11/06/17

regime vaccinista per una sanità mai caduta così in basso

VACCINAZIONE CLASSISTA DA DOCUMENTO DI GUGLIELMO PEPE PUBBLICATO SU REPUBBLICA (titolo e sottotitoli di VV)

VACCINAZIONE TOTALE OBIETTIVO-CHIAVE DI QUESTO GOVERNO

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Ora finalmente sappiamo, dopo mesi di traccheggio, di interventi a tappeto su tutti i media e con un esercito di persuasori a disposizione, di polemiche ad uso politico, le intenzioni del governo: vaccinazione totale.

VACCINI A VALANGA, SENZA SE E SENZA MA

Il ministero della Salute, con i suoi tanti supporter, come l’Iss, come le cosiddette Società scientifiche, come le starlette televisive ipertrofiche, è riuscito a portare a casa l’obiettivo prefissato: vietare asili e materne ai non vaccinati e trasformare in obbligatori anche i vaccini consigliati e raccomandati. Vaccini a valanga dunque, senza se e senza ma.

SOFFOCAMENTO INDEGNO DI OGNI RAGIONAMENTO CONTRARIO

Continueranno le discussioni, le divisioni, gli scontri, perché non poche migliaia di famiglie sono contro l’obbligo vaccinale. E qualcuno continuerà a tenere alta l’attenzione sugli aspetti contraddittori delle decisioni prese. Ma si voleva una prova di forza. E questa ha raggiunto l’obiettivo prefissato. Soffocando nella culla del ragionamento non estremista qualsiasi tentativo di mediazione che puntava sul confronto, sulla discussione, sul convincimento. No, “si fa così” e non si può disturbare il manovratore perché lui pensa al bene e alla salute pubblica. Chi si oppone è un invasato, un ignorante, un pericolo.

UNA DELLE PAGINE PIÙ OSCURE, CONTROVERSE E FAZIOSE DELLA SANITÀ ITALIANA

Oggi si scrive una delle pagine più controverse nella storia della sanità italiana. So molto bene che esprimo una opinione di minoranza, ma una società democratica non impone senza aver prima tentato altre strade. Che sui vaccini sono state escluse a prescindere. Perché si è voluta fare una campagna ideologica, forzando in modo fazioso le situazioni di fatto.

INVENZIONE DI INESISTENTI EPIDEMIE SANITARIE

Perché l’oltre 93 per cento di vaccinazioni per quelle obbligatorie, non rappresenta una emergenza (perfino il premier Gentiloni lo afferma), e su questo calo, progressivo ma lento, si poteva lavorare, convincendo soprattutto i medici scettici. Perché i duemila e passa casi di morbillo, che stanno dando segnali di decrescita, non sono numeri da epidemia sanitaria, come una parte della comunità scientifica sostiene.

NESSUN CONTROLLO E NESSUNA CONTABILITÀ SULLE REAZIONI AVVERSE CHE NON MANCANO

Perché i calendari vaccinali pubblici che si sovrappongono a quelli privati delle aziende, alimentano solo i dubbi. Perché i controlli della vaccino-vigilanza fanno ridere i polli. Ed è poco responsabile decidere di moltiplicare le vaccinazioni obbligatorie, senza mettere preventivamente in funzione un sistema di controlli, sugli effetti negativi, degno di questo nome (e non è un motivo valido quello di chi dice che le reazioni avverse sono pochissime: anche se fossero rare andrebbero registrate, catalogate, analizzate). Oggi nelle Asl non hanno registri telematici ad hoc, i medici non raccolgono le segnalazioni e non riportano gli effetti negativi che proseguono oltre le 36 ore di ordinanza.

PROBLEMA CHE SI ESTENDE AL PERSONALE SCOLASTICO E AL PERSONALE SANITAIO

Perché, come sostengono le società scientifiche in un documento di due giorni fa a proposito degli incrementi di malattie da non vaccino, il problema non riguarda solo gli asili e le materne e le scuole dell’obbligo, ma anche tutto il personale scolastico e soprattutto, come nel caso del morbillo, il personale sanitario, a rischio di infezione e “veicolo” di infezione.

ITALIA PRIMA DELLA CLASSE NEI VACCINI OBBLIGATORI, QUANDO IL SISTEMA SANITARIO FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

Perché c’è una impostazione ideologico-dirigista sui vaccini che metà Europa neanche si sogna di adottare (e parlo di paesi a democrazia avanzata, e civilmente molto più avanti di noi). Portando da 4 a 12 i vaccini obbligatori facciamo i primi della classe, mentre il nostro Servizio sanitario nazionale fa acqua da parecchie parti, con tagli vistosi al Fondo sanitario come denunciano associazioni, medici, sindacati, studiosi, ricercatori.

