09/09/16

se mi lasci non vale

scusate se insisto ma non si può fare.
un sindaco che piange non mi sta bene.
adesso basta oppure mollo è uno sfacelo.
e nemmeno mi sta bene che non si presenti in giunta perché è stressato (teme di essere interrogata?), che ne esca prima per andare da suo figlio, che porti il piccolo sugli scranni, no.
il sindaco è tale, una figura istituzionale, e la sua appartenenza di genere non mi interessa.
se vogliamo che il genere non interferisca allora non deve interferire. 
nè prima rispetto alla nomina, nè dopo rispetto agli impegni.
qualcuno parla di asilo mariuccia, qualcuno di asino in mezzo ai suoni. Vedi Travaglio e Ferrara.
quel che vedo io è che delle faccende personali del sindaco di Roma non me ne frega nulla e assolutamente non devono arrivare in pubblico. così come non ne arrivano di Sala nè della Appendino.
la bufale della rivoluziona antipartitica e apolitica mostra la sua voragine.
inefficienza, incompetenza, fragilità di nervi, emotività, inconcludenza e soprattutto, affari di potere della peggiore specie, della peggior politica imbecille, della politica che ignora se stessa.
se per amare la vita ci vuole la vita
per fare politica, e governare lo è, bisogna sapere fare la politica.
immaginavo, temevo, che l'impermeabile in bicicletta fosse preambolo di inconcludenza.
direttorio è una parola filo sovietica, mi fa orrore il sapore di setta dei 5stelle, mi sembrano un branco di visionari, arroganti, infarciti di alfa privativo mai poi di fatto ingabbiati da iperboli della peggior politica italiana.
un sindaco lo voglio indipendente dalla politica governativa, dal partito di appartenenza, originario ma poi autonomo. la Raggi, al contrario, sembra incapace di autonomizzarsi, la vedo robotizzata, confusa e imbambolata da un direttorio invadente, mi fa pensare a una Ambra Angiolini teleguidata da Boncompagni.
lunedì Grillo sarà a Roma per sbrogliare la matassa, come se Renzi fosse venuto a Milano per sistemare i guai di Pisapia. non capisco come questa gente, che dichiara in modo stellare l'idea di un progetto rivoluzionario per l'Italia, non si renda conto della vergogna, della pochezza umiliante di questo gesto che rivela una debilità imbarazzante, una tenuta politica pari a quella di una ragnatela.
ascolto frasi sibilline, nessuna presa di posizione, vedo una personalità fragile (aahh com'è dura fare il sindaco, dice con la sua collanina di perle, ahhh e che pena penso io, come se ai miei pazienti rivelassi con le occhiaia quanto sono stressata nel vederli) l'abitudine a qualche consulenza legale che tradisce l'immaturità dell'inesperienza, vedo le parole che galleggiano sul vuoto condite per di più dalla tracotanza burina di sostenere di saper fare senza avere mai fatto.
la paranoia della trasparenza fa apparire il drammatico spessore di un velo, trasparente, l'ossessione delle regole, delle comunicazioni su facebook (alle 4 del mattino? non capisco se per mostrare la sua gravissima insonnia depressiva da crollo emotivo o, peggio ancora, da quel lavoro che non sa concludersi protratto fino all'alba) tradiscono una trama a maglie larghissime dove tutto trasuda, dove si ha tutto il tempo di sapere delle amicizie inconsuete della Muraro e delle mosse maldestre via Cantone per liberarsi di una Raineri strapagata imposta e mal digerita.
correnti interne violentissime, dimissioni a catena, una giunta mal fatta, sbriciolata da una totale mancanza di coesione, il peggior spettacolo possibile all'Italia e al mondo, che sfacelo, che vergogna, abbiamo una ragazzotta emotiva e insonne poco strutturata e molto condizionabile a capo della capitale.
a Roma il sindaco non è pervenuto, ha mille facce e quindi nessuna.

fonte: nuovateoria.blogspot.it

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