a deporre, Pier Paolo Pasolini dichiarerà: «Non posso e non voglio negare che le dichiarazioni fatte dai suddetti ragazzi rispondono in parte almeno esteriormente a verità. Del resto certi particolari mi sfuggono perché essendo sera di sagra e trovandomi in compagnia di amici avevo un po’ ecceduto nel bere: è appunto da imputarmi all’euforia del vino e della festa l’aver voluta tentare questa esperienza erotica di carattere e di origine letteraria accentuata dalla recente lettura di un romanzo di argomento omosessuale di Gide. Del resto sulle ragioni letterarie e psicologiche che mi hanno spinto a questo e almeno in parte lo giustificano potrò più esaurientemente spiegarmi con coloro che eventualmente mi dovranno giudicare. Non ho altro da dire.» 4
Proviamo ad immaginare il viso e lo stupore dei carabinieri che raccolsero la deposizione: Gide e l'esperienza erotica di origine letteraria. 
Per quanto potessero essere acculturati, erano uomini che svolgeva mansioni di controllo della popolazione nella periferia dell'Italia. 


Sicuramente compresero che il professore era ubriaco, e che si è lasciò andare ad atti osceni in luogo pubblico con l'aggravante della corruzione di minore.
Su iniziativa della zia Giannina, fu immediatamente attivato un avvocato, Bruno Brusin, che si recò a parlare con le famiglie dei ragazzi. Furono offerte 100.000 lire a testa per il silenzio. La paura di uno scandalo, e le copiose ricchezze piovute dalla zia di Pier Paolo, indussero le famiglie dei tre ragazzi a non sporgere denuncia. 
Il processo proseguì. 
La posizione di Pasolini fu alleggerita della denuncia di corruzione di minore. 
Il 29 novembre furono raccolte le dichiarazioni dei tre cugini, che ribadirono quanto espresso al brigadiere Scognamiglio. Il 28 dicembre il processo a porte chiuse fu celebrato a San Vito del Tagliamento. Gli imputati erano tre: Pasolini e due dei tre ragazzi. Il professore, bravo con le parole, si concentrò sul punto che risulterà decisivo per il dibattimento: «i fatti non si sono svolti in un luogo pubblico, bensì in una proprietà privata, lontano dalla vista dei passanti, in un campo nascosto da siepe e da un boschetto d'acacia.»5
Ancor prima del dibattimento in aula, il PCI aveva espulso Pasolini dall'organico del partito.
Correva il 26 ottobre. 
La notizia dell'estromissione del professore dal partito fu resa pubblica tramite un articolo apparso sull'Unità e redatto da Ferdinando Mautino. Le parole con cui liquidarono il professore furono durissime ed intrise della retorica dell'epoca: «i decadenti poeti e letterati, che si vogliono atteggiare a progressisti ma che in realtà raccolgono i più deleteri aspetti della degenerazione borghese».
L'Unità fu obbligata ad assumere quella posizione poiché, nelle settimane antecedenti i fatti di Ramuscello, aveva denunciato la perversione di un, non meglio specificato, massimo esponente democristiano e della possibilità che lo stesso fosse caduto nella corruzione di minore.
Non potevano risparmiare Pasolini dopo tali denunce. 
Questa linearità di pensiero verrà ribadita nella primavera dell'anno successivo da Palmiro Togliatti con le seguenti parole: «al sentire Gide, di fronte al problema dei rapporti tra i partiti e le classi, dare tutto per risolto identificando l'assenza di partiti di opposizione, in una società senza classi, con la tirannide e relativo terrorismo, vien voglia di invitarlo a occuparsi di pederastia, dov'è specialista, ma lasciar queste cose, dove non ne capisce proprio niente.»6
Il processo a Pier Paolo Pasolini come si concluse?
La sentenza giunse nel gennaio del 1950: i tre imputati furono condannati a tre mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. La pena fu interamente condonata per effetto dell'indulto.
La sentenza comportò la sospensione dell'insegnamento per Pasolini.
Il 28 gennaio, nel cuore della notte, Pasolini e la madre partirono dalla stazione di Casarsa con obiettivo Roma. 
Partenza o fuga?
Il padre di Pasolini, militare in carriera, alla notizia delle indagini delle forze dell'ordine aveva dato in escandescenze, incrinando un rapporto familiare da tempo complicato a causa della palese omosessualità del figlio.
La vicenda giudiziaria si concluse nella primavera del 1952 con la piena assoluzione degli imputati.
Il motivo?
Il prato ove i tre ragazzi «avevano menato l'uccello a vicenda al Pasolini» era una proprietà privata e non visibile durante le ore notturne.7


Pier Paolo Pasolini troverà la morte la notte del primo novembre 1975. Fu ucciso in modo brutale, travolto dalla sua stessa auto sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia. Il cadavere fu ritrovato da una donna intorno alle sei del mattino. 
Alberto Moravia scriverà che «la sa sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un'epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile.»


Fabio Casalini














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1 Rapporto della stazione dei carabinieri di Corcovado, numero 17-75

2 Diego della Palma – A nudo – Sperling & Kupfer, 2010

3 Marco Belpoliti – Gli atti impuri di Piero Paolo Pasolini

4 Dichiarazione di Pasolini rilasciata alla Stazione dei carabinieri di Casarsa il 17 ottobre del 1949, ore 18.05

5 Marco Belpoliti – Gli atti impuri di Pier Paolo Pasolini

6 Articolo apparso su Rinascita nel maggio del 1950. Palmiro Togliatti si firmò con lo pseudonimo di Roderigo di Castiglia.


7 Marco Belpoliti – Gli atti impuri di Pier Paolo Pasolini

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.it/