NIENTE AUTOREVOLEZZA E TANTA PREPOTENZA

Non faccio previsioni su quanto accadrà. Però chi vince senza convincere non dimostra autorevolezza bensì prepotenza. Mascherandosi dietro la difesa della salute dei bambini alla quale tengono sicuramente tutti i genitori. Compresi i dubbiosi e i no vaxx. Perciò chi addita queste madri, questi padri, come irresponsabili, non merita alcuna considerazione.

NESSUNA SOLUZIONE PEGGIORE DI QUESTA SI POTEVA IMMAGINARE

Infine le multe: si tratta di un provvedimento davvero sconcertante perché chi potrà pagarle continuerà a dissentire, chi non potrà dovrà adeguarsi. Siamo dunque alla vaccinazione classista, alle punizioni in base al reddito. Se questa è la mediazione tra le posizioni Lorenzin e Fedeli, peggiore soluzione non poteva essere trovata.

*****

COMMENTO

UNA IMPOSIZIONE INSENSATA

Più che di vaccinazione classista parlerei di vaccinazione imposta da governanti indegni e di scarso acume a una popolazione troppo priva di preparazione e di mordente per poter reagire a questa vergogna nazionale.

UN VERO E PROPRIO ATTENTATO ALLA LIBERTÀ E ALLA SALUTE DEI BAMBINI

A soffrirne non solo i principi di libertà sanciti da precise norme costituzionali, ma soprattutto i bambini innocenti sottoposti a questi barbari, inefficaci ed insidiosi metodi di prevenzione, senza poter ovviamente dire la loro, senza potersi opporre a interventi che metteranno come minimo a rischio e a repentaglio la loro salute negli anni a venire.

GENTE DI SCARSO PREGIO E DI TANTA SUPPONENZA

L’ignoranza non può essere scusata. L’ignoranza è un cancro autentico. Se poi proviene da chi sta al potere diviene una usurpazione e un atto di intollerabile arroganza. Questa gente di poco pregio e di tanta supponenza dà per scontato di essere dalla parte della ragione, affetta com’è da presunzione infinita e da inguaribile miopia scientifica.

RIVOLGERSI ALLA MEDICINA AD OGNI BUON CONTO

Chiunque scriva di salute, oggigiorno, alla fine del suo scritto si affretta ad aggiungere una frase tipo “In ogni caso rivolgersi al medico”. Lo fa ovviamente per tutelarsi da denunce e da azioni legali. Questo non riguarda solo la gente normale che esprima dei pareri in fatto di salute e di malattia, ma persino gli stessi medici che vogliano dire qualcosa di leggermente contrastante con l’opinione ufficiale. Sanno evidentemente di avere a che fare con personaggi ed istituzioni privi di scrupoli e carichi di spirito oppressivo e vendicativo.

IL TEOREMA MENDELSOHN PIÙ CHE MAI ATTUALE

Nel mio caso non solo evito di essere così banale e sottomesso, ma mi associo ancora una volta al grande medico statunitense Robert Mendelsohn, pediatra celebre che aveva in cura i bambini di presidenti e Vip americani e che non esitò ad inviare questo messaggio a tutte le mamme d’America. Il tuo bambino sta bene? Non portarlo dal medico e dal pediatra: lo farebbero ammalare. Il tuo bambino sta male? Non portarlo dal medico e dal pediatra: lo farebbero aggravare ulteriormente. Sei già andata dal medico e dal pediatra? Allora prendi nota per filo e per segno dei loro pareri e delle loro istruzioni, e fai esattamente l’opposto. Solo così salverai la salute e l’integrità del tuo bambino!

Valdo Vaccaro


http://altrarealta.blogspot.it/

08/06/17

la valle dove le vipere cadono dal cielo

Vipere in Val Grande - Fotografia di Filippo Spadoni
La prima volta che ho sentito parlare della Val Cavrì avevo da poco superato i vent’anni. Colui che raccontava le stranezze di quel luogo era una vecchia memoria della Valgrande. Oggi non ricordo il nome ma le fattezze, quelle si. 
Aveva superato i settanta, quasi sicuramente, e le fatiche della vita si potevano misurare sulle pieghe del volto. 
I capelli, bianchi e arruffati, coprivano una grande cicatrice sulla fronte. 
Le mani, grandi e scure, si agitavano nervosamente seguendo le mille parole che uscivano dalla sua bocca. Le movenze del corpo lasciavano trasparire i dolori degli anni. Beveva vino nero accompagnando un panino al salame. 
Mi sono avvicinato a lui con il rispetto che si deve alle persone che hanno lottato con la vita ed hanno vinto, o forse no, ma almeno ci hanno provato. 
Mi ha guardato con pregiudizio, perché venivo dalla città, e con lui avevo pochi punti in comune, o forse questo pensava prima che gli offrissi un altro bicchiere di vino. Ha provato a rifiutare, ma dopo una breve insistenza ha capito che era meglio così. 
Mi sono presentato ed ho notato in lui un cambiamento d’umore. Conosceva un certo mio parente che aveva lavorato con lui, quindi conosceva anche me. Si è fidato ed ha cominciato a raccontare. I minuti scorrevano veloci, le nuvole in cielo formavano strane figure, ed il sole cominciava a scaldare la nostra conversazione. 
Due ore dopo mi sono congedato con la promessa che sarei tornato da lui. Purtroppo non l’ho mai mantenuta ed oggi me ne pento. Ho preso l’auto e mi sono diretto verso casa; tre tornanti dopo avevo quasi dimenticato la sua richiesta di non andare in quel posto maledetto,  dimenticato da Dio e da buona parte degli uomini.
Ho fatto passare qualche settimana con la speranza che i colori migliori dell’autunno si facessero intrappolare nella mia macchina fotografica. Una domenica mattina mi sveglio, prima dell’alba, e parto alla ricerca del luogo dimenticato alla ricerca di emozioni. 
Arrivato all'alpe Ompio lascio l’auto e mi incammino. 
Dopo un'ora e mezza giungo a Corte Buè, dove incontro un cercatore di funghi che mi guarda con disprezzo, per  paura che potessi rubare il bottino della giornata.
Lo saluto e mi dirigo verso Orfalecchio. 


Vipere in Val Grande - Fotografia di Filippo Spadoni

Non avevo tempo di prestare attenzione alle bizzarrie degli uomini e del loro pensare. Dopo mezzora iniziano i problemi d'orientamento. La cartina mi indicava un sentiero che invece non esisteva più, aggredito dalla natura, che tornava sovrana e copriva tutto quello che era stato. Ho cercato di non perdermi d’animo, ma non ci sono riuscito e dopo breve tempo sono tornato sui miei passi risalendo per l’alpe da poco lasciata. Le fotografie erano ottime. Il mio umore non troppo, ci avevo provato ma non mi bastava. Tornando a casa pensavo alla prossima escursione alla ricerca della Val Cavrì. Ma la vita è strana e dopo breve tempo mi dimenticai di quel posto e delle sue leggende. Passano gli anni e con essi anche la mia voglia di conoscere e scoprire le storie dimenticate delle nostre valli. 
Ma i pensieri e le parole si possono dimenticare i luoghi no. 
Dieci anni dopo mi ritrovo, con un amico, in un rifugio vicino al confine svizzero dell’alta val Formazza. Non ho ancora capito come sia successo ma nelle mie mani finisce un libro che parla di vipere e serpi: racconta di quella valle dirupata, cattiva e pericolosa che si trova nel cuore selvaggio della Valgrande. 
Un brivido mi scorre lungo la schiena.
Come avevo fatto a dimenticare, a lasciare in un cassetto chiuso della mia memoria quel luogo e le sue leggende? 
Ne parlo con il mio vecchio amico, ma in lui non ritrovo la forza e la volontà che mi assalì molti anni prima. Decido di raccontare a lui tutto quello che trovo, a fatica, nella mia testa. Il tempo, come sempre, passa veloce ed io non riesco più a controllare le mie emozioni. 
L’amico mi guarda perplesso, chiedendosi come poter credere a tutte quelle storielle di montagna, ma la mia energia alla fine lo ha contagiato. 
E’ deciso la settimana seguente si andrà alla ricerca del luogo dove le vipere cadono dal cielo.
La settimana scorre tra il lavoro, la famiglia e la lettura degli appunti presi molti anni prima.
Finalmente arriva il sabato mattina.
Preparo con molta attenzione lo zaino. 
Esco che il sole è appena sorto.
Dopo venti minuti mi ritrovo con l’amico a fare colazione in un piccolo bar sulla strada per l’alpe Ompio.


Vipera in Val Grande - Fotografia di Filippo Spadoni
Le emozioni corrono, come la macchina che risale a fatica i tortuosi tornanti che ci separano dalla più grande avventura della nostra vita.
Sono debitore verso di lui e forse verso tutti coloro che ancora non conoscono le leggende della Val Grande, di quanto mi è stato raccontato dieci anni prima dalla vecchia memoria. Devo trovare la forza di iniziare.
Alla fine del 1800, quando ancora non era sorta la prima alba del novecento, le poche persone che caricavano gli alpeggi di quella strana valle la abbandonano d’improvviso.
Quale era stato il motivo di tale fuga?
Un mattino di fine estate i genitori si vogliono assicurare che il loro bimbo, da poco venuto alla luce, stia bene; si dirigono verso la piccola culla di legno che hanno da poco costruito con gioia e fatica, guardano il viso rilassato del neonato e sognano per lui una vita diversa rispetto a quella che gli possono garantire.
Spostano le copertine e con raccapriccio trovano una vipera attorcigliata intorno alla piccola caviglia. Spostano il serpe con un lungo bastone di legno stando attenti a non spaventare l’essere maligno, lo adagiano in un sacco, che avevano predisposto per la raccolta dei funghi, e con grande sollievo non trovano morsi di vipera sul corpo dell’inconsapevole bimbo. Escono di corsa dal casolare ed avvisano gli altri alpigiani.
La decisione che potevano prendere era una sola: abbandonare per sempre quei magri pascoli.
In breve tempo si allontanano da quel posto senza rimpianti.
Siamo ormai in vista del parcheggio dove lasciare l’autovettura.
Il sole sta combattendo la sua personale battaglia con il bosco.
Nel viso del mio amico non trovo più la tranquillità della settimana precedente: saranno anche leggende di montagna, ma le leggende cosa sono se non storie vere trasformate dal passare degli anni?
Lasciamo i sedili dell’auto ed iniziamo a camminare in una sorta di silenzio voluto.
Dopo circa due ore di cammino siamo in vista delle prime baite di Corte Buè: possiamo riposarci qualche minuto prima di imboccare il sentiero per Orfalecchio. Ci sediamo su un masso che sporge dalle rovine di un casolare, invaso dai castagni tornati padroni di quella zona dimenticata, così vicina ma anche così lontana da tutto quello che per noi rappresenta la tranquillità della vita quotidiana.
Dopo qualche risata, ed una buona sorsata di acqua fresca, decido di fare delle fotografie. Il luogo è magnifico: una novella Atlantide dove si ritorna ai silenzi primordiali, agli spazi incontaminati.
Riprendiamo il cammino verso la nostra meta, facendoci largo tra gli arbusti cresciuti troppo in fretta a causa delle abbondanti piogge di quella strana estate tropicale.
Ma cos’è successo agli alpeggi della val Cavrì dopo l’abbandono da parte di coloro che la caricavano?
Nei giorni seguenti la notizia era circolata per tutta la Valgrande. Molti boscaioli, che lavoravano poco distante, si erano rifiutati di risalire il crinale della montagna per raggiungere quel luogo ormai maledetto.
Colubro di Esculapio in Val Grande - Fotografia di Filippo Spadoni
Ma coloro che gestivano il taglio ed il trasporto del legname nei pressi di Orfalecchio erano ingolositi da quella valle lasciata libera a causa di una piccola vipera. Assoldano qualche lavorante per disboscare quella lunga lingua di terra. Non sanno ancora cosa gli aspetta.
Giungiamo ad Orfalecchio.
Il luogo non è come lo avevamo immaginato.
Il sole filtra tra i rami degli alberi, illuminando questo anfratto di vita perduta.
Facciamo fatica a pensare che sopra di noi correva un ponte sospeso ad oltre venti metri di altezza; non capiamo come poteva esistere una ferrovia che trasportava il legname dal cuore di questa valle sino a Mergozzo. Gli uomini sono in grado di compiere opere incredibili in luoghi assurdi
Troviamo quasi subito la grotta che serviva da mensa per gli operai. Nulla fa intuire quale fosse lo scopo. Occorre sapere per capire.
Ci sediamo e cerchiamo di vedere quale sia il miglior sentiero per la salita verso la val Cavrì.
Ci siamo ora tocca a noi.
Prima di ripartire riprendo il racconto della storia dei boscaioli all’amico impaziente.
Dopo l’abbandono da parte degli alpigiani i boscaioli, recuperati chissà dove, cominciano la perlustrazione della valle per capire da dove partire con l’abbattimento degli alberi. Dopo alcuni giorni di attesa partono per effettuare il lavoro per il quale sono stati ingaggiati. Capiscono immediatamente che non sarà facile, il pendio è ripido e le piante spesso nascondono i raggi del sole. Sono stati pagati in anticipo, non ci sono motivi per rinunciare. I primi alberi abbattuti non creano problemi, ma poco prima del mezzogiorno un boscaiolo viene morso al collo da una vipera caduta da un albero. Viene assistito e portato a valle. Il lavoro continua, deve continuare. Poco dopo la pausa per il pranzo un albero, che non aveva motivo di cadere, si abbatte su due boscaioli; gli altri accorrono per constatare le condizioni: lo spavento si trasforma in smarrimento quando, rimosso l’albero, scoprono che i due sono coperti di vipere nere, quelle dei rododendri.
Non sono stati risparmiati dai morsi.
Li trascinano a fatica poco lontano, decidendo di portarli a valle, insieme alle loro paure ed ai rimorsi per aver accettato quel lavoro.
Quello fu il primo ed ultimo giorno di lavoro per l’abbattimento degli alberi nella valle coperta di vipere che cadono dal cielo.
Trovato una sorta di sentiero, risaliamo lenti e sospettosi il crinale.
La fatica piega le gambe, ma la curiosità di sapere, vedere, conoscere quel luogo ci dona la forza per continuare l’ascesa. Finalmente davanti ai nostri occhi le baite diroccate dell’alpeggio.
Nell’ultimo tratto di salita non abbiamo parlato, i nostri occhi non si sono incrociati, abbiamo preferito camminare pensando a quello che poteva essere.
Gli alberi e gli arbusti si sono divisi i ruderi di quelle povere costruzioni. Dobbiamo cercare un luogo dove montare la piccola tenda che fungerà da rifugio per la notte.
Siamo arrivati dove volevamo. Tutto intorno il nulla.
Non riesco a comprendere il perché di quella vita di fatica, sudore e povertà, passata a caricare un alpeggio in una montagna cruda come nessun’altra.
Il sole si sta spegnendo oltre le cime della Valgrande, che ora ci appare selvaggia come mai o forse no. Il Pedum sopra di noi è un padrone silenzioso, in lontananza i corni di Nibbio appaiono più frastagliati che mai e le gole dell’Arca si colorano di riflessi rossastri.
Abbiamo camminato per ore alla ricerca di un luogo che forse non è mai esistito.
Davanti al miglior tramonto della nostra vita su un pensiero siamo d’accordo: alcuni luoghi non bisogna raggiungerli, bisogna solo avere coscienza che esistano.

Fabio Casalini

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.it/

delirio sanitario

12 VACCINI OBBLIGATORI

“Siamo ormai al delirio sanitario: il Parlamento intervenga”. A sentir parlare di Tribunale dei minori quasi trasecola il direttore generale del Moige, l’organizzazione che da 19 anni si occupa di protezione e sicurezza dei bambini all’interno della famiglia, con quasi 50mila genitori aderenti. Parla del decreto approvato venerdì in Consiglio dei Ministri che introduce da settembre l’obbligatorietà di 12 vaccini per l’età scolare (0-16 anni) che oltre a sanzioni salatissime contempla la più estrema: la sospensione della patria potestà. Il decreto prevede che il genitore inottemperante venga segnalato dall’ASL al Tribunale, laddove richiami e multe fino a 7.500 euro non bastassero. Pugno fermo e mano pesante è la linea, anche se il premier Gentiloni in persona ha più volte ribadito che “non c’è uno stato di emergenza ma una preoccupazione alla quale il governo intende rispondere”. La risposta però non piace affatto all’associazione dei genitori già critica sull’obbligatorietà dei vaccini.


E’ ormai sera quando Ilfattoquotidiano.it raggiunge il segretario generale Antonio Affinita e davanti alla notizia della patria potestà minacciata sbotta così: “La misura è colma, siamo al delirio sanitario. Il governo si mette contro 16 milioni di famiglie e la ministra Lorenzin, che mai le ha coinvolte a un tavolo per parlare di queste cose, agita lo spettro di multe superiori a quelle riservate a chi vende alcolici o tabacchi ai minori. E adesso perfino la patria potestà sui figli. Incredibile”.

La rabbia parte da lontano. “Tutto questo per coprire anni di campagne di profilassi inefficaci e fallimentari perché non hanno voluto coinvolgere le famiglie che sono i grandi assenti delle politiche vaccinali intraprese dal Ministero della salute. Basti pensare all’ultimo tema e a come sono arrivati a certi provvedimenti, utilizzando il picco sanitario del morbillo per arrivare – in controtendenza al sistema europeo – a una misura senza precedenti e proporzioni“. Un fiume in piena: “Siamo al dirigismo statalista, arrivare a togliere i figli significa aver superato i limiti di ogni rispetto istituzionale. Come famiglie siamo a dir poco sconvolti dalle modalità di agire del governo. Lo dico senza mezzi termini: è crollato il rapporto fiduciario con le istituzioni e mi auguro che il Parlamento rimedi”.


Insiste sul fatto che “le famiglie italiane possono essere trattate con questa coercizione”. Ricorda che l’Italia è nella topten dei Paesi dove la mortalità infantile è più bassa. “I genitori italiani trattano i loro figli nel migliore dei modi. Non c’è nessuna dinamica di emergenza in termini di salute per i nostri figli, lo dice perfino Gentiloni. E allora proprio non riusciamo a capire cosa si sta facendo ma ci auguriamo che subito le forze politiche in Parlamento blocchino questo delirio”.

E torna sul ministro Lorenzin. “Lo abbiamo sempre detto: sul tema delle vaccinazioni serve una grande conferenza nazionale di approfondimento che coinvolga tutte le forze in campo e si allinei su livelli europei. Per rispondere alle problematiche sui rischi da vaccinazione abbiamo chiesto di fare un’azione di sorveglianza attiva pin modo tale da rispondere in modo scientifico ai dubbi. Ma stiamo parlando di cose troppo raffinate per chi pensa di togliere i figli a quell’esigua minoranza di genitori che per motivi di principio o di libertà terapeutica decidono diversamente”.

di Thomas Mackinson | 19 maggio 2017

04/06/17

il Santuario costruito sulla roccia


Lasciata Piedimulera risaliamo, lenti, i tornanti che conducono di fronte alla maestosità del Monte Rosa ed alla sua incredibile parete Est.
Il pensiero è costantemente alla ricerca di risposte.
Le troveremo?
Forse non oggi. Forse mai.

Abbiamo, purtroppo, smarrito gli antichi insegnamenti.
Siamo evoluti. Ci siamo modificati. Ma abbiamo smarrito.
I nostri pensieri sono più veloci dell'automobile, e giungono al luogo sacro con molto anticipo rispetto al nostro corpo.
Il motivo di tanto interesse?
Il Santuario della Gurva, sulla strada della Valle Anzasca.
L'edifico religioso è dedicato alla Madonna delle Grazie, anche se è conosciuto per la festa della Madonna Assunta che si celebra il 15 di agosto.



Il luogo suscita mistero ed ammirazione.
Il mistero è legato alla presenza di un grande masso, addossato al quale è il Santuario.
L'originale cappelletta è stata eretta direttamente sulla grande pietra. 
All'interno della cappella vi è l'immagine della Madonna dispensatrice di miracoli.
In un tempo lontano tale icona fu protagonista di fatti prodigiosi tra cui il trasudamento di sangue.
Ritornando alla presenza del masso, le domande si sprecano!
Da dove può essere arrivato?
Da quanto  tempo si trova in quella particolare posizione?
Per quale motivo hanno eretto un santuario a ridosso della pietra?
Le risposte non saranno facili da trovare.
Se delle risposte esistono.
Parlavo di ammirazione.



Tale sentimento è legato alla struttura del santuario.
Il masso è alle spalle dell'edifico, si poggia ad esso e sembra sostenerlo, il tutto a strapiombo sul torrente Anza, che in queste gole ringhia e disegna scenari fiabeschi.
La sacralità del luogo potrebbe avere aspetti che andrebbero oltre al fenomeno della trasudazione di sangue della Madonna.



Secondo il professor Tagliacarne, storico locale vissuto nel XIX secolo, il masso sarebbe giunto dalle montagne sovrastanti l'edificio attuale e nella sua irrimediabile caduta potrebbe aver risparmiato la piccola cappella ed il ponte che conduce alla stessa dall'abitato di Calasca Castiglione. Tale accadimento avrebbe accresciuto a dismisura la devozione verso la Madonna contenuta all'interno della cappella, in quanto gli abitanti videro l'intervento della mano della Beata Vergine nel fermare il masso dalla sacrilega distruzione.



Una teoria diversa è stata avanzata da un secondo storico locale, il professor Sandretti, secondo il quale l'accrescimento della devozione per la Madonna della Gurva è da far risalire all'epoca della grande peste in Ossola (intorno al 1630).
Secondo il Sandretti i contagiati sarebbero stati allontanati dal paese e confinati "al di là" del ponte, nelle vicinanze della originaria cappelletta. Quelle lunghe, solitarie e ripetitive giornate, con molta probabilità, riempite solamente dalle preghiere rivolte alla Beata Vergine, hanno influito notevolmente sulla devozione.
In che modo?



Secondo lo storico, qualcuno degli appestati salvatosi dalla malattia, avrebbe riconosciuto la guarigione come opera della Madonna, accrescendo notevolmente la devozione verso l'icona in questione.
Come sia andata ancora non lo sappiamo ma, sta di fatto, che, tra mistero e leggenda, la bellezza del luogo ha un "qualcosa" che ancora ci sfugge....


Fabio Casalini

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.it/

Se volete approfondire la conoscenza del luogo vi consiglio il sito istituzionale del comune di Calasca Castiglione, da cui sono tratte le scarne informazioni di cui al momento disponiamo.

vaccini: Codacons pronta denuncia alla Corte dei Diritti dell'Uomo

CODACONS: PRONTI A RICORRERE A CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO CONTRO LEGGE INCOSTITUZIONALE CHE INFLUIRA’ SU DIRITTO ALL’ISTRUZIONE E ACCESSO SCUOLE

Qualsiasi legge nazionale che introdurrà in Italia l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso alla scuola dell'obbligo sarà impugnata dal Codacons in sede comunitaria, fino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Lo afferma l’associazione dei consumatori, contestando il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, che ha reso oggi noto di aver pronto un testo di legge in tal senso.


“Impedire l’accesso di bambini e ragazzi ad asili e scuole è assolutamente illegale, perché viola un diritto costituzionale fondamentale come quello dell’istruzione, e qualsiasi norma che va in questa direzione è destinata a cadere – spiega il presidente Carlo Rienzi – Introdurre l’obbligo della vaccinazione come requisito per l’accesso alle scuole senza prima mettere a disposizione delle famiglie i vaccini obbligatori in forma singola, rappresenta una violenza che sarà portata dinanzi la Corte Europea dei diritti dell’uomo”. “Ancora una volta ribadiamo l’importanza delle vaccinazioni, ma ad essere sbagliato è il metodo coercitivo individuato dal Ministro, che se applicato porterà a ripercussioni negative sul fronte delle iscrizioni ad asili e scuole, perché molti genitori, non volendo somministrare l’esavalente fornito dalle Asl, sceglieranno di non iscrivere i figli alla scuola dell’obbligo” – conclude Rienzi. 

riferimenti:

http://www.codacons.it/articoli/lorenzin_pronto_testo_su_obbligo_vaccini_a_scuola__297353.html

http://www.codacons.it/search.php?search=VACCINI

fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

Italia: vaccini con mercurio e alluminio





di Gianni Lannes

Costituzione della Repubblica italiana, articolo 32:

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La  legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

I vaccini esavalenti somministrati in Italia contengono ancora mercurio. Perché il ministro Lorenzin non dimostra con solide prove scientifiche che non c’è più mercurio e che sono davvero sicuri? Impossibile, perché come attesta un documento interno della Glaxo, il mercurio è presente nell’esavalente somministrato ai bambini in Europa, Italia inclusa. Non è tutto: c'è pure l'alluminio. Comunque la Glaxo ha investito l'anno scorso soltanto in Italia, addirittura 1 miliardo di euro, e i profitti devono pure tornare anche a scapito della salute dell'infanzia. Ecco perché i politicanti e i camici bianchi italidioti sono così proni. Ha dichiarato infatti, il ministro Beatrice Lorenzin: "L'obiettivo del decreto, oltre all'obbligatorietà, è allargare l'attuale lista delle vaccinazioni perché abbiamo creato negli anni una differenza tra le vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate". Niente di più falso: prove alla mano dell'Istituto superiore di sanità, sia pure compromesso nel malaffare, attestano che dal 2004 in Italia è sparito il quadrivalente e si somministra ai piccoli malcapitati l'esavalente (ovvero altri due vaccini non obbligatori).

Basandoci sulla quantità di 10 ppb (parti di miliardo)ovvero 0,01 ppm (parti per milione) ovvero 0,010 mg/Litro rinvenuta nel vaccino esavalente Infanrix Hexa, possiamo affermare che alcune delle più nette evidenze epidemiologiche e tossicologiche presenti in letteratura scientifica, evidenziano che il mercurio, anche a dosi bassissime, provoca danni alle cellule dendritiche immature, alle membrane e al DNA dei neuroni. Le evidenze scientifiche smascherano tutti gli scientisti e i camici bianchi che escludono alla radice la presenza di Thimerosal nei vaccini e ne certificano in modo superficiale la loro sicurezza.
La letteratura scientifica e l’esperienza clinica dimostrano che i metalli pesanti svolgono un ruolo chiave nello sviluppo di malattie autoimmuni e neurodegenerative. Almeno 240 studi pubblicati su Pubmed comprovano una correlazione causale fra mercurio e disturbi dello spettro autistico. I metalli pesanti inducono autoimmunità, aggravano lo stato di malattia, e la rimozione o l’identificazione della sensibilizzazione ai metalli pesanti può migliorare notevolmente la salute del paziente.
  

Il barone accademico Roberto Burioni, docente al famigerato San Raffaele di Milano, da decenni al centro della cronaca nera, le spara sempre più grosse. Sentite questa: 

«Il mercurio non è più necessario e non è più contenuto nei vaccini in uso da molti anni. La formaldeide è contenuta in tracce minime che non comportano alcun danno; l’alluminio è indispensabile per stimolare la risposta immune e la sua sicurezza è dimostrata da oltre 70 anni di utilizzo e da casistiche di centinaia di milioni di pazienti».
Nei vaccini c'è il mercurio: infatti è contenuto in un conservante che si chiama Tiomersale, ovvero timerosal, mercuriotiolato, etilmercuriotiosalicilato, sodio timerfonato. Lo si puo' trovare nei vaccini contro il tetano, difterite e pertosse, antiepatite A, antiepatite B e antiinfluenzale. Negli Stati Uniti l'ente di controllo sui farmaci, la FDA, ha disposto che l’eliminazione del timerosal dai vaccini, già dal 1999. In Italia invece ce lo teniamo grazie alle deroghe ministeriali. Perche'?

Ora il Codacons chiede chiarezza su possibili conflitti di interesse e spunta un video in cui il responsabile della Glaxo spiega il “trucco” dei vaccini combinati per renderli più redditizio. Ecco perché in Italia il quadrivalente (per quelli obbligatori) è sparito dal 2004.  

«Chiarezza su possibili conflitti di interesse in tema di vaccini. La chiede il Codacons, secondo cui il dibattito sulle vaccinazioni scoppiato in Italia rende non più procrastinabile la garanzia di massima trasparenza a tutela delle famiglie. Fin dagli anni ’80 i vaccini in Italia sono stati terreno fertile per intrallazzi illeciti tra medici, politici e case farmaceutiche, al punto da portare ad una condanna in Cassazione per l’allora Ministro della Sanità De Lorenzo e l’allora responsabile del settore farmaceutico del ministero Duilio Poggiolini, colpevoli di aver intascato una tangente da 600 milioni di lire per unificare due vaccinazioni – spiega l’associazione – E che la combinazione di più vaccini sia un business per far arricchire le aziende farmaceutiche lo afferma lo stesso Direttore della GlaxoSmithKline, Jean Stèphane, in un video reperibile in rete nel quale, parlando ad una platea di dirigenti di imprese, afferma testualmente:

“abbiamo comprato tutti i brevetti sull’epatite B, è stata la prima volta che un vaccino è coperto da brevetto. Noi abbiamo tutti i brevetti e ora voi concorrenti se volete venire sul mercato dovrete negoziare con noi. E poi in seguito abbiamo sviluppato, se volete, dei vaccini combinati, cioè abbiamo inserito l’epatite B con altri prodotti che non erano coperti da brevetto e facendo così abbiamo reso evidentemente i prodotti combinati protetti e quindi la strategia non è molto più complicata di cosi”.

In sostanza il laboratorio Glaxo avrebbe cercato di creare un monopolio e poi avrebbe commercializzato dei vaccini combinati perché molto più redditizi rispetto a quelli singoli.

Una questione che investe anche l’Italia – denuncia il Codacons – dal momento che non è reperibile nel nostro paese il vaccino contro la difterite, con il Ministero della salute che costringe le famiglie a ricorrere all’esavalente se vogliono sottoporre i propri figli alle 4 vaccinazioni obbligatorie e uno spreco di soldi pubblici di 114 milioni di euro annui in favore delle case farmaceutiche. Per tale motivo abbiamo presentato un esposto all’Autorità Anticorruzione, chiedendo di verificare i rapporti che esistono o sono esistiti tra i medici autori del Piano vaccinale varato dal Ministero della Salute e le aziende produttrici di farmaci, perché vogliamo sia esclusa con la massima certezza la possibile presenza di conflitti di interesse».
Thimerosal in Childhood Vaccines, Neurodevelopment Disorders, and Heart Disease in the United States (fonte: Journal of American Physician and Surgeons, Vol. 8, Nr. 1, Spring 2003, Autori: Mark R. Geier, M.D., Ph.D., David A. Geier):

«Abstract:

In questo studio sono state valutate le dosi di mercurio contenuto nel Thimerosal, presente nei prodotti di "immunizzazione" (NdR: in realta' trattasi solo ed unicamente di vaccinazione e non di immunizzazione che non esiste) dell’infanzia in rapporto alle linee guida dello Stato Federale degli US e l’effetto dell’incremento di tali dosi nell’incidenza dello sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. Questo studio ha dimostrato come i bambini abbiano ricevuto, in tal modo, dosi di mercurio in eccesso rispetto alle linee guida dello Stato Federale US che stabiliscono i limiti di ingestione di metilmercurio per via orale. Inoltre, le nostre analisi hanno dimostrato un incremento del rischio relativo di neuropatie e malattie cardiache con l’incremento di tali dosi di mercurio. Questo studio fornisce una forte evidenza epidemiologica al fine di poter stabilire un legame fra l’esposizione a mercurio – proveniente dai vaccini dell’infanzia – e lo sviluppo di neuropatie. Conclusioni. Questo studio mette in evidenza una forte evidenza epidemiologica per un collegamento fra la somministrazione di vaccini contenenti Thimerosal e lo sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. Alla luce della voluminosa letteratura a supporto del meccanismo biologico della reazione avversa indotta dal mercurio, della presenza di mercurio nei vaccini in quantità eccedenti le linee guida sulla sicurezza della FDA ed EPA per l’ingestione orale di mercurio, degli studi epidemiologici che dimostrano le reazioni avverse da tali vaccini appare confermata una relazione causale fra la somministrazione di vaccini contenenti Thimerosal e lo sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. È auspicabile che una completa rimozione di Thimerosal dai vaccini dell’infanzia possa arginare la tragica e in apparenza iatrogena epidemia di autismo e disturbo della parola che sta interessando gli Stati Uniti d’America».


riferimenti